moda sotto le stelle

Natascia Troli ancora una volta stupisce con un evento che sa far parlare di sé. Partendo da una proposta di 80 stilisti emergenti si è arrivati ad una selezione finale tale da elevare l’evento come mai era successo. A detta della Presidentessa Confartigianato MC-AP-FM, Moda sotto le Stelle vuole essere quella vetrina di eccellenza volta alla promozione di un territorio che dello stile e della creatività ha fatto il suo status. Un viaggio emozionale dove la sartorialità ha saputo esprimersi attraverso la creatività delle mani fatate di questi giovani stilisti, abili nel rappresentare ed elevare un evento che catalizza l’attenzione dei media non solo locali ma nazionali.

Immancabile la presenza di Jo Squillo, a testimonianza del valore e della caratura della manifestazione. Una passerella fatta non solo di stile ma di colore ed eleganza dove la Stilista Marta Jane Alesiani con la sua cromoterapia ha saputo stupire ancora una volta, lasciandoci desiderosi di vedere le sue meravigliose nuove creazioni in occasione della Milano Fashion Week a settembre.

Conduce la serata Marco Moscatelli che, con la sua personalità, ha saputo incarnare il giusto spirito della serata diventando un riferimento assoluto ed inscindibile.

Una madrina ed un padrino ad un evento fashion giovane e frizzante che sa fare tendenza non potevano che essere: Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser. Puntuali nell’essere spumeggianti, solari ed intraprendenti nell’intrattenere il pubblico gremito di una piazza spettacolare come quella del Popolo di Ascoli Piceno.

Tantissimi gli ospiti, come Piero Romitelli, giovane autore marchigiano il quale ha scritto brani che Loredana Bertè e il Volo hanno presentato all’ultimo festival di San Remo. Il musicista Giuliano Cardella ha accompagnato con la sua chitarra alcune fasi della serata. Il comico Angelo Carestia direttamente da Zelig. L’attrice Federica Strozzi, reduce della
pellicola del Film “Loro” del grande Paolo Sorrentino ed il fashion photographer Gabriele Vinciguerra.

Coreografie affidate al coreografo internazionale Ashin Varjavandi: danzatore, performer con l’abilità di mescolare le danze urbane ai linguaggi più sperimentali della ricerca contemporanea.

Immancabile e dovuta la presenza di un parterre istituzionale:
Natascia Troli: presidente Confartigianato MC-AP-FM
Gino Sabatini: presidente della Camera di Commercio delle Marche
Luigi Contisciani: presidente del Bim Tronto
Marco Fioravanti: Sindaco di Ascoli Piceno
Daniele Macellari: Presidente regionale abbigliamento
Fabio Pietrella: Presidente Nazionale della Confartigianato Moda, nonché General Manager della Musetti Fashion Group.

Articolo di: Gabriele Vinciguerra
Foto di: Barbara Tanucci

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Gabriele Vinciguerra
Gabriele Vinciguerra (Laurea in psicologia), lavora sul confine tra visione e coscienza. È artista visivo e psicologico, ma prima ancora è un osservatore radicale dell’essere umano. Il suo sguardo non cerca l’effetto, cerca il punto in cui qualcosa accade davvero. Dove una persona smette di mostrarsi e inizia, anche solo per un istante, a rivelarsi. La moda è uno dei linguaggi che attraversa da anni. Non come superficie, ma come spazio identitario, luogo simbolico in cui corpo, storia e appartenenza si incontrano. Per lui l’estetica non è ornamento, è posizione. È una presa di responsabilità sul modo in cui scegliamo di apparire, e quindi di esistere. La formazione in Psicologia, con un’attenzione particolare alla dimensione sociale e ai processi evolutivi dell’individuo, non è un capitolo a parte. È la lente che orienta tutto il suo lavoro. Influenza il modo in cui guarda, ascolta, costruisce senso. Ogni progetto nasce da lì, dal tentativo di restituire complessità senza semplificazioni, profondità senza compiacimento. Accanto alle immagini ci sono le parole. Non come didascalia, ma come strumento di scavo. Le usa con precisione, perché sa che il linguaggio può fare danni o aprire spazi. Quando immagine e parola si incontrano, per lui, non devono spiegare. Devono risuonare. Il suo lavoro, come Direttore di Alpi Fashion Magazine, è questo: tenere aperto uno spazio editoriale in cui cultura, moda e psicologia non si sovrappongono, ma dialogano. Un luogo che non rassicura, ma accompagna. Un invito a guardare meglio, e forse anche a guardarsi. Non per tutti. Ma per chi è disposto a restare.

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