Home Attualità NeuroComScience in tour: usare un metodo scientifico per selezionare i candidati migliori

NeuroComScience in tour: usare un metodo scientifico per selezionare i candidati migliori

Trovare lavoro oggi è difficile, ma è ancor più difficile per un imprenditori trovare i candidati che abbiano non solo i profili migliori a svolgere una determinata mansione, ma anche e soprattutto voglia di fare e di imparare, attitudine al lavoro di squadra, serietà, affidabilità e spirito di sacrificio. Requisiti imprescindibili in un mercato del lavoro la cui flessibilità ha i suoi vantaggi ma anche i suoi svantaggi. Esiste un metodo  scientifico basato sulla “osservazione sistematica” dei comportamenti verbali e non verbali, che consente alle aziende di valutare i candidati più adatti a ricoprire determinati ruoli. Una “scrematura” che si può attuare già durante il colloquio di lavoro, quando l’aspirante lavoratore si trova dinanzi al responsabile alle Risorse Umane, o direttamente di fronte al suo datore.

Questo metodo, è applicato in Italia dalla NeuroComScience un laboratorio di analisi comportamentale, nato nel 2012, con sede a Gorizia, che ha deciso di mettere le proprie competenze al servizio di altri manager ed imprenditori per far capire loro come funziona e quali sono le aspettative. In realtà, si tratta di una tecnica utilizzata dagli anni Settanta come supporto alla Polizia e ai servizi di Intelligence statunitensi per delineare la personalità dei criminali, ed è stato poi estesa alla valutazione del personale e alla gestione delle selezioni in azienda.

La società, che studia gli algoritmi scientifici già esistenti per coniarne dei nuovi e definire, secondo parametri neuro-scientifici, il comportamento umano applicato al settore aziendale, ha deciso di organizzare un vero e proprio “tour” che parte il 21 aprile da Padova per estendersi alle principali città italiane. L’obiettivo è di formare i vertici delle principali aziende che vorranno partecipare agli incontri ed indirizzarle verso un’autentica presa di coscienza: è possibile superare lo stato di disorientamento che attanaglia coloro che hanno il delicato compito di scegliere in pochi step i candidati migliori. In un mercato che è in continua evoluzione e che, come le sabbie mobili, può inghiottire molto velocemente chi non riesce ad essere competitivo.

“L’osservazione sistematica del comportamento verbale e non verbale consente di arrivare ad una più precisa previsione della produttiva di una persona nel futuro contesto lavorativo. Utilizzare schemi di analisi delle parole, delle espressioni del viso, del corpo, della  voce significa avere una chiave d’accesso all’inconscio della persona e quindi uno strumento per comprendere e prevedere con più attendibilità i comportamenti sul posto di lavoro.  – ha dichiarato Jasna Legisa, fondatrice di NeuroComScience – Sono i piccoli ed impercettibili movimenti, spesso incontrollati e inconsapevoli con la  frequenza e scelta delle parole che rivelano una personalità – spiega ancora Legisa – E’ attraverso questi segnali che vengono espresse la motivazione, l’atteggiamento nelle relazioni interpersonali, l’apertura all’ascolto e altre componenti dell’intelligenza,  la sincerità o la menzogna delle affermazioni”. Alpi Fashion Magazine ha intervistato Jasna Leigisa per capire meglio come funziona questo metodo e come potrà concretamente aiutare i selezionatori a scegliere risorse umane eccellenti che possano trainare l’azienda verso il cambiamento di rotta che la crisi suggerisce e al contempo garantire al lavoratore la migliore collocazione secondo le proprie capacità ed attitudini riducendo al minimo la possibilità di malessere all’interno di un ambiente professionale.

In che cosa consiste il metodo dell’osservazione sistematica? 

Si basa sull’osservazione sistematica del comportamento di un soggetto durante un colloquio. Vengono analizzate le sue parole, e espressioni del volto, del corpo e il paraverbale (la voce). Si usano tecniche scientifiche che possono essere divise in due grandi gruppi: le tecniche di codifica e quelle di di codifica. Le prime consistono nella descrizione di un comportamento senza l’aggiunta di interpretazioni. Ad esempio, la presa d’atto che gli angoli della bocca si innalzano e le guance si tendono è un comportamento di codifica.

Da cosa nasce l’idea di mettere il metodo dell’osservazione sistematica al servizio delle aziende? 

Sappiamo quanto sia costoso l’inserimento di una risorsa sbagliata e quindi è necessario essere sempre più precisi nella previsione del comportamento futuro del collaboratore che si sceglie all’interno di una organizzazione. Le aziende sono le persone e quindi la loro scelta è centrale. Questo metodo va a colmare un’esigenza fondamentale, quella di confermare l’impressione che il collaboratore si fa durante il colloquio.  Si potrebbe dire che l’esperienza consenta di validare se un’impressione è corretta. Ma la domanda da porsi è se esistano metodi scientificamente provati che accompagnino l’esperienza. La risposta è sì.

Sono metodi che affondano le loro radici nella tradizione della psicologia comportamentale e cognitiva?

Sicuramente una base di psicologia cognitivo-comportamentale c’è, tuttavia sono metodi intradisciplinari poiché vi hanno contribuito autorevoli antropologi, sociologi e comunicatori. Non è una scienza prettamente psicologica, ma offre una visione più globale.

Da quando la NeuroComScience applica l’osservazione sistematica e con quali risultati? 

Tutta la rete di professionisti da me formati direttamente applica questo metodo già dal 2013.  I risultati sono buoni perché man mano con gli anni aumentano sempre più le richieste di aziende, soprattutto nel top management, che vogliono affidarsi ad un metodo scientificamente provato nella selezione dei candidati.  Non è più tempo di sbagliare perché inserire una risorsa sbagliata in azienda comporta dei costi notevoli. Tuttavia prima lo abbiamo testato in altri contesti aziendali, più legati alle risorse umane, e abbiamo riscontrato che il riconoscimento degli stati emotivi è utile  a costruire uno spirito di squadra e sta alla base della produttività e del benessere delle persone.

Chi sono i professionisti che lavorano nella vostra rete? 

Sono relativamente giovani, dai 22 ai 45 anni, con titoli accademici (lauree magistrali, post-laurea, dottorati di ricerca o specializzazioni) che si sono altamente qualificati in questo settore. Alcuni si sono anche perfezionati negli Stati Uniti e li ho aiutati a prendere contatti con le università estere. I nostri collaboratori hanno un background psicologico, ma anche manageriale-economico, e giuridico. Abbiamo anche validi collaboratori che provengono dall’area educativa e dalle scienze della comunicazione. Ci caratterizzano due aspetti: la determinazione e la motivazione. Cercare di fare il meglio per il cliente e raggiungere gli obiettivi prefissati che è prioritario in un’azienda. E poi, attraverso la passione si è stimolati a costruire un’energia nuova.

Il metodo dell’osservazione sistematica si sviluppa originariamente negli Stati Uniti, dove negli anni Settanta era utilizzato come supporto alle attività della Polizia e dell’Intelligence. Come si è passati dalla sicurezza urbana ed internazionale alla selezione del personale? 

Sono metodi che consistono nel reperire più informazioni possibili inerenti alla persona, andando oltre le parole, ad un fatto o ad una situazione. Inizialmente era molto utilizzato dalle forze dell’ordine perché è utile a capire quali sono le incongruenze di una persona che non intende dare delle informazioni. Si tratta di indicazioni che in alcune situazioni emergenziali possono essere determinanti, e per questo motivo, gli Stati Uniti, capendone l’importanza, qualche anno fa hanno investito milioni di dollari per applicare queste tecniche anche alla sicurezza aereoportuale. In realtà, il passaggio al contesto aziendale non è stato così automatico come si potrebbe pensare. Si è dovuto applicare uno specifico protocollo seguendo delle linee guida che variano da settore a settore. Queste tecniche sono anche molto utilizzate nell’ambito clinico-educativo per migliorare il rapporto con il paziente.

Perché secondo lei le aziende hanno difficoltà a trovare candidati affidabili e idonei a svolgere determinate mansioni? 

Quando un’azienda è in crisi significa che trova difficoltà a gestire il cambiamento. Le aziende che riescono a superare questa difficoltà crescono perché dietro ci sono le persone che riescono ad adattarsi a questi cambiamenti. Per questo motivo, nella scelta delle persone è necessario utilizzare dei parametri precisi, anzitutto per l’ambiente in cui quella risorsa dovrà inserirsi, e poi anche per guardare alla tipologia di mercato verso cui ci si rivolge. Affidabilità e dinamicità sono i requisiti fondamentali.

Marianna Gianna Ferrenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.