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Wikimedia italia, una rete per la conoscenza libera

Nell’era della digitalizzazione non si può pensare che il sapere sia elitario e che possa essere rinchiuso nel recinto dell’accademismo. Occorre sdoganare l’idea che la conoscenza passa solo attraverso le biblioteche o i poli universitari, che pur rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la formazione dei giovani studiosi. L’apprendimento è alla portata di tutti coloro che vogliono approfondire determinati argomenti.

 

Questo è l’obiettivo di Wikimedia Italia, associazione per la diffusione della conoscenza libera, che dal 2015 opera in Italia per la diffusione dell’open culture, la cultura aperta ed orizzontale, accessibile a tutti in forme libere e gratuite. Corrispondente ufficiale della statunitense Wikimedia Foundation Inc., un sito tradotto in 288 lingue che ha raggiunto oltre 20 miliardi di pagine visitate e 450 milioni di visitatori unici, l’associazione sia in Italia che all’estero conta su migliaia di volontari, studenti, studiosi, appassionati e varaci cultori che in base alle loro competenze, si prodigano per ritrovarsi insieme, in vere e proprie community, per aggiornare la piattaforma con informazioni scientifiche sempre più esatte, cercando di redigere, correggere e perfezionare anche i contenuti altrui, in modo che diventino sempre più attendibili e rispondenti al vero.

Non tutti sanno che su Wikimedia chiunque può modificare i testi pubblicati, e per garantire una corretta informazione è necessario verificarne la veridicità. I membri della comunità sono invogliati dai moderatori, che rappresentano per loro delle guide intellettuali, a collaborare in virtù di principi basati sul consenso, sulla civiltà e sulla buona fede degli utenti, ma con la loro buona volontà e le proprie forze, pur avendo raggiunto in questi anni risultati importanti, difficilmente riuscirebbe ad incidere sulle istituzioni. Di qui la collaborazione con musei e scuole per realizzare un democratico ed orizzontale accesso alla conoscenza, in cui tutti si sentano partecipi e nessuno escl

Di qui alcuni progetti che hanno raggiunto risultati importanti come GLAM (Galleries, Libraries, Archivies, Museums). Un progetto che nasce con l’intenzione di coinvolgere bibliotecari, curatori dei musei, archivisti ed operatori delle istituzioni culturali per dare loro il supporto necessario, per esempio, nella gestione dei nuovi archivi digitali.

GLAM si divide in tre sezioni; l’una dedicata alle biblioteche per offrire ai bibliotecari strategie collaborative per il trattamento dell’immenso patrimonio pubblico; l’altra dedicata ai musei per sensibilizzarli a rendere liberamente fruibili on line le loro raccolte iconografiche; ed ancora la sezione dedicata alla scuola, indirizzata agli studenti e ai docenti di ogni ordine e grado;  infine quella dedicata ai monumenti (Wiki Loves Monuments) che punta alla catalogazione fotografica del patrimonio culturale ed artistico del nostro paese, invogliando le istituzioni a promuovere l’utilizzo di licenze libere e l’introduzione della libertà di panorama nel sistema legislativo italiano.

Le fotografie sono rilasciate dagli utenti con una licenza libera (CC-BY-SA) e caricate su Wikimedia Commons, un grande contenitore che comprende 29 milioni di immagini e video liberamente riutilizzabili. La possibilità di utilizzare liberamente le immagini di questo archivio enciclopedico, con il dovuto rispetto del copyrignt, può favorire la libera circolazione del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale che oltre a rappresentare l’identità del nostro paese, può essere utile agli operatori turistici per la costruzione del marketing territorialeWiki loves Monuments Italia ha realizzato una serie di iniziative che mirino alla scoperta del proprio patrimonio L’idea interessante è quella di riuscire a cogliere la fotografia perfetta, quella in grado di immortalare i momenti più belli dinanzi ai beni culturali, gioielli inestimabili della millenaria storia dell’arte.

OpenStreetMap con i suoi 3 milioni di visitatori del sito in tutto il mondo (oltre 1000 solo in Italia) è il più grande database geografico on line, molto utile nello svolgimento del proprio lavoro perché coinvolge aziende, enti pubblici, università, e professionisti come ingegneri, architetti e geometri che possono rintracciarsi a vicenda, conoscersi  ed interloquire in vista di un miglioramento  della condizione professionale dei lavoratori del futuro. Open StreetMap è uno strumento importante anche nella gestione delle emergenze umanitarie, poiché in caso di calamità naturali (terremoti, inondazioni, alluvioni, frane, dissesti idrogeologici) o eventi disastrosi causati dall’uomo (incendi, crolli strutturali etc.), attraverso la geolocalizzazione e la presenza di mappe geografiche sempre aggiornate e a disposizione di autorità ed istituzioni (Protezione Civile, Guardia Forestale, Polizia di Stato, Esercito, Dipartimenti Governativi  etc.) ed enti locali (Comuni, Prefetture etc.) pubblici e privati,  aiuta ad individuare le zone rosse colpite e può essere utile per salvare vite umane.

Marianna Gianna Ferrenti

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