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“Segreti di Regine e Regine di segreti” al Palazzo Reale di Genova

Sta accadendo qualcosa di nuovo a Palazzo Reale, stranamente cosi poco conosciuto nonostante sia davvero splendido.  Serena Bartolucci però, ha impresso un nuovo ritmo alla struttura. Ci siamo accorti di lei quando è balzata agli onori della cronaca, non per il suo ruolo,  peraltro  meritatissimo bensì,  per aver tenuto aperto il Palazzo, non essendoci alternative, solo grazie alla sua personale disponibilità.  Non  ricordo la circostanza specifica, perdonatemi, comunque il suo amore per il Palazzo è diventato immediatamente proverbiale. Giovane, sorridente, energica, è evidentemente un coacher formidabile, perché è riuscita a  creare intorno a sè un gruppo di volontari appassionati, che l’aiutano nel compito che si è data di far conoscere  le bellezze del Museo che dirige. A lei  e a Luca Leoncini si deve l’opportunità di visitare l’appartamento dei Principi Ereditari, riportato alla luce, ma ad una luce per certi versi  “intima“.

Al suo interno è infatti allestita una  suggestiva mostra  dovuta alla raccolta  di  oggetti rari e preziosi,  tracce della vita quotidiana delle nostre Regine,  che hanno fatto la  storia, da Maria Luigia di Parma a Margherita di Savoia, da Maria Cristina d’Asburgo a Maria Adelaide d’Asburgo Lorena. Una mostra in fitto dialogo con gli spazi in cui è esposta. Oggetti di uso quotidiano infatti, in  una vetrina un delizioso set di aghi da cucire,  accessori come carnet da ballo, un cofanetto in pelle della Regina Margherita, un flacone  per pennello da barba, ma anche abiti preziosi , sono qui raccolti per farci toccare con mano la  vita di tutti i giorni degli illustri abitanti del Palazzo. La direttrice ci dà il benvenuto  nella  sala da pranzo,  ispirata all’Iliade voluta da Oddone di Savoia, che trascorse gli ultimi 4 anni della sua breve vita proprio qui a Palazzo Reale, Durazzo in realtà. Il Palazzo passa “chiavi in mano” ai Savoia nel 1824 ai quali solo due anni dopo viene ceduto anche il  tesoretto che qui possiamo vedere, Wunderkammen compresa, ricco di oggetti dalle più strane provenienze. La principesca suite di indubbia elganza, accolse via via i figli del Re. L’appartamento  pensato per la vita quotidiana, fu ristrutturato  a metà Ottocento, nel 1842,  in occasione del matrimonio di Vittorio Emanuele con Maria Adelaide di Asburgo Lorena. Dieci vani, un appartamento da vivere, niente a che fare con il fasto dei piani di rappresentanza. Alle pareti  un magnifico lampasso di Zoagli, perfettamente conservato, che univa alla  bellezza una certa difesa dai rigori dell’inverno.

I Savoia non erano certo amati a Genova, che nel 1815 perse la propria indipendenza “a tavolino”  e di fatto fu annessa al Regno Sabaudo. La Casa Reale desiderando  dare una propria impronta al Palazzo, scelse di abbellire la residenza grazie all’apporto di artisti locali usando,  come tutta l’aristocrazia,  l’arte come “instrumentum regni“. In questo caso lo scopo era comunicare una sorta di disponibilità nei confronti della popolazione locale che i regnanti sentivano ostile. Un’ennesima dimostrazione questa della committenza, che ha arricchito nei secoli il nostro Paese. Le sale sono arricchite da dipinti e  affreschi, citiamo tra gli altri Giovanni Benedetto Castiglione, il Grechetto, Vincenzo Camuccini, Luca Cambiaso, di committenza Durazzo, il Sarzanese Camillo Pucci, il “design”  di Michele Canzio, voluti invece dai Savoia.

È al  primo piano nobile del Palazzo Reale, che conserva ancora oggi il nome di uno dei suoi ultimi inquilini storici Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi,  che troviamo quindi lo splendido appartamento arricchito da questa suggestiva mostra da non perdere.

Tiziana Leopizzi

Segreti di Regine e Regine di Segreti  è a cura di Serena Bartolucci e Luca Leoncini.

Fino al 27 febbraio 2017

Orari: da giovedì a sabato 11.00-17.00 – domenica 14.00-17.00

I prestiti provengono da  collezioni istituzionali e private, dal Comune di Genova, dal Museo Daphné  di SanRemo e dalla collezione Repetto di Camogli.

About Tiziana Leopizzi

Architetto e giornalista, si occupa di comunicazione e di organizzazione di eventi di arte contemporanea in Italia e all'estero. Editore pubblicazioni d'arte. Direttore e consigliere di Ellequadro Documenti - Archivio Internazionale di Arte Contemporanea con sede a Genova.

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