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New Style: Daniela Zanette

Ho sempre ritenuto che bisognerebbe prima di tutto pensare a vendere l’idea, il sogno che c’è attorno ad un prodotto.

L’idea di Selling My Life è nata proprio da questo principio fondamentale, ma più di ogni altra cosa è strettamente collegata all’ “Eco Fashion”.

Daniela Zanette, investì le sue idee in un nuovo progetto di storytelling, poiché “tutto ciò che abbiamo contribuisce a definire fortemente la nostra identità più profonda.

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Prima di arrivare all’idea di “Selling My Life” Daniela si è fatta travolgere da varie ondate di trasformazione. Si laurea in Filosofia dell’università del studi di Trieste, fonda nel 2002 il primo Blog dedicato alla cultura del vino, lavorando a stretto contatto con un’azienda vinicola. Si occupa del settore marketing di varie aziende di ristorazione fino ad arrivare nel 2013 con l’idea di voler unire tutte le proprie esperienze in un nuova maniera di concepire un prodotto a partire dal marketplace e dal proprio modo di raccontare le persone, soprattutto quelle che vi lavorano.

“Non ho mai pensato di buttare via ciò che possiedo, perché una cosa che non può andare bene a me, può andare bene per qualcuno altro”.

Sellingmylife intende dare nuova vita a capi belli e di qualità, vintage e contemporanei, legati a storie di vita intriganti da tramandare. Indossare un abito di seconda mano significa arricchire la propria vita di nuove emozioni.

È un modo elegante di conoscere i propri clienti attraverso ciò che acquisteranno, ma soprattutto di dare vita ad una dura battaglia di civiltà.

Questa non è altro che la filosofia più propriamente detta del flea markets, ed è esattamente quella sposata da Daniela nella sua attività.

Perché un prodotto non è altro che un mezzo che contribuisce a definire la propria personalità emotiva.

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Il successo del Made In Italy si basa proprio su questa capacità dei nostri prodotti di saper raccontare l’amore e la dedizione per la cura di ogni singolo dettaglio. Oggigiorno è in grado di attirare buyers e appassionati da tutto il mondo per il suo potere creativo e quello del design. I prodotti Italiani hanno sempre avuto la capacità di essere “cuciti” per durare nel tempo, per essere in qualche modo tramandati e non dimenticati negli armadi di chi li possiede. I prodotti Italiani hanno sempre fatto parte di quell’immaginario collettivo di quei clienti attenti a saper riconoscere un “falso qualitativo” da qualcosa realmente di qualità.

Qualità che in Selling My Life viene contraddistinta nel modo di raccontare piuttosto che far rivivere un vecchio abito, una giacca, un accessorio che ha fatto tendenza che continuerà ad essere tale attraverso un passaggio del testimone tra delle persone, più che di semplici clienti attenti al valore del tempo che è capace di celarsi nel dettaglio più piccolo, ma infinitamente prezioso.

Sito: www.sellingmylife.it
Pagina Facebook: www.facebook.com/sellingmylife

Stefano Fiori

About Stefano Fiori

Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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