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Maria Letizia Gorga La sua arte e la sua eleganza

Un artista completa e poliedrica, Maria Letizia Gorga un’attrice versatile su vari fronti, in grado di affrontare ruoli drammatici per poi immergersi nel canto, capace di trasformarsi in personaggi molto lontani tra loro ma con grande intensità. Una carriera densa di emozioni tra la recitazione e il canto, in teatro è diretta dai più grandi come: Vassiliev, De Simone, Albertazzi, Scaparro, Barra, Sepe, Russo, Ammendola, Pesce, Giordano, Pedroni, Giorgetti, La Manna, Gazzara, Varani, Tamburi, Prosperi, Belli, Argirò,Altieri.

Nel 1995 viene premiata come migliore attrice protagonista al festival di Fondi per lo spettacolo “Controfigura” con Franco Castellano.

In cinema e in televisione è stata diretta da Ammendola e Pistoia, Laudadio, Balducci, Izzo, Odorisio, Terracciano, Ponzi, Rocco, Parisi, Graffeo e Manni, Pingitore, Colabona, Mercalli, Inturri, Sorrentino.

Oggi qui con noi per svelarci qualcosa in più di sé e per comprendere in modo più profondo la passione per la sua arte.

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G.: Salve Maria Letizia, mi può parlare degli anni più importanti della sua formazione artistica?

Dopo il liceo classico, mi sono iscritta a Lettere all’Università La Sapienza di Roma e contemporaneamente ho fatto l’accademia di arte drammatica di Alessandro Fersen; poi mi sono specializzata a Mosca con il maestro Vassiliev e mi sono dedicata allo studio del canto.

G.: Quali considera i suoi maestri da un punto di vista artistico e professionale?

Sicuramente Vassiliev, che mi ha insegnato l’arte del rischio in scena, il sentirsi sempre in movimento e mai in equilibrio… la comodità non genera arte. Pirandellianamente tutto ciò che s’incrosta in una forma muore;per questo l’artista deve cercare continuamente nuove forme e nuovi assetti.

Un altro grande Maestro è stato Roberto De Simone, un artista che ha fatto della ricerca la sua cifra stilistica e che mi ha iniziato al percorso musicale. Da allora amo raccontare storie in musica, in un’ideale partitura tra canto e parola.

G.: Quali sono gli spettacoli o i personaggi a cui è più legata?

Sono molto legata a “Gatta Cenerentola”, un lavoro che mi ha segnata nel cuore. Lo definisco un viaggio iniziatico. Poi sicuramente “Avec le temps, Dalida” il mio omaggio alla grande cantante italo-francese,spettacolo scritto e diretto da Pino Ammendola che porto in tournèe da più di dieci anni.

G.: Come definirebbe il suo stile recitativo?

Non credo che un attore debba avere un solo stile, ma cercare di rispettare i testi e le scelte registiche, pur con molti guizzi personali. E’ la vita che va vissuta con stile.

G.: I personaggi più difficili da interpretare per lei rappresentano una sfida?

Diceva Neruda: “Amo ciò che non ho e tu sei così lontano”… credo si possa pensare così anche riguardo ad un personaggio, a ciò che ci appare più difficile o ancora inesplorato, ma per questo più affascinante.

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G.: La più grande gratificazione per un attore teatrale?

La riconoscenza da parte del pubblico, sentire di respirare insieme.

G.: Quanto è importante trovare la giusta sinergia tra un attore e un regista?

Moltissimo. Anche se credo che ci debba essere sinergia tra tutti gli artisti che partecipano ad uno spettacolo. E quando parlo di artisti non trascuro la parte tecnica. Ogni persona che fa muovere la grande macchina dello spettacolo è fondamentale. Sentirsi parte di un tentativo di arte è il vero motore che accende e riscalda i nostri sogni.

G.: Oggi la sua evoluzione professionale la porta a desiderare?

Maggior rispetto ed investimento per la Cultura in Italia. Mi piace pensare che questo paese ha ancora più bisogno dei suoi poeti per scrivere quotidianamente pagine di civiltà.

G.: Prossimi appuntamenti a teatro?

Sto continuando la tournèe del mio nuovo lavoro in musica sulla cantante argentina Mercedes Sosa dal titolo “Todo Cambia”. Riprenderò poi a dicembre “La Cantata dei pastori” di Peppe Barra, appuntamento natalizio immancabile.

G.: La più grande conquista e il suo più grande sogno?

La libertà, conquista quotidiana che coincide anche con il sogno.

G.: Grazie e un arrivederci a presto.

Un saluto e a prestissimo, certamente

Gabriella Chiarappa
Fashion marketing manager

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