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Libera e singolare

Libera e singolare, la moda è il “concetto indossato dal concetto”

Per dirla con Coco Chanel: “La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada. E ha a che fare con le idee”. Chi ha detto che il mondo del Fashion è fatto di mera esteriorità, solo-di-abiti-lussuosi-accessori-giusti-lustrini-tacco-alto-e-décolleté?

Il nuovo concetto di moda è autentico, libero e singolare

Gigi Hadid e Kate Moss,  Collezione Spring-Summer 2018, Stuart Weitzman

Si assiste a un essenziale cambiamento di prospettiva: non c’è cosa più importante dell’originalità. Autenticità che non è soggettività (soggetto sottomesso), ma singolarità che ha come carattere distintivo la libertà. Libertà, singolarità e autenticità marcano il nuovo concetto di stile. Appare facilmente confutabile l’asserzione di Stéphane Mallarmé: “Moda. La dea dell’apparenza”. Seguendo Christian Dior, la sua ragione profonda “è il  desiderio di piacere e di attirare. La sua attrattiva non può certo venire dall’uniformità”. Lo stilista francese faceva riferimento a un’uniformità anche cerebrale.

 Il gioco e l’ironia nella comunicazione di moda  

La comunicazione nasce da un “de-bordare”. Non riusciamo a contenerci, abbiamo bisogno di comunicare tout court. Così accade nella moda. Se bastasse mostrare gli abiti e i prodotti non si avvertirebbe il bisogno di creare delle storie. Nelle campagne promosse dai brand la qualità e la perfezione della fotografia, insieme allo storytelling, diventano, a volte, più importanti dei capi stessi. Le modelle sono spesso fotografate in movimento, mentre svolgono delle attività, o sono accovacciate (come Kate Moss e Gigi Hadid, i volti scelti da Stuart Weitzman per presentare la collezione Spring-Summer 2018). L’attuale brand communication flette i canoni rappresentativi. Le nuove strategie di comunicazione target-oriented propongono al potenziale acquirente, alla fashionista, o alla donna estremamente attenta ai dettami della moda, una storia basata sul gioco e sull’ironia.  Gioco e ironia sono i termini del nuovo binomio vincente nella comunicazione di moda. Se il gioco è uno dei sintomi della genialità, l’ironia è la prova evidente della nostra intelligenza.

I brand ricorrono a grandi testimonial di cui sottolineano il carattere

Per citare qualche nome: la vulcanica Lady Gaga per Tiffany & Co,  la testimonial Guess per il 2018 Jennifer Lopez e l’anticonformista  Kristen Stewart per “Gabrielle” di Chanel. Lo spot di Chanel, ad esempio, presenta un’immagine di una donna rivoluzionaria, che supera tutti gli ostacoli e si libera da ogni condizionamento per compiere se stessa, per raggiungere il suo obiettivo, pronta a mostrare la sua singolarità.

  La moda è il “concetto indossato dal concetto”

Lou Doillon per & Other stories

È sempre attuale il pensiero di Yves Saint Laurent: “Nel corso degli anni ho imparato che ciò che è importante in un vestito è la donna che lo indossa”. Si citano tre donne di gran carattere, una presa dal passato, due dal presente, che sanno indossare con il corpo e con la mente. Fra le icone glamour della contemporaneità ci sono  sicuramente Victoria Beckham, la cui cifra stilistica è orientata ai valori del minimale, e la ribelle Lou Doillon, con un modo di fare e di vestire che non conosce uguali.   L’immagine del passato invece, più che sfiorare la diva dagli occhi “viola” Elizabeth Taylor, tocca il mito di Bette Davis. La Davis, dagli occhi leggendari, ha indossato abiti delle grandi maison, accessori e graziosi cappellini piumati. L’attrice ha usato la moda per lanciare dei precisi messaggi, ed è indimenticabile nelle pellicole Eva contro Eva e Che fine ha fatto Baby Jane? Il suo mito è legato a personaggi di donna irritante, sarcastica,  dispettosa, pungente e provocatrice. Un vero tormento per i registi e per le altre attrici. Ma talentuosa al punto di generare stima ed entusiasmo anche in chi la odiava.

Ironica-dispettosa-graffiante-provocatrice-singolare-libera. Così è la moda. Oggi più che mai. Se il sapere, come scriveva Hegel, nasce solo dal concetto, pure la moda è concettuale. È il concetto che si fa oggetto. É anche “l’abito dei pensieri” della donna, o dell’uomo che lo indossa: la moda è il “concetto indossato dal concetto”.

Valeria Gennaro

About Valeria Gennaro

Giornalista, redattore di moda e beauty, cinema editor. Cultrice della materia in storia del cinema con la passione per la moda, i bijoux e la social communication. Laureata magistrale in Teoria e filosofia della comunicazione e laureanda in Scienze filosofiche.

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