«Runnin’,runnin’, runnin. Ain’t runnin’ from myself no more. I’m ready to face it all», sulle note di questo refrain  di Runnin’ (Lose it all), singolo di Naughty Boy cantato da Beyoncé e Arrow Benjamin, Kristen Stewart, la musa di Karl Lagerfeld, attrice dalla proverbiale forte personalità e dalla carriera costellata di scelte che la rendono perfetta per il ruolo di ambasciatrice della Maison;  impersona, offrendo la sua espressività, Gabrielle Chanel,  nello spot del nuovo profumo che realizza un’autentica e convincente metafora della vita. Girato da Ringan Ledwidge, dipinge l’immagine di una donna rivoluzionaria, che si libera da ogni costrizione, e realizza se stessa, corre dritta verso la meta, pronta a esporre la propria individualità. Perché corre-corre-e ancora corre, e non scappa più da se stessa: è ora pronta ad affrontare tutto, because «if I lose myself, I lose it all». La scelta firmata Chanel è quella di essere un inno alla vita, quella desiderata, e alla felicità che ne consegue, solo al di là delle necessità.

Nel video, che in alcuni aspetti richiama la clip del  singolo diretta da Charlie Robins (in cui una donna e un uomo si rincorrono sottacqua, che si ispira al cortometraggio Ocean Gravity); l’attrice viene ripresa racchiusa in un bozzolo, da cui di lì a poco riesce a districarsi per lanciarsi in una corsa liberatrice, con grande velocità, verso un muro che riesce a rompere by her own, con le sue sole forze, per trovarsi finalmente libera, davanti a un’alba carica di promesse. Il video di Ledwidge è ispirato alla filosofia di vita di Coco Chanel, e racconta appunto una corsa verso la libertà, non scevra di ostacoli; una lotta contro tutti i  diktat che vincolano le donne, realizzando una convincente metafora della vita. L’alba carica di promesse è rappresenta, in particolar mondo, nel momento in cui  Kristen, alter ego di Gabrielle, la osserva da vicino; la sua luce le illumina il volto. Prima di ciò, come un presagio, si vede l’attrice che, dopo una breve corsa, si ferma, e lentamente apre le palpebre, per poi riprendere a muoversi velocemente, in una immagine, e un volto, che è quasi impossibile non ricollegare alla sequenza cinematografica iniziale della Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte seconda: il quarto e ultimo adattamento cinematografico della serie degli omonimi romanzi fantasy di Stephenie Meyer che inizia proprio con il risveglio da vampiro della protagonista Bella (interpretata da una giovanissima Stewart). Bella si rende conto della nuova vita che l’aspetta, che da tanto aveva desiderato per concretizzare la sua storia d’amore con il vampiro Edward, e si accorge dei cambiamenti subiti dal suo corpo.

Kristen Stewart,Breaking Dawn
Kristen Stewart in Breaking Dawn

Ma non è la prima volta che l’attrice americana, che fa tanto discutere di sé principalmente per i suoi outfit e per il suo orientamento sessuale,  presta il suo volto e il suo bellospirito a Chanel. Infatti, già dal dicembre del 2003  era stato annunciato che l’attrice sarebbe diventata il nuovo volto della Maison per una collezione ispirata al western style, e gli shot prodotti da Karl Lagerfeld sono stati pubblicati nel maggio del 2014. Inoltre, la Stewart continuerà per tutto il 2015 la sua collaborazione con la casa di moda Chanel, apparendo già come protagonista della campagna pubblicitaria primavera/estate di Chanel Eyewear, realizzata con foto in bianco e nero scattate da Lagerfeld che la dirigerà anche nel cortometraggio Once and Forever dedicato già alla fondatrice Coco Chanel.

Coco Chanel
Coco Chanel

Quest’anno sembra proprio essere l’anno dedicato a lei, a Coco Chanel. Il 2017 ha visto infatti nascere una borsa e un  nuovo profumo che portano il nome di battesimo della celebre stilista francese.  «Un profumo – si legge sul sito ufficiale della Maison – solare, immaginato intorno a quattro punti luce, quattro fiori bianchi: il fiore d’arancio, l’ylang-ylang, il gelsomino e la tuberosa di Grasse. Oliver Polge ha creato un fiore bianco ideale. L’unico secondo il profumiere, in grado di interpretare la femminilità libera di Gabrielle Chanel», perché Coco è stata capace, con la sua opera, di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura nodale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo. Prima di fondare il marchio era semplicemente una donna, Gabrielle Bonheur Chanel, una «autentica ribelle e appassionata» che ha dovuto conquistarsi la sua libertà, per diventare ciò che voleva essere. Tuttora la sua cifra continua a essere oggetto di analisi da parte di molti studiosi. A differenza, ad esempio, della contemporanea Elsa Schiaparelli che si lasciò influenzare dalla corrente Surrealista e dallo stile di Poiret; Chanel si scollegò dalle tendenze e dalle mode del momento, inseguendo il suo stile, ormai classico, che riesce a conservarsi negli anni. Il semiologo francese Jean-Marie Floch individua l’estraneità temporale di Chanel proprio nella sua capacità «di assemblare alla moda femminile, elementi della moda maschile e quindi opposti, originando un bricolage» che vede come risultato l’espressione di una femminilità «accentuata per paradosso», un qualcosa di totalmente nuovo: una nuova alba.

Valeria Gennaro

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.