Chiara Berardo è una meravigliosa attrice romana con un mondo interiore complesso e variegato, ed un’esigenza verace: quella di raccontare se stessa al mondo intero, e senza tabù né reticenze emotive, mette a nudo la sua anima. La paura per lei non è un tallone d’Achille ma un punto di forza, che non va solo esorcizzata con rituali ossessivi ma affrontata come rivelatrice delle fragilità umane. Chiara Berardo nasce come esperta del trucco fotografico e cinetelevisivo. Ha studiato comunicazione, linguaggio televisivo, portamento e posa fotografica, per poi approfondire i propri studi cinematografici presso l’Accademia “La Fucina” di Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano.

franco-fasciolo
Photo by Franco Fasciolo

Partecipa con una cadenza mensile all’EG Actors lab di Gianluca Testa, un laboratorio di Espressività Generativa che prevede un’attività di training di altissimo livello per attori cinematografici al fine di migliorare la capacità di performance attraverso l’utilizzo delle micro espressioni facciali e di tecniche ipnotiche paraverbali.

chiara-berardi
Photo by Emanuele Tetta

Un background ricco di esperienze lavorative, workshop e seminari che ha aperto i tuoi orizzonti conoscitivi sul mondo del cinema. Chiara Berardo ha iniziato a lavorare nel ruolo di protagonista di alcuni cortometraggi, come “Lo Specchio”, Ha partecipato in diversi cortometraggi come protagonista gli ultimi “Ancient Nightmare È Calendoola 2”. Impegnata nelle tre saghe cinematografiche ancora in produzione di Davide SantandreaIl diario della Bestia” , “Horus sat” e “Valleroon”, Chiara Berardo sarà anche l’antagonista in un film per la regia Annarita Campo dal titolo “L’Altra metà di me sei tu”, che presto sarà nei cinema. Impegnata anche in una serie crime per la regia Maurizio di Nassau e aiuto regia di Marianna Micciarelli, con un cast meraviglioso e in un lungometraggio di Peppe Plutino, nel cast sarà presente anche l’attore Saverio Malara. Sara presto impegnata anche su un lungo metraggio molto importante che parteciperà al festival di Venezia, di cui prossimamente si potranno svelare i dettagli. Ed ancora, l’attrice avrà un ruolo di rilievo anche in un cortometraggio con la produzione di “Inverno Muto”, dal titolo “Calendoola 2”, che parteciperà al Premio MAXXI Bulgari 2018.

Photo by Franco Fasciolo

Alpi Fashion Magazine ha intervistato l’attrice Chiara Berardo dopo la produzione del suo ultimo cortometraggio, “Ancient Nightmare”, un film per la regia di Roberto Becucci in cui interpreta il ruolo di Carlotta Medici, una ricercatrice di storia medievale che, recandosi in un castello per fare alcune ricerche, vive sulla propria pelle le decapitazioni sanguinarie perpetrate dai Cavalieri Templari durante le persecuzioni delle Crociate, e i misteri che aleggiano attorno a questo leggendario Ordine cavalleresco.

Frame tratto dal film Ancient Nightmare Photo by Roberto Becucci

Chiara Berardo, qual è stata la grande occasione che ti ha consentito di passare dal “dietro le quinte” al “davanti le quinte” dei prosceni e dei palcoscenici?

In tutta sincerità, sto ancora aspettando la mia grande occasione perché la vetta è molto lontana e la scalata è dura, ma non mi arrendo. Da sempre ho avuto una passione per tutta l’arte, ho cominciato come modella e quindi ho studiato portamento, e poi ho seguito un corso di make up, sia normale che cinematografico, perché volevo essere completa anche dal punto di realizzare un make up cinetelevisivo all’occorrenza. Infatti, il trucco televisivo non è come quello che caratterizza la quotidianità di ognuno. La base deve essere fatta in un modo determinato non deve essere affatto lucida bensì mat. Bisogna coprire gli inestetismi qualora vi fossero o le imperfezioni, dato che ci sono le inquadrature. Bisogna prestare attenzione ai giochi delle luci e delle ombre. Se si ha la bocca molto grande, per esempio, è necessario un pochino ridimensionarla.

Photo by Emanuele Tetto

Modella, attrice esperta di comunicazione e di make up cinematografico, come è nato il tuo percorso nel mondo del cinema?

Da quando ero bambina, ogni obiettivo che fosse una cinepresa o una macchina fotografico era il mio. Cantavo, ballavo e recitavo. L’arte è una passione che è cresciuta con me. Successivamente, risposi ad un annuncio e mandai un servizio fotografico. Mi chiamò un regista di una produzione indipendente per realizzare un trailer e mi scelse. Andai a fare il provino e mi disse che ero molto brava ed organica. Mi consigliò di proseguire e questo mi convinse ad iscrivermi all’Accademia teatrale “La Fucina” di Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano. Ho cominciato con un workshop privato, ma prima di girarlo ho lavorato molto sulla sceneggiatura, con l’aiuto di una coach che mi indusse a fare un percorso privato per arrivare preparata sul set del trailer. Mi disse che dovevo coltivare il mio talento, studiando e facendo dei percorsi introspettivi, anche perché a me piace molto la recitazione drammatica che si basa sulla propria interiorità.

Tutt’oggi partecipi con cadenza mensile ai diversi workshop, per esempio all’EG Actors Lab di Gianluca Testa?

Si è vero, e a quest’ultimo devo dire che tengo particolarmente perché Gianluca Testa è un attore e un regista bravissimo. Gianluca è anche un validissimo coach che tuttora mi segue. E in più siamo amici da sempre, è una persona che stimo e a cui tengo. L’EG Actors Lab è un laboratorio “magico” che mette l’attore a nudo; lavora sia sul personaggio che sull’attore, creando una coesione tra l’uno e l’altro. Inoltre, questo laboratorio consente di lavorare sulle microespressioni facciali e quindi sulle emozioni.

Photo by Barbara Ledda

Tu hai recitato in pellicole che afferiscono a diversi generi cinematografici. Qual è quello che prediligi?

Nell’ultimo anno sono stata scelta per molti progetti Gothic-horror e Real Vampire. Inizialmente, invece, mi hanno dato molti ruoli sensuali oppure facevo la “cattivella”, mai la ragazza buona e indifesa. Nell’ultima serie che sto girando sono una psicologa molto particolare, che ha una doppia personalità. Devo dire che l’attribuzione dei ruoli è stata sempre una scelta di altri, forse perché in me vedono qualcosa di esoterico.

Photo by Franco Fasciolo

Come ti è sembrato il genere “Gothic-horror” in cui ti sei cimentata quest’anno? Quali sensazioni ti ha trasmesso?

Non è un genere semplice; qui devi sempre metterti in gioco ed agire sull’Io interiore molto più di quanto possa accadere nel genere romantico o drammatico. Puoi rappresentare, come nell’ultima serie, un demone e devi trasformarti in ciò che non sei. Il segreto è non giudicare mai il personaggio, altrimenti non riuscirai ad interpretarlo.

Frame di Ancient Nightmare Photo by Roberto Becucci

Come ti prepari ad impersonare un ruolo particolarmente difficile?

Ad esempio, per il teaser del “Il Diario della Bestia” interpretai Audrey, ero quel personaggio anche nella vita. Durante le pause, prima di girare, mangiavo come lei, parlavo come lei, vestivo dark. Mi comportavo come una vampira anche fuori dal set. Non mi limito a studiare e ad analizzare il testo della sceneggiatura, ma entro nel personaggio che diventa parte di me. Il problema oggettivo sta poi nell’uscire dal personaggio e tornare alla vita quotidiana. Ogni volta è difficile perché vieni catapultata in un altro mondo, in un’altra epoca, in un’altra vita.

chiara-berardo
Photo by Franco Fasciolo

Qual è il tuo rapporto con la paura?

Sembrerà strano ma ho paura di tutto, del buio e del male. Per me esiste lo spirito buono e quello cattivo, ci credo ma ne ho paura. E la paura la uso anche in scena.

Chiara-Berardo
Photo by Franco Fasciolo

Sei riuscita ad esorcizzare le tue paure grazie ai ruoli che hai impersonato?

Ti dico di no. Durante l’ultima trasformazione che ho fatto, come demone, ogni volta che chiudevo gli occhi la sera prima di addormentarmi, i primi giorni rivedevo la mia immagine, l’immagine del mio personaggio, e rimanevo scioccata. Anche il sangue, seppure non sia reale, è un elemento con cui lavori molto, ti trovi a berlo e a fare delle cose molto particolari…

Quali emozioni profonde vengono fuori?

Io lavoro molto con i miei traumi, con tutto ciò che ho passato nella mia vita. Sfrutto anche tutti i disagi del momento, l’ansia che provo prima di andare in scena, dove porto me stessa con le mie fragilità e i miei punti di forza. Tutto ciò funziona perché le emozioni le trasferisco in modo, organico, naturale. Sono vera.

Nei vari cortometraggi e lungometraggi, hai interpretato diversi ruoli, come protagonista, coprotagonista ed antagonista. C’è un ruolo in cui ti sei rispecchiata maggiormente?

Ogni personaggio ha qualcosa di me, ma nessun ruolo mi ha rispecchiato pienamente perché ho un carattere molto complesso e sono una donna molto articolata. Ad esempio, nel film “L’altra metà di me sei tu”, c’è qualcosa in comune con Giorgia, una manager forte, una donna che sa quello che vuole. Nel “Diario della Bestia”, Audrey è una vampira molto sensuale, dinamica, accattivante e misteriosa. In “Ancient Nigntmare”, Carlotta è una giovane studiosa, ha quella sensibilità e delicatezza che mi appartiene.

Frame di Ancient Nightmare. Photo by Roberto Becucci

Qual è il tuo rapporto con il bene e con il male?

Sono una persona che tende sempre a fare del bene, ma in questo lavoro come nella vita tendi a ricevere a volte del male. Devi avere il cosiddetto “pelo sullo stomaco”, quello che mi manca. Essendo mamma, sono protettiva un po’ con tutti. Sono una persona solare ed altruista. Non sono invidiosa. E’ una caratteristica che non mi appartiene, ma ne ricevo molta di invidia. Nel nostro mondo c’è tanta falsità e questo non va bene. Le amicizie non ci sono, oppure se ci sono molto rare.

Ci parli del tuo rapporto con l’esoterismo?

L’esoterismo è una passione che voglio coltivare piano piano, essendo sensitiva. E’ una dote che sto imparando a gestire. A volte sogno quello che poi accade. Ho delle sensazioni su situazioni che poi succedono. Ma, ripeto, bisogna andarci piano nella comunicazione con gli spiriti e con i morti.

Nell’ultimo cortometraggio “Ancient Nightmare” accade qualcosa di molto particolare. È la storia di una ricercatrice che arriva in un castello per fare un sopralluogo e condurre delle ricerche storiografiche sull’Ordine dei Templari. Ma qui inizia ad avere delle visioni spaventose. Ci racconti un po’ la narrazione e qual è il tuo ruolo all’interno della vicenda?

La realtà storiografica si intreccia con quella delle visioni causate da un ciondolo molto particolare che uno straordinario Barbagianni di nome “Ariel” porta tra le sue zampe. Carlotta, la protagonista da me interpretata, toccando questo ciondolo ha delle visioni molto brutte (sangue, decapitazioni etc.) e poi vede uno strano frate che si aggira. Non riesce a comprendere perché gli capita ciò. Porta questo oggetto al suo professore per farlo analizzare, chiedendogli però di non toccarlo e spiegandogli ciò che le succede….Da qui in poi non posso dire più nulla….Carlotta si troverà catapultata in una realtà paranormale….

Ci racconti qualcosa di inedito nel tuo percorso artistico: i tuoi sogni, i tuoi desideri nel cassetto, i desideri che finora non hai avuto modo di realizzare?

Il mio sogno nel cassetto è quello di farcela, anche se purtroppo il mondo del cinema è un mondo difficile. Oggi diciamo si diventa famosi per tante altre caratteristiche e magari con poco. Rcordiamo però che l’attore non è la persona famosa, ma è colui che ha fin dalla nascita una grande talento e passione, e cerca di trasmetterla a chi lo guarda. Diciamo poi che è un mondo difficile, a circolo chiuso. Se non hai un bravo agente che ti procura i giusti provini per progetti importanti è difficilissimo emergere ma non impossibile. Per non parlare poi dei casi di molestie – ricordiamo gli ultimi scandali – oppure l’ ultima moda di non retribuire l’attore da parte di piccole produzioni. Fare il nostro mestiere é magia. È comunque un meraviglioso lavoro che va retribuito. Diciamo che noi artisti, per l’appunto emergenti, combattiamo tutti i giorni con questa realtà. Io per il momento sto facendo tutto da sola e non mi arrendo. Il mio più grande sogno è quello di prendere parte ad una produzione internazionale, magari in America o in Spagna. Dico la Spagna perché adoro il loro modo di lavorare.

Photo by Emanuele Tetto

Quali sono i tuoi progetti presenti e i traguardi futuri?

Sto aspettando l’uscita di “Broken soul 3”, un film per la regia di Lorenzo Forti, che ha partecipato al Festival di New York e in cui il regista mi ha affidato un ruolo di spicco. A breve girerò un cortometraggio per la produzione “Inverno muto”, corto che sarà presentato a varie mostre e a tutti i festival. Gireremo sicuramente la seconda parte di “Ancient Nightmare”, ma non so ancora se sarà un lungometraggio oppure una serie televisiva. A settembre, sarò impegnata in un lungometraggio per il cinema, “L’altra metà di me sei tu” della regista Annarita Campo. E poi, a maggio, girerò un film di Peppe Plutino una sorta di “Cinepanettone” con un cast molto importante, tra cui Saverio Malara. Qui avrò un ruolo più leggero e sarà una sfida con me stessa, come lo sarà per me interpretare nel film “L’altra metà di me sei tu” il ruolo di una donna innamorata di un’altra donna….Ma l’amore, del resto, è amore per tutti senza distinzioni.

Inoltre sarà una grande emozione ricevere il premio “Greta Garbo” al Belluno Film Festival – edizione 2018,  diretto dalla regista Annarita Campo.

La redazione di Alpi Fashion Magazine augura all’attrice Chiara Berardo, una carriera professionale sempre più in ascesa, con tante grandi soddisfazioni anche nella vita.

Marianna Gianna Ferrenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.