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A spasso per le frazioni di Lisbona: Sintra e Cascais

Svegliateci di buonora non potevamo non visitare la città di Sintra, dove si trova il Palácio Nacional da Pena, uno dei castelli e dei parchi più fiabeschi che io abbia mai visto. Un’esplosione di colori che nel loro insieme creano un’armonia isolata in una collina, che domina tutto dall’alto. Il palazzo è sotto la tutela dell’UNESCO e dal 2007 è stato eletto una delle 7 meraviglie del Portogallo, quindi non è di certo da perdere. A Sintra si arriva comodamente in treno, ovviamente anche per questo è utile farvi la carta di cui vi parlavo nel primo articolo. Attenzione alla miriade di turisti che troverete; essendo un’attrazione rilevante è sempre molto battuta.



Arrivare fino in cima al palazzo a piedi è un’impresa. Noi l’abbiamo fatto perché in effettivo i km non sono tanti, ma non abbiamo calcolato che sono tutti in salita, in montagna. Una vera scarpinata, certo ne è valsa la pena perché eravamo immerse nella natura e più si saliva più la vista era indimenticabile. Se volete essere più furbi di quanto non siamo state noi, questo percorso potete scegliere di farlo scendendo, per salire ci sono a disposizione comodi autobus a poco più di 3€ che si fermano anche nei vari altri castelli e punti focali del distretto. Eh sì, perché se guardate bene Sintra non presenta solo questo palazzo ma molti altri sparsi per tutto il borgo, compresi anche Quinta da Regaleira con giardini e grotte, laghi, insenature e templi, tutto in perfetto stile gotico ed il Castelo dos Mouros da cui si può godere una vista mozzafiato.

Attenzione però, quando si arriva in cima, ai piedi del Palácio da Pena, dove si trova il suo giardino, l’entrata non è gratuita. Per entrare ai giardini e salire ancora verso il vero e proprio palazzo si deve pagare un biglietto il cui prezzo varia se si vuole visitare il castello all’interno o meno e ovviamente in base all’età. Il prezzo massimo comunque è di 10€, che a mio parere vengono ben spesi se la curiosità e il sapere vogliono vincere sull’indifferenza. In fondo quando vi ricapiterà di tornarci? Attraversare il parco nel silenzio più assoluto, all’ombra delle piante nella consapevolezza che si raggiunge un patrimonio universale, crea soddisfazioni in un’amante dei viaggi, e spero riesca lasciare la stessa sensazione a voi.

In pochi minuti ho raggiunto il palazzo, e lo stupore per l’architettura, i colori e le forme è stato enorme. Apparentemente ogni parte sembra essere costruita per un altro edificio, invece una accanto all’altra non sfiguravano, visibilmente così lontane eppure un connubio così perfetto. Entrando poi nel cortiletto interno, sul retro, la vista delle colline ricoperte di nubi, il vento e l’aria fresca che ti solleva dalla fatica, ti fanno quasi credere di non essere nel 2018, di non essere nell’epoca moderna. In quel momento, con quella cartolina nei miei occhi il tempo si era fermato. Scendere da quel posto è stato difficile, un po’ perché non me ne volevo andare, un po’ perché nello scendere mi sono persa. Ma non sarei me se non mi perdessi o ne combinassi una. Quindi tutto nella norma.

Verso metà pomeriggio siamo tornate in centro, abbiamo fatto un piccolo giro fermandoci al nostro solito posto per prendere una macedonia fresca, alla famosa Pastelaria Casa Brasileira, vi chiederete, come si fa in mezzo a tanti dolci prendere una macedonia, non so darvi risposta.

Quella sera abbiamo scelto di fare un giro al locale PARK Lisboa c’era una serata hip-hop con un famoso dj – a detta della mia amica. Il locale è famoso tra i lisbonesi, ed è il rooftop di un garage, vi sarà un po’ difficile trovarlo inizialmente ma una volta saliti il locale è una bomba, una terrazza enorme che da su Lisbona di notte. Potete ammirare le luci e il ponte 25 aprile. E se qualcuno di voi è già stato a San Francisco sono sicura che vi sembrerà di essere lì.

PARK Lisboa

Dopo la serata in questo fantastico locale, essendo rientrate tardi, il giorno seguente abbiamo optato per del relax, volevamo andare al mare, ma eravamo poco organizzate. Nonostante ciò, temerarie, siamo andate a Cascais, basta prendere il treno ed in 20 minuti circa si è sul mare. Le stradine della città ricordano un po’ le isole di mare, vicoletti con bouganville rosa, ristoranti con tavolini sulle piazze, insomma una piccola oasi.

Boca do Infierno

Prima di sederci sulla spiaggia siamo andate a vedere la famosa Boca do Inferno, una spaccatura-insenatura che si trova sulla costa. Un posto suggestivo, soprattutto se il mare è mosso e le onde si infrangono con forza sulle pareti. Poi ci siamo dirette alla spiaggia, siamo state lì a goderci la vista, l’acqua dell’oceano sarà anche stata pulita ma era freddissima, non ho avuto il coraggio di buttarmi. In compenso mi sono bruciata schiena spalle e braccia.

Dopo questo pitstop rigenerante, visto il caldo torrido delle giornate siamo partite alla volta e alla ricerca della famosa Cabo de Roca. Un posto che il poeta Luís Vaz de Camões definisce: “Qui…dove la terra finisce e il mare comincia”. Infatti la particolarità del luogo è che è il punto più occidentale del continente europeo. Se volete andare in questo magnifico posto, basta prendre un autobus. Ricordate però che le raffiche di vento sono così potenti da spostarvi, avrete bisogno di impermeabile sciarpa e cappello, tanta è la differenza di temperatura. Eppure anche in questo caso la vista sarà una delle migliori.

About Marina Greggio

Innamorata delle lingue, che studio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Colleziono instancabilmente vestiti e viaggi. Milano e Londra sono le mie due case, i due posti in cui il mio cuore si divide.

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