Eccomi, sono tornata per parlarvi di Londra!

Una giornata siete obbligati a riservarla alla parte nord della città, parlo di Camden Town, la Venezia inglese. Per raggiungere il quartiere basta scendere all’omonima fermata della metro color nero: appunto Camden Town. Non spaventatevi se a primo impatto, appena arrivate sulla strada principale vi appare confusionaria e “stramba”, perché è proprio questa la parte più bella ed originale.

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Come vi dicevo la prima sensazione che vi può suscitare è quella di essere finiti in un altro mondo. I negozi hanno insegne colorate e gigantesche riproducenti i prodotti che vengono venduti in 3D, inoltre la maggior parte sono dark o punk. Tutta la strada principale – Camden High Street – ha questa tipologia di negozi, e nei giorni più affollati tutti consigliano di tenere strette le proprie borse e libere le proprie tasche. Personalmente non mi è mai capitato nulla, però non vorrei vi rimanesse un brutto ricordo di questa meravigliosa città, quindi meglio prevenire!

Continuando il nostro viaggio, se percorrete la strada in pochi minuti – traffico permettendo – raggiungerete facilmente Camden Lock, nonché il mercato principale, che si affaccia sul Regent’s Canal. Quando arriverete qui capirete appieno perché viene definita la Venezia inglese, anche dalle foto appare ovvio: i canali navigabili – potete fare gite in barca -, i ponti, le barche che si sono fatte case, le piccole chiuse per evitare allagamenti ed il vicino quartiere proprio denominato Little Venice ne sono la prova. La situazione però più che ricordare la romantica Venezia a me ricorda Amsterdam.

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Se starete attenti ai dettagli noterete che molti corrimani dei ponti mostrano profondi solchi, lasciati dalle corde da rimorchio con cui i cavalli tiravano i barconi fino agli anni ’50. La figura del cavallo è molto importante, infatti molte aree del mercato rimandano a questo animale. Uno dei tanti ponti, il Macclesfield Bridge, è conosciuto come Blow-up Bridge poiché è stato il luogo della più grande esplosione: un barcone carico di polvere da sparo saltò in aria nel 1874.

Ritornando al nostro giro turistico, dopo questo breve intermezzo storico, dovete sapere che Camden è famosa per la quantità di cose che ci potrete trovare. Avete in mente un oggetto che avete visto si Internet e che desiderate da tempo? Oppure volete farvi un tatuaggio? Qui tutto è possibile. La parte centrale è principalmente composta di bancarelle di cibo: dai dolci alle cose più salate, per vegetariani, vegani o per carnivori, per chi è salutista o per chi della dieta non se ne fa nulla. Come prima, tutto quello che avete sognato di mangiare potrebbe diventare realtà poiché troverete prodotti di qualsiasi paese del mondo. Ovviamente io amante dei dolci ho trovato il mio paradiso nella piazzetta di Camden Lock Place, dove oltre al cibo cinese – in particolare al Horse Tunnel Market – potrete trovare un carretto di soli donuts e bomboloni di qualsiasi gusto e farcitura per uno o due pounds. La fila è sempre tanta ma si smaltisce in fretta! Io oltre ad amare i dolci amo il thè, connubio perfetto tra l’altro. Yumchaa tea è il posto che più preferisco: tipico inglese, piccolo ma accogliente e con i tavolini in metallo all’esterno. Inoltre la scelta degli infusi è molto ampia.

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Ahimè dovrete avvertire i vostri poveri ragazzi o mariti che saranno costretti ad aspettarvi mentre voi farete shopping. I vari mercati infatti non prevedono solo cibo, cibo e cibo, ma anche tanti vestiti, accessori e oggetti da collezione. Vedrete molti articoli, dai più vintage ai più modaioli, dai più ricercati vinili all’ultimo cd uscito in commercio. So di essere ripetitiva, ma anche in questo caso tutto quello che avete visto sul web fino ad allora, sarà lì a tentarvi e ovviamente voi non riuscirete a resistere a tutto.

Ora se della confusione non ne potete più ed è ormai giunto il pomeriggio, continuate il vostro percorso per arrivare più a nord, verso Chalk Farm, dove se proprio non ne avete abbastanza potrete visitare un ulteriore mercato: lo Stables Market. Se invece è una bella giornata costeggiate il Regent’s Canal, che in pochi kilometri vi farà giungere a Regent’s Park – che vi ho già citato nell’articolo precedente. È possibile che lungo il tragitto vediate il Pirate Castle e anche il ristorante cinese a forma di barca, che è molto famoso.

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Regent’s Park, con l’annesso Primerose Hill, era l’ex zona di caccia di Enrico VIII, e vi stupirà per la quantità di rose che vedrete, tutte classificate con nomi di personaggi famosi o storici. Incontrerete oche, anatre e cigni – addirittura neri, se avrete fortuna. Questo parco ha molti angoli nascosti, quindi vi prego, non sedetevi alla prima panchina ma cercate di viverlo. Volevo anche consigliarvi il Café Seventy-Nine, un posto che a mia madre ricordava moltissimo il film Notthing Hill, in particolare la scena quando Hugh Grant entra nel negozio con il suono della campanellina, ma purtroppo ho scoperto che è chiuso e non potete immaginare lo sconforto nel saperlo.

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Infondo Londra è così, cambia di giorno in giorno, dona certezze senza donarle del tutto e anche se alcuni posti chiudono ce ne saranno sempre altri mille che apriranno.

Quindi stay tuned, alla prossima puntata!

Marina Greggio

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