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“La Danza dell’Identità”,l’evento organizzato a Venosa dall’Associazione Antistigma “Alda Merini”

Il cinema è la quinta arte, capace di veicolare le emozioni, condividerle con gli altri nel buio di una sala dove affiora la nostra parte più intima. Esso alimenta il sogno che diventa realtà, la chimera dell’immaginario che si trasforma in un approdo sicuro, in uno slancio per rinnovare il proprio modo di pensare, di ridere e di sospirare, intingendo al fluttuare tra coscienza ed inconscio collettivo.

Il grande schermo aiuta anche a fortificare il bisogno di stare con gli altri, a potenziare le relazioni sociali e culturali all’interno di una comunità. In questo quadro encomiabile, “La Danza dell’Identità” è stato il compendio di una estate venosina ricca di eventi. Una sinossi di tutte le ottime iniziative organizzate da questa e da tutte le altre associazioni che hanno animato il centro storico e molti luoghi di ritrovo della città. Iniziative che si sono svolte in quello che ormai è diventato uno dei perni irrinunciabili dell’attività culturale venosina, Il Chiostro del Convento San Domenico, luogo di incontro e di dibattito.

Cinema Teatro Lovaglio

L’associazione Antistigma “Alda Merini”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Venosa, ha così organizzato uno degli ultimi eventi del cartellone estivo. Un arrivederci senza troppi giochi pindarici alle prossime iniziative per costruire un progetto che miri a valorizzare i talenti e le giovani potenzialità creative di Venosa e della Basilicata, affinché le nuove generazioni non diventino gli ultimi reduci dello spopolamento di una terra che merita un risanamento dalla piaga che l’affligge.

“La Danza dell’ Identita’” non è quindi un epilogo ma un punto di partenza per riprendere l’attività di “pedagogia culturale”, che può riaccendere il sospiro vitale mai del tutto sopito nell’animo umano.

L’occasione è stata propizia per consegnare un attestato di benemerito a Lidia Lovaglio, un modello per la città Venosa, che insegna il coraggio e la determinazione di chi non solo non ha abbandonato la sua comunità, ma grazie all’impegno profuso dalla sua famiglia per mantenere in piedi il Cinema Teatro Lovaglio, da oltre 80 anni, ne è diventata il faro irrinunciabile. E lo è diventata ancor più in una fase storica in cui la televisione, i blockbuster e i nuovi media hanno polarizzato l’attenzione delle masse.  Il Cinema Teatro Lovaglio, come ogni stagione estiva, collabora con la comunità, esce dalle sale ed incontra la cultura non meno di quanto già non faccia durante l’anno, con le sue numerose iniziative che vanno oltre le proiezioni cinematografiche. Si avvicina ancora di più a quelle persone che, come in un circolo virtuoso, incontrerà nuovamente nelle sale, seduti insieme davanti a quei maxischermi che creano una magia senza tempo.

Cinema Teatro Lovaglio

Un ringraziamento particolare a Teresa Giambersio, volontaria dell’Associazione “Alda Merini”, studentessa di Lettere all’Università “Aldo Moro” di Bari che ha presentato la serata di fronte ad una nutrita platea di cittadini che vogliono veder riscattato il proprio territorio. E poi un encomio speciale  ad Antonio Pescuma, a Paola Gammone e a tutti gli altri volontari che, uno per uno, hanno dato un notevolissimo contributo per la buona riuscita degli eventi organizzati per valorizzare Venosa, la Basilicata e far capire che l’intero Sud è meraviglioso e va amato pur con le sue contraddizioni.

Presente all’incontro anche Padre Cesare Locatelli che ha voluto, assieme a Lidia Lovaglio, ricordare l’importanza del cinema, della cultura, delle immagini che, danzanti e fluttuanti, possono alimentare la spiritualità connaturata nell’uomo. Di qui – ha proferito Padre Locatelli – il bisogno di abbracciare la dimensione del sogno e della spiritualita’, quella che non si genoflette ma che indica l’altro da sè, l’unica che può arrivare, come ha dimostrato nei secoli anche la psicoanalisi, alle corde più profonde dell’Io, ascoltando le forze occulte che si nascondono nel “mare indefinito e scomposto dell’inconscio”  ed affrancandole dal caos degli istinti piu’ basici.

Cinema Teatro Lovaglio

Sono 10 anni che vive in un Monastero – quello dei Padri Cerreti, in un territorio che – come ha precisato Padre Cesare – durante la serata gli da’ sollecitudini continue.

Allo stesso modo, il cinema libera lo spazio a quella sana follia che ci mantiene in equilibrio, ci rende creativi e ponderati  al tempo stesso. E naturalmente il Cinema Teatro Lovaglio, alimenta l’aspetto ludico della comunità oraziana, oltre che “la pietra miliare, il fiore all’occhiello di questa città” ha voluto rimarcare con commozione Lidia Lovaglio, dopo aver ringraziato tutti per questo prezioso riconoscimento. La vera sfida oggi e’ di “strappare i giovani agli smartphone e farli tornare nelle sale” ha commentato.

Non per ultimo, l’intervento di Carmela Sinisi, che recentemente è tornata a ricoprire l’incarico di Assessore alle Politiche culturali giovanili el Comune di Venosa, anche socia e volontaria dell’Associazione Alda Merini, che ancora una volta, nella duplice veste istituzionale e sociale, ha voluto evidenziare l’importanza della cultura non solo come alimento dell’anima ma anche come volano di sviluppo per la città.

In questa occasione ha preso l’impegno come amministratore di incontrare tutte le associazioni che operano sul territorio per coagulare insieme momenti culturali che motivino sempre più i giovani a prodigarsi per la crescita culturale della comunità, sapendo al contempo ascoltare le loro richieste.

Di qui l’idea di costruire un polo di coordinamento fisso per tutte le associazioni che vogliono partecipare attivamente per costruire un progetto di sviluppo reale e condiviso all’interno della comunità e in favore della città.

Sul palco anche il sindaco che, dopo alcune considerazioni di pregio sugli eventi dell’estate venosina, ha invitato ancora una volta i cittadini ad utilizzare i social non soltanto per mostrare gli aspetti critici ma anche per promuovere la città, riconoscendo quanto di nobile le associazioni stanno facendo per valorizzarla.

Sul palco è salita anche Mariantonietta Dicorato che ha posto l’accento sulla necessità di sostenere tutte le associazioni che promuovono , come le associazioni, il cinema, la danza e la letteratura come volano di crescita culturale per il territorio. E poi, ancora una volta, un encomio speciale alla famiglia Lovaglio che con grande coraggio porta avanti una struttura meravigliosa.

Ha anche ribadito che tutte le iniziative culturali intraprese mettono ancora più in luce l’imprescindile presenza del Cinema Lovaglio che,  si augura, per moltissimi anni possa continuare ad avere una funzione sociale, culturale e e simbolica molto intensa, oltre a trasmettere emozioni a tutti coloro che preferiscono non abbandonarsi all’inerzia della visione di un film nel salotto di casa. Ma al contrario vivere quelle emozioni in prima persona, entrando in sala ed immedesimandosi nel cuore delle storie e degli intrecci che solo un maxischermo può aiutare a veicolare, suscitando empatia, sinestesia di suoni e colori, oltre ad innescare un processo quasi catartico di distacco dalla realtà e dai suoi problemi.

La rassegna cinematografica “Sognando il Sudè stata quest’estate la dimostrazione che attraverso le proiezioni cinematografiche è possibile riscattare la prospettiva di un “io relazionale” che volge lo sguardo verso il mondo e costruisce la propria identità di appartenenza proiettandosi verso un futuro che non sia tetro, ma ricolmo di speranza. La speranza concreta, e non l’utopia, di rimanere al Sud, nel cuore del Mezzogiorno, lì dove la terra sembra toccare il cielo.

Tra i temi affrontati i diritti umani, come il diritto allo studio, l’accoglienza degli immigrati che approdano sulle nostre coste, in cerca di una speranza promessa; ed ancora l’emigrazione dei giovani, il futuro di una terra devastata dagli interessi di chi vuole depredarla, il ritorno di chi, dopo tutto, non è riuscito a distaccarsene. Questi sono i principali temi che la rassegna cinematografica “Sognando il Sud” ha voluto abbracciare per invitare l’uditorio a riflettere e a meditare su come poter cambiare rotta, affinché la rassegnazione non diventi il triste epilogo dell’abbandono.

“Il cineforum organizzato in questa estate venosina è stato uno strumento di grande qualità perché ha dato l’immagine di un Sud che vuole riscattarsi. Ho visto film che mettono in evidenza le bellezze del Sud che non sono seconde a nessuno” ha commentato Mariantonietta Dicorato. Per lei un meraviglioso ed inaspettato riconoscimento da parte della rivista letteraria “Poeti e Poesia” di Elio Pecora, per il prezioso contributo con cui alimenta la passione per la poesia, contribuendo a veicolarla e divulgarla con ardore all’interno della comunità.

Un omaggio davvero molto speciale è stato consegnato anche allo stilista Moreno che con le sue creazioni e collezioni contribuisce anch’egli a far volare alto il nome di Venosa negli ambienti mondiali dell’Alta moda. Per il pubblico un piccolo assaggio di una sfilata magica con i ballerini delle scuole di danza di Venosa, cinti dagli abiti da sposa maschili e femminili dell’artista.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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