Egon Schiele ha fatto della parola libertà un modus vivendi; il testamento spirituale può essere riassunto nella sua apologia: «Io sono un artista e ho la responsabilità di difendere la libertà».

Pupillo di Gustav Klimt, ossessionato dalla figura femminile, è stato uno dei maggiori artisti figurativi del primo Novecento, un artista con la A maiuscola, esponente del primo espressionismo viennese, assieme a Kokoschka.

La sua vita è circondata da un’aura mistica: attraente e innovatore, trasgressivo e talentuoso: genio precoce. Schiele morì a soli 28 anni, dopo aver contratto l’influenza spagnola, a una così giovane età, come capita a quelli che entrano nella leggenda. Eppure il corpus di opere è incredibile: circa 340 dipinti e 2800 tra acquerelli e disegni.

I suoi lavori sono spesso carichi di intensità espressiva, introspezione psicologica e comunicazione del disagio interiore, in particolar modo gli autoritratti.

Il 31 ottobre del prossimo anno ricorrerà il centenario della sua morte; e concorrerà a celebrare l’artista anche Egon Schiele, il film biografico, drammatico e storico di Dieter Berner, ispirato al romanzo “Tod und Mädchen: Egon Schiele und die Frauen” di Hilde Berger, con Noah Saavedra e Maresi Riegner protagonisti, che sarà distribuito nelle sale italiane dalla Draka Distribution, in collaborazione con Twelve Entertainment, nella prossima settimana:  il 27-28 e 29 novembre.

Nel film si racconta la vicenda biografica di Schiele (Noah Saavedra), artista bohémien, iconoclasta e provocatore irriducibile nella vita come nell’arte, e il suo rapporto con Klimt, agli inizi del XX.

Il focus si sposta anche sulle tre muse: dalla sorella Gerti che l’artista dipingeva nuda, già da adolescente, alla diciassettenne Wally ( modella del celebre La morte e la fanciulla) a Edith Harms, la donna borghese che sposa nel 1914 a condizione che Wally (forse l’unico vero amore) si allontanasse. Si tratta di un sacrificio consapevole per Schiele, affinché potesse fare del dolore e del suo disagio esistenziale la cifra stilistica che difatti lo consacrerà tra i maggiori interpreti dell’Espressionismo: la prima guerra mondiale minaccia la sua ricerca e libertà artistica, e Schiele sceglie di sacrificare alla sua arte, l’amore e la vita stessa.

Egon Schiele
Un frame del film Egon Schiele, zff

La predilezione dell’artista per le modelle giovanissime, affascinanti e disinibite, costa cara all’artista: oltre allo scandalo nella Vienna dell’epoca, la questione porta Schiele in tribunale e poi in galera (per meno di un mese) con l’accusa di rapimento, abuso di una minorenne e di “pornografia”.

Egon Schiele
Egon Schiele, autoritratto, Barbarainwonderlart

Ma gli artisti amici, come Klimt, e i collezionisti lungimiranti, stanno dalla sua parte e iniziano a riconoscere il valore della sua arte.

https://www.comingsoon.it/cinema/news/egon-schiele-al-cinema-il-27-28-e-29-novembre-il-film-che-racconta-il-genio/n73118/

Valeria Gennaro

il poster del film, Letteratura & Cinema – blogger

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