Le Giornate FAI d’Autunno si sono concluse. L’iniziativa prevedeva, per i weekend del 17-18 ottobre e del 24-25 ottobre, l’apertura straordinaria di ville, giardini, monasteri, chiese e molto altro in tutta Italia. Una bella occasione per scoprire i tesori italiani di cui la nostra terra è ricca ed aiutarli a restare in vita. Inoltre, fino al 15 dicembre si potranno votare i propri Luoghi del Cuore, per poterli salvare.

La scelta delle visite è stata dura. A Milano ho deciso di andare a visitare Palazzo Edison, aperto il weekend del 17 e 18 ottobre. Il Palazzo si trova a Foro Buonaparte e fu realizzato nel 1892 su progetto dell’architetto Enrico Combi per la Società italiana per le strade ferrate del Mediterraneo. Nel 1923 il palazzo fu acquistato dalla Società Edison, costituita a Milano nel 1884 per iniziativa di Giuseppe Colombo, ingegnere e imprenditore milanese. Di particolare interesse risultano la Sala Azionisti, con la copertura a vetri colorati in stile liberty, e la Sala Consiglio (dove si riunisce il CdA) denominata anche Sala Fontana, perché al suo interno si trova una fontana in marmo che, oltre ad avere una funzione decorativa, serviva, grazie all’acqua emessa dalle numerose bocchette, ad assorbire il fumo dei sigari e delle sigarette consumati nel corso delle riunioni. 

Il weekend successivo mi sono spostata a Bergamo, dove ho visitato l’Oratorio della Beata Vergine Assunta immerso nei campi a Calvenzano. Detta anche Madonna dei Campi o Chiesetta degli Alpini è una piccola costruzione in cotto, il cui nome si associa al fatto che nel 500 l’odierna Lombardia ha visto una crescita demografica intensa e ovviamente si aveva bisogno di grandi raccolti per sfamare tutti, cosicché si cominciò a pregare la madonna dei campi. L’interno è caratterizzato da una sola navata con due campate e presbiterio coperti da volte a crociera: le pareti e volte sono completamente rivestite da affreschi a firma di Tommaso Pombioli, artista cremasco, e datati 1623. Completamente ristrutturato negli anni ’80, l’edificio è stato sottoposto ai restauri degli affreschi interni ed esterni nel 2000, grazie alla locale sezione degli Alpini. Una piccola chicca dalla vista rude ma con un cuore ricco.

Poi sono finalmente entrata nei cancelli di Palazzo Moroni a Città Alta. La costruzione fu voluta e realizzata da Francesco Moroni, nato nel 1606, sul terreno di “Porta Penta”, l’attuale Porta Dipinta, vendutogli dalla famiglia dei conti Pesenti. La famiglia Moroni si era trasferita da Albino, luogo d’origine le cui memorie risalgono al 1300.I lavori durarono trent’anni, dal 1636 al 1666, e vennero eseguiti dal maestro Battista della Giovanna. Nel 1649 Francesco Moroni ne affidò la decorazione a Gian Giacomo Barbelli, pittore cremasco, che realizza affreschi imponenti con il ciclo di Amore e Psiche. Palazzo Moroni merita una visita anche per i suoi imponenti giardini, che costituiscono il parco privato più grande di Bergamo Alta. L’impianto seicentesco, strutturato in quattro generose terrazze, venne dettato dalla forte pendenza del colle di Sant’Eufemia. Un passaggio sopraelevato rispetto alla corte di ingresso, conduce al primo dei terrazzamenti. A monte di questo sistema si apre la vasta area del parco che confina ad ovest con il complesso monumentale della Rocca e che è tuttora caratterizzata da esemplari arborei produttivi come i gelsi, simbolo della famiglia Moroni (da cui deriva anche la loro fortuna).

In seguito, ho visitato Villa Siotto Pintorsontuosa dimora dei conti Vimercati Sozzi che la utilizzarono come residenza estiva. Tra di essi si ricorda Cristoforo Vimercati Sozzi ciambellano di Leopoldo e Maria Teresa d’Austria. Durante alcuni lavori di rifacimento vennero alla luce pietre datate 1571 ma secondo alcuni documenti la sua origine può essere fatta risalire fino al 1300. La villa godeva di un suntuoso parco personale, dove tutt’ora risiede una pianta secolare, una sughera piantumata in occasione della proclamazione del Regno d’Italia. Negli ultimi anni la villa ha subito ruberie e vandalismo, ma a partire da gennaio 2020 è stata avviata un attività di recupero.

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