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Fashion Week donna S/S 2017: intervista a Marta Jane Alesiani

La settimana della moda e per la precisione la Fashion Week donna S/S 2017 è un evento magico per Milano che per sette giorni si trasforma nella città dei sogni. Come tutti del resto non riusciamo ad essere indifferenti ad una delle case di moda più prestigiose che da Gianni a Donatella Versace hanno condizionato e fatto tendenza diventandone un fenomeno di costume. Sono le 17,30 e quasi tutto è pronto al Gate 17 di Piazza Carlo Magno e tra una super Top model, Artisti di vario genere e Fashion Blogger virali incontriamo la Senior Stylist Marta Jane Alesiani che da pochissimo ha deciso di lasciare la Maison Versace per sviluppare il suo nuovo brand.

Marta: Stilista giovanissima vanta un Curriculum esperienze di altissimo pregio come La Perla, Blugirl Folies di Spazio Sei e Donatella Versace. Quanto ha significato per lei l’esperienza in casa Versace?

“Poter lavorare per la maison Versace, è stato per me un grandissimo onore, la dedizione dell’intero team è straordinaria, ho fatto tesoro di ogni insegnamento da loro ricevuto, di ogni sacrificio e di ogni tour de force. In realtà ogni azienda, con cui ho collaborato, mi ha lasciato qualcosa, ha rafforzato le mie capacità, oltre a perfezionare anni di lavoro e specializzazione. La Versace, ad esempio, mi ha insegnato tantissimo sulla conoscenza dei tessuti, dei materiali pregiati, mi ha dato solide basi sull’alta moda e mi ha maggiormente avvicinata al mondo dei V.I.P. La Perla invece mi ha catapultato nella ricerca del dettaglio, sia nelle illustrazioni che nella raffinatezza dei pizzi. La Blugirl Folies e soprattutto la linea Ki6? who are you, mi hanno resa estremamente ferrata sulle fasi di prodotto e realizzazione. E’ molto importante per me, prestare la stessa attenzione ,sia nel disegno che nella produzione. Credo che oggi la vera differenza la faccia la passione e la preparazione, e se ora mi sento pronta ad essere imprenditrice di me stessa, lo devo anche, e soprattutto, alle aziende italiane ed estere, con cui ho avuto il piacere di lavorare”.

Cosa l’ha spinta ad uscire dall’azienda dove lavorava e decidere di creare capi con il suo marchio?

“Il mondo del Fashion System è impegnativo, mesi e mesi di lavoro senza tregua, per uno show di 20 minuti. E’ una realtà che ti richiede un impegno costante e spesso il 100% della tua giornata e delle tue energie. Ti da tanto e ti toglie tanto, ci sono molti sacrifici da affrontare e accettare, per questo è estremamente importante amare e credere in ciò che si fa. Ponderavo già da tempo di potermi mettere in proprio, ho semplicemente aspettato di essere pronta, ho atteso il momento giusto per intraprendere questo percorso in solitaria. Non è stata una scelta facile, ma sapevo esattamente cosa volevo , ho sempre, da che ho memoria, voluto fare la Fashion Designer, il mio obiettivo non è mai cambiato nel corso degli anni. Ad un certo punto della mia carriera mi sono detta “adesso basta realizzare i sogni degli altri, adesso realizzo i miei!“. Amo profondamente il mio lavoro, ma come spesso accade, non soltanto per questioni di meritocrazia, il proprio estro e la propria creatività non possono essere rivelati totalmente, perché, ovviamente, devono fondersi perfettamente con il mood del marchio per il quale stai disegnando o lavorando. Quando questa situazione inizia a starti stretta, vuol dire che è arrivato il momento di girare pagina. E’ scattata quella molla che ha fatto la differenza e oggi sono felice di aver fatto questa scelta. Mi reputo immensamente fortunata, ho sempre avuto il sostegno della Mia Famiglia, del mio fidanzato e dei miei amici, questo mi ha sempre dato la forza di non arrendermi mai davanti a nessuna difficoltà.

Ho incontrato moltissime menti illuminate ed artistiche del settore, giovani promesse e persone sature di esperienza, che mi hanno forgiata e alimentata ad esprimere le mie capacità grafiche e ideatrici. Un grazie di cuore va soprattutto al grande pittore italiano Dante Fazzini, ad Emanuela Pisoni (ai tempi l’Head of Design Dept del Polimoda di Firenze, l’Istituto Internazionale Fashion Design & Marketing, una delle facoltà leader in Europa per la formazione nel settore moda) lei è sicuramente una delle Donne che più ammiro e della cui stima reciproca vivo ancora oggi. E “L’uomo di stile” ALBERTO LATTUADA, uno dei più innovativi illustratori della moda degli ultimi 40 anni, che mi ha sempre spronato a dare il massimo, traendo dalle critiche un insegnamento e non un limite”.

Ci parli della sua prima esperienza da solista (se così la vogliamo definire) a Moda sotto le Stelle?

“Mi ero appena messa in proprio, ma un cerchio ristretto di persone era a conoscenza del mio cambiamento, questa bellissima occasione non poteva arrivare in un momento migliore! La 32esima edizione di Moda sotto le Stelle, promossa dalla Confartigianato di Ascoli e Fermo ed il BIM tronto, è stata per me una fantastica esperienza e una vetrina professionale fondamentale.

Sfilare ad Ascoli Piceno, in una delle cornici più magiche d’Italia, è stata sicuramente una grande opportunità per presentare le mie creazioni, e anche aver collaborato con altri stilisti e il gioco di squadra, ha fatto la differenza. L’intera sfilata è stata ripresa da Class TV Moda, Sky, La 5,Tgcom24, mffashion.it, ed ha avuto per me, un riscontro incredibile. Ero già orgogliosa di aver ricominciato dalla mia Terra d’origine, (provengo da uno dei borghi più belli del Piceno, FORCE, il paese dei ramai e soprattutto sede del più invidiato Villino Eclettico d’Italia, il Villino Verrucci) ma non mi sarei mai aspettata un successo così totale. Dopo anni di sacrifici, vedevo finalmente il frutto del mio duro lavoro. Fondamentali sono state anche le pubblicazioni fotografiche sulla mia pagina ufficiale di Facebook e su Instagram, si sono susseguiti numerosi contatti e mail da ogni dove, sia per la richiesta di acquisto dei capi, sia per elogi e gratificanti commenti positivi.

Grazie a questa visibilità ho avuto l’immenso onore di vestire una delle Attrici Italiane più radiose e raffinate che abbia mai incontrato, Federica Strozzi. Ho realizzato per lei 4 outfit per il Festival di Venezia, in occasione della promozione del Film “Milano in the Cage“ regia di Fabio Bastianello.

Federica è una Donna incredibile, un camaleonte, la sua bravura è visibile non appena si ha la possibilità di parlare con lei o soltanto di vederla in azione. E’ una vera promessa del Cinema Italiano e oltre ad avere una bellezza sconvolgente, possiede un eleganza rara e una personalità meravigliosa. Vedere il suo sorriso, nell’indossare le mie creazioni, è per me il riconoscimento più grande; amo il mio lavoro e vedere nei miei clienti la sensazione di sentirsi unici e valorizzati mi riempie il cuore e mi convince sempre di più che questa è la mia strada. Venezia non mi ha solo dato la possibilità di vestire una Donna bellissima, ma anche di conoscere un Fotografo incredibile, con uno spessore professionale da ammirare e stimare, Gabriele Vinciguerra. E’ proprio Vinciguerra, il fotografo ufficiale che ha realizzato gli scatti all’attrice con i miei abiti indossati, le sue fotografie sono veri e propri capolavori e mi sento immensamente riconoscente e fortunata, per aver avuto la possibilità di lavorare con Loro. L’intero team che si è venuto a creare è stato per me motivo di immensa felicità, ognuno di loro possedeva una spiccata professionalità e soprattutto una visibile passione per il proprio lavoro. Vedere all’opera la Make-up Artist Stefania Molòn, che sapientemente ricercava i giusti toni cromatici per il viso dell’attrice, l’Hair- Stylist Alessandro Torti, che creava opere d’arte con i capelli e l’assistente Andrea Cogotti che senza titubanze, sapeva esattamente cosa fare e come ottimizzare i tempi ; è stata per me un’esperienza unica ”.

Settimana della Moda, come ci si sente da indipendent?

“In realtà non cambia molto la sensazione, si corre da una sfilata all’altra e si rimane incantati davanti alle sfilate. L’unica costante è quella di sentirsi fortunati per aver ricevuto l’invito. A prescindere da tutto, nutro un profondo rispetto per il lavoro di tutti gli stilisti , senza preferenze, so quanto sia difficile creare una collezione, per questo motivo cerco di astenermi dalle critiche, quello che a me non piace potrebbe essere bellissimo per qualcun altro, è il bello di essere diversi! ”.

Da dove trae ispirazione?

“Da tutto, da quello che vedo, da quello che sento, da quello che sogno. Sogno tantissimo e spesso mi capita di alzarmi la mattina con tantissime idee. Credo di avere più di 100 sketchbook, pieni di disegni e ancora inutilizzati. Ho una grandissima fortuna, mi hanno abituata fin da piccola, ad essere curiosa, a vedere la realtà sempre dal lato positivo, crescere con l’ottimismo ti porta ad essere incline a gestire l’ironia e la creatività con espressioni inconsuete. Mi reputo una “visionaria”, ho la mia visione della moda e cerco di portare avanti le mie idee e di far conoscere un pò del mio mondo, attraverso le mie creazioni. Tutto quello che è capace di rapire la mia attenzione, da un quadro, ad una città, ad un semplice dettaglio, mi trascina in un tormento positivo, quello di utilizzare quel momento e creare qualcosa che omaggi il mio sentire e che crei negli altri la stessa curiosità e la stessa allegria che è arrivata a me. Creo, mi isolo nella creazione dei disegni (è estremamente importante trovare il luogo giusto per farlo), poi quando sono sicura di ciò che intendo comunicare e cucire, rendo pubblica la mia idea. Credo che la frase che più rappresenta il mio modo di essere sia quella di Walt Disney “se puoi sognarlo, puoi farlo!”.

Progetti a breve?

“Tanti! Soprattutto uno, quello di realizzare una collezione piena di colore, che omaggi la mia terra. La mia sede resterà a Milano, ma intendo lavorare con gli artigiani del Piceno. Adesso è molto importante tenere i piedi ben saldi a terra e perseguire i miei progetti. C’è tanto da fare e sono già work in progress“.

Gabriele Vinciguerra

Foto Scattate alla Fashion Week donna S/S 2017 al Gate 17 di Piazza Carlo Magno poco prima della sfilata per Versace:

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