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La vita di Vivien Leigh in un film scritto da Michael Zam e Jaffe Cohen

Vivien Leigh,via col vento

La frase che Rossella O’Hara pronuncia alla fine del film Via col vento: «Ci penserò domani. Dopotutto, domani è un altro giorno» è divenuta proverbiale; e indimenticabile è il frame, riprodotto poi nella locandina del colossal, con Vivien Leigh e Clark Gable abbracciati sullo sfondo di un tramonto “di fuoco”: il technicolor non era mai stato così smagliante.

Nonostante le copiose trasposizioni in tv e sul grande schermo, l’immagine di Rossella O’Hara resta essenzialmente legata all’attrice britannica Vivien Leigh la quale per prima diede volto a quella «canaglia di donna del Sud», per dirla con Rhett-Gable. Vivien è stata scelta tra oltre 1400 attrici, a ridosso dell’inizio della produzione del film, e vinse il primo dei suoi due Oscar, grazie a questo ruolo, per una «indimenticabile interpretazione della civettuola, testarda e saggia eroina» capace ancora di offuscare ogni prova successiva.

Vivien Leigh
L’attrice Vivien Leigh, Fanpop

Katie Scarlett O’Hara, nella versione originaria, è il personaggio immaginario del romanzo di Margaret Mitchell Via col vento (1936) vincitore del premio Pulitzer l’anno dopo, ripreso in varie pellicole cinematografiche e televisive, e, in modo particolare, nell’omonimo film drammatico e sentimentale del 1939, uno dei più famosi della storia del cinema, vincitore di ben 10 Oscar, diretto da Victor Fleming e prodotto da David O. Selznick. La grandiosità produttiva di Via col vento ha contribuito al primo caso di successo planetario nella storia della cinema, battendo tutti i record di spettatori paganti. Peraltro, le vicissitudini della viziata e temeraria Rossella continuano ancora oggi a far registrare importanti ascolti televisivi.

Ambientato nella Georgia del 1861, attraverso le peripezie e i matrimoni di un’egocentrica ragazza del Sud, viene dipinto un affresco melodrammatico, ma spettacolare e coinvolgente, della guerra di Secessione. Rossella  ha una personalità forte; la guerra la costringe a rimboccarsi le maniche, lavorare e prendere lei le redini della terra natia Tara alla quale la ragazza è molto legata, e a cui fa sempre riferimento nei momenti di bisogno, come un luogo dove rifugiarsi dalle avversità che la renderanno ancora più aspra e, soprattutto, materialista, portandola a matrimoni di convenienza, inganni e a togliersi in parte la maschera che le vietava di compiere determinati atti per non destare scalpore.

Vivien Leigh
Un frame di Via col vento, Silenzio in sala

In terze nozze Rossella sposa Rhett che l’ha sempre corteggiata, ammettendo che lo fa anche per il suo denaro. Rhett sa bene quali sentimenti legano Rossella ad Ashley, ma l’amore che li lega alla loro figlia Diletta, permette ai due di riallacciare il rapporto, ma dopo la morte di Diletta e la morte di Melania (moglie di Ashley, l’uomo di cui Rossella è innamorata nel film), Rhett non trova più una ragione di continuare la loro vita matrimoniale, soprattutto sapendo che Rossella può finalmente buttarsi fra le braccia di Ashley, lasciandola con la celebre risposta alla domanda di lei:”Che ne sarà di me?”, Rhett risponde: “Francamente me ne infischio”, anche perché in diverse circostante in precedenza Rhett era stato il deus ex machina. Alla fine, Rossella vedendo Ashley addolorato per la morte della moglie, intuisce di aver amato un’illusione, buttando l’occasione di essere felice con un uomo che l’amava per quel che era realmente..

E arriva il momento di far rivivere al cinema non Rossella, ma Vivien Leigh, perché Michael Zam e Jaffe Cohen, dopo aver lavorato alla serie tv “Feud: Bette and Joan”, prodotta da FX sotto la mano abile di Ryan Murphy,che vede protagoniste Jessica Lange e l’intramontabile Susan Sarandon nelle vesti di Joan Crawford e Bette Davis (due dive a confronto, costantemente in lotta l’una contro l’altra per prevalere nell’arena di Hollywood) sono ora a lavoro per scrivere un film biografico sulla diva del cinema Vivien Leigh, con focus sugli anni in cui è stata la signora Olivier.

Zam e Cohen adatteranno infatti per il grande schermo il romanzo “Vivien Leigh: A Biography” di Hugo Vickers incentrato appunto sul periodo in cui Vivien è sposata con Olivier, dal 1940 al 1960, e in cui la donna vince i due Oscar: uno, come detto, per la sua interpretazione impeccabile in Via col vento e l’altro per il suo splendido ritratto della tormentata Blanche DuBois in “Un tram che si chiama desiderio” al fianco di Marlon Brando, film con il quale Vivien ottiene il suo secondo premio Oscar.

Vivien Leigh
Marlon Brando e Vivien Leigh in una pausa durante le riprese di “Un tram chiamato desiderio”, 1951, Barbara Picci

La donna soffre di un disturbo bipolare, si ammala di tubercolosi e muore nel 1967, a soli 53 anni. Desta molta curiosità l’idea di questo film incentrato sulla biografia di un’attrice così interessante per il grande pubblico e, per la verità, tanto poco conosciuta nel suo mondo privato. Sarà una novità scoprire la sua vita dal racconto del grande schermo, a patto che si riesca a trovare un’attrice capace di “indossare i suoi panni” e incarnare la sua grinta e  carisma. Al momento nessuna fuga di notizie. Certo è che una singolare e sconvolgente liason unisce la vicenda biografica ed esistenziale di Vivien alla caratterizzazione del personaggio di Rossella O’ Hara, e, soprattutto, attraversa le vicissitudini della sua vita reale e fittizia, quasi a poter affermare che la finzione non è meno tormentata della realtà e la realtà non è più serena della finzione, in uno specchio, spesse volte, troppo perfetto.

https://www.comingsoon.it/cinema/news/un-film-biografico-su-vivien-leigh-scritto-dagli-autori-di-feud/n72066/

Valeria Gennaro

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