The Lodgers- Non infrangere le regole, il film horror diretto da Brian O’Malley, è arrivato nelle nostre sale in questa settimana. Il regista irlandese di Let Us Prey è da sempre interessato agli effetti visivi e ama occuparsi di storyboard. Dietro al disturbante The Lodgers c’è un lavoro essenziale. Con questo film O’Malley porta lo spettatore a vivere un oscuro e angosciante clima.

La magione irlandese infestata da presenze sinistre

La location in cui è stata girata la pellicola  è considerata la casa più infestata dell’Irlanda”.

Fonte Instagram @thelodgermovie

L’orrore fiabesco con una “cappuccetto rosso” in versione dark

La trama

La storia è ambientata in Irlanda,  dopo la prima guerra mondiale, tra la rivolta del 1916 e l’anno dell’Indipendenza dell’Irlanda. Una fratello e una sorella abitano in una grande magione di campagna. L’abitazione è stata ereditata dai genitori morti suicidi nel vicino lago.

Per una segreta ragione i due non possono abbandonarla. Ma non si può neanche rimanere isolati per sempre. Edward e Rachel sono costretti quindi a vivere nella dimora infestata, e con delle oscure presenze che impongono loro delle regole da incubo. Quando Rachel le infrange inizia il vero tormento.

The Lodgers
The Lodgers, un frame, Cineforum

“Loro” non permetterebbero di abbandonare la magione

Quando i protagonisti compiono diciotto anni Edward rimprovera la sorella per il suo mancato rispetto delle regole che devono osservare li. Mentre in paese torna  il giovane Sean dalla guerra, con una gamba di legno e ritrova la sorella e la mamma che gestisce un negozio di alimentari. Rachel vede Sean e ritira una lettera arrivata per lei e il fratello una settimana prima. Sean è subito colpito da Rachel e cerca di avvicinarla, ma la ragazza torna in fretta a casa. La lettera invece è dell’avvocato Bermingham che spiega ai fratelli che i loro soldi sono finiti e che dovrebbero vendere la casa. Edward è spaventato, “loro”, le presenze oscure, dice, “non lo permetterebbero”.  Rachel è insofferente, vuole lasciare la magione, anche perché ricambia le attenzioni di Sean. Ma c’è qualcosa che trattiene i due fratelli in quella casa… di terribilmente sinistro.

«Tra il realismo rappresentato dal reduce di guerra e le dure condizioni della vita contadina e il fiabesco rappresentato dal bosco incantato percorso da una Rachel non dissimile da una Cappuccetto Rosso in versione dark, la storia si dipana ambigua e cupa, ricca di atmosfera e di inquietudine», così in un frammento della recensione del film di Rudy Salvagnini su Mymovies.

 

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