The Human Voice, il nuovo film diretto da Pedro Almodovar, che ha come protagonista il premio Oscar Tilda Swinton, è disponibile attualmente in quarantuno sale cinematografiche. Infatti, il celebre monologo di culto della drammaturgia del Novecento di Jean Cocteau è tornato sui big screen grazie al regista più popolare del cinema spagnolo in un mediometraggio presentato all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

The Human Voice, il trailer muto del film è “la prima prova per lo spettatore”

Colori, taglio corto ed espressività inarrivabile  rendono Tilda swinton iconica nella nuova pellicola distribuita da Warner Bros

L’attrice Tilda Swinton in uno dei look del film

Il trailer muto del film “è una prova per lo spettatore”. Una sempre magnetica Tilda Swinton si presenta in solitaria e in diversi look che vedono prevalere una infuocata tonalità scarlatta. Colori, taglio corto ed espressività inarrivabile rendono l’attrice iconica nella nuova e accattivante pellicola distribuita da Warner Bros. Pictures.

Le proiezioni in Italia di “The Human Voice”

Il film si può vedere in Italia in diverse sale nelle città di Pescara, Napoli, Bologna, Rimini, Ferrara, Pordenone, Udine, Roma, Latina, Milano, Bergamo, Cremona, Monza Brianza, Ancona, Pesaro, Urbino, Torino, Firenze, Pisa, Perugia,Venezia, Padova, Treviso e Vicenza.

Il concept del regista è l’abbandono

Almodovar: “Il rischio è una parte fondamentale dell’avventura di vivere e di amare”

“The Human Voice”, un frame del nuovo film di Pedro Almodovar

La nota sul film di Pedro Almodovar

Una donna guarda passare il tempo accanto alle valigie del suo ex amante (ci si aspetta che l’uomo ritorni a prenderle, invece non arriverà mai) e a un cane irrequieto che non capisce di essere stato abbandonato dal padrone. Due esseri viventi affrontano l’abbandono. Nei tre giorni di attesa, la donna esce in strada solo una volta, per acquistare un’ascia e una latta di benzina, e passa da uno stato d’animo all’altro: dall’impotenza alla disperazione e alla perdita di controllo. Si trucca, indossa vestiti eleganti come se dovesse andare a una festa, medita di buttarsi dal balcone, finché il suo ex amante non le telefona. Lei però ha perso conoscenza, ha preso un mix di tredici pillole e non può rispondere. Il cane le lecca il viso fino a quando la donna si risveglia. Dopo una doccia fredda, tornata in sé grazie a un caffè nero come i suoi pensieri, il telefono squilla di nuovo e questa volta riesce a rispondere. L’unica voce però è la sua: quella dell’uomo non si sente mai. All’inizio la donna finge di essere calma e di comportarsi in modo normale, ma è sempre sul punto di esplodere contro l’ipocrisia e la meschinità dell’altro. The Human Voice è una lezione morale sul desiderio, anche se la protagonista si trova proprio sull’orlo dell’abisso. Il rischio è una parte fondamentale dell’avventura di vivere e di amare. Il dolore è molto presente nel monologo; come ho detto all’inizio, il film descrive lo smarrimento e l’angoscia di due esseri viventi tormentati per la mancanza del loro padrone.

 

valeriagennaro@alpifashionmagazine.com

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Valeria Gennaro
Giornalista, insegnante, fashionista e cultrice della materia in storia del cinema con la passione per la moda, i bijoux e la social communication. Laureata magistrale in Teoria e filosofia della comunicazione e laureanda in Scienze filosofiche. Neuro Linguistic Programming Master Practitioner. Collabora con "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed è caporedattore del giornale "Alpi Fashion Magazine"

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