I primi voli spaziali in assenza di gravità sono previsti per questo Natale. Fra 5 anni apriranno gli hotel suborbitali. Tanto vale prepararsi al turismo intergalattico con l’abito giusto, avrà pensato Eugenia Lejos (1987), autrice della collezione “Proto3dype”.
Cinquant’anni dopo che Armstrong ha battezzato il suolo lunare, e dopo che un gran numero di stilisti si è misurato nella “moda spaziale”, nel suo piccolo la giovane stilista e illustratrice spagnola prova ad anticipare come vestirà la donna del futuro.
Lo fa immaginando sperimentazioni materiche, sullo sfondo di un immaginario che spazia dalla grafica frattale, al mondo dei graffiti, fino alle nuove frontiere della bio ingegneria. Il tutto, condensato in forme purificate e astratte, che sembrano parlare un alfabeto alieno.
La collezione accosta abiti ricoperti di stampe digitali ad alta risoluzione, gioielli in poliammide creati con stampanti 3D, accessori con pellicole olografiche e body pieces in cuoio nero, damascati con taglio laser.
Nella fantasia della Lejos c’è posto per il guardaroba della futura umanità. Persone libere nei movimenti, forse astronauti, con abiti che un giorno fluttueranno intorno al corpo. Sicuramente la sua immaginazione passa attraverso la tecnologia. Vedremo come saprà sfuttarla.
Foto via eugenialejos.com
Fonte: Lanciatrendvisions.com
























