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New Style: Carolina Emme

“Il miglior accessorio è il sorriso. L’eleganza sta nei gesti, sta nel proprio modo di porsi e tutto ciò che è fortuna è dato dal nostro modo di guardare il mondo con positività”, questo mi ha letteralmente colpito di Carolina Emme, stilista emergente che vive a Cagliari.

Carolina Angius (1)

Un accessorio o qualsiasi dettaglio di un abito non riuscirà mai ad eguagliare il potere delle cose semplici, capaci di arreccare quel valore aggiunto che solo quando non ci si prende troppo sul serio siamo in grado di stupire.

Carolina Angius (3)

Ecco che Carolina dedica tutte le sue creazioni alla donna di tutti i giorni, quella che si alza ogni giorno alle cinque, alle sei o alle sette per adempiere ai propri impegni quotidiani. Per farlo è necessario indossare qualcosa di comodo che non significhi puramente uscire di casa con una tuta da ginnastica. Qualcosa al quale è necessario poco tempo, ma che poi il risultato sarà in grado di far star bene chi lo indossa e meravigliare.

Carolina Angius (4)

Le piacerebbe vestire persino la più grande diva di hollywood, ma il proprio ruolo importa poco. Ciò che conta davvero, in fin dei conti, è il tipo di fisicità, il tipo di bellezza che stupisce, il proprio modo di non prendersi troppo sul serio.

“C’è sempre questa punta di vintage, di romanticismi. Un ritorno alla pudicizia: un mostrare meno per far sognare di più, per lasciar immaginare. Mostrare meno ed essere comunque attraenti, perché alle volte non c’è bisogno di mostrare tutto per dimostrare quel che si è. Meno impariamo a dimostrare e più gli altri vorranno in qualche modo sapere di noi, della nostra personalità che proprio perché non totalmente svelata lascia quel trapelo di mistero sottointeso”.

Carolina Angius

È questo il senso del lavoro di Carolina. Dedicare il proprio tempo lavorativo a qualcuno, importa poco, perché quando al suo interno vi sono dei temi centrali come quello del mostrare, della semplice eleganza tutto è come finisse in secondo piano. Bisognerebbe in qualche modo imparare ad amarsi, ad accettarsi. L’eleganza sta proprio in questo modo di essere più che apparire, di non voler dimostrare nulla anche se qualcosa lo stiamo dimostrando: la nostra compattezza emotiva.

“Il mio stile è quel qualcosa che mi spinge a fare le cose di testa mia senza mai prendere troppo sul serio il giudizio degli altri. Soprattutto sul fatto di “togliere” i fronzoli. Mi piacciono i dettagli, ma devono essere pulti.Io sono più per rendere un abito il più semplice possibile. Nel momento della progettazione ne curo tutti i particolari: come indossarlo, lavarlo, stirarlo. Tutta la manuntezione dell’abito deve essere semplificata al massimo, perché comunque viviamo nel 2015. Magari la mia anima è appassionata di XIX secolo? Le esigenze di oggi sono diverse e bisogna per lo meno contestualizzare. Perché viviamo in un mondo in cui ti alzi alle 6 del mattino e corri, fino a mezzanotte. Per fare questo hai bisogno di vestire più comodo possibile ma soprattutto di imparare a dosare il tempo. Ecco perché creo qualcosa di semplice ed elegante, comodo ma che allo stesso tempo te lo infili,allacci due bottoni, tiri una zip e sei pronta, senza richiedere troppa “manutenzione”.

Carolina Angius (6)

La prossima collezione inverno sarà prevalentemente “no stiro”. Al lavaggio nessuna piega, nessuna stropicciatura. Pronta da indossare senza stirare”.

Il concetto di tempo è un comune denominatore per tantissimi creativi, ma soprattutto per chiunque che non vuole che il proprio non sia dedicato oltre che ai consueti impegni di lavoro e studio, a tutto ciò che amiamo e che ci fa stare bene tra le cose più semplici forse, o le più complicate. Non importa.

Dedicare il proprio tempo a ciò che ci fa stare bene dovrebbe essere non meno che il plus ultra di qualsiasi stile di vita. Ecco perché le continue indecisioni davanti all’armadio o allo specchio al mattino non sono altro che dei modi per allontanarci da tutto questo. Per di più il nostro continuo districarci tra preparare un’insalata per pranzo, un dolce per merenda, lavoro, leggere un libro o scrivere su la lista della spesa e andare infine al supermercato implica una tale pace interiore che poi andrà a riversare sulla scelta di ciò che indossiamo:

Un vestito leggero e un paio di converse (Il tacco nella sacca per l’aperitivo serale).

Stefano Fiori

Photos: Gabriele copez
Location e dolci:
Cocodi il dolce e il salato, via Santa Margherita 9, Cagliari

Abiti: Carolina Emme
su facebook: www.facebook.com/CarolinaEmme
Model: Carlotta Spiga

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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