“Il potere confessa i suoi segreti”, enigmatica frase chiave di un’opera cinematografica che non può dare risposte. Tutto è sospeso su un piano metafisico, in una realtà chiusa in un  luogo  dove si scontrano il potere terreno di alcuni potenti politici e la dimensione spirituale e ultraterrena di un frate certosino.

“Le confessioni” scritto e diretto da Roberto Andò, si presenta come un inaspettato thriller politico, lontano dagli stereotipi narrativi classici di genere, un film a se stante, poetico nella narrazione e fuori dal tempo, eternamente  sospeso tra dimensioni reali e spirituali. I dialoghi e i gesti sono ridotti all’essenziale, frammentati  in un contesto in cui prevale unicamente il dubbio. Il potere, inteso come ragion di stato, cerca giustificazione e assoluzione dalla fede attraverso il segreto della confessione, e la fede tutela la verità, seppure celata in un precario equilibrio costante.

“La confessione che ognuno può farsi a se stesso è: che linea sto seguendo?  – P. Favino“

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La trama:

Tutto ha inizio in un lussuoso resort immerso in un luogo non specificato della Germania, dove sta per avere inizio un importante summit del G8, in cui i ministri dell’economia dei cosiddetti stati industrializzati stanno per varare una pesante manovra economica “lacrime e sangue” che metterà a dura prova alcuni paesi dell’Unione Europea. Alla riunione presenzia anche Daniel Roché (Daniel Auteuil), direttore del “Fondo Monetario Internazionale” con alcuni invitati: una famosa scrittrice di libri , una rock star e Salus (Tony Servillo), un dubbioso frate italiano votato al silenzio. Un episodio drammatico viene a turbare gli equilibri tra i partecipanti  all’interno del lussuoso albergo, la misteriosa e tragica morte di Daniele Roché, avvenuta poco dopo la confessione con il silenzioso Salus (che porta sempre con sé un piccolo registratore per captare i suoni della natura). Suicidio o omicidio? Come comunicarlo al mondo esterno? La riunione viene sospesa ed inizia a circolare tra gli otto ministri presenti il dubbio e la conseguente paura, riguardanti la presunta venuta a conoscenza della terribile manovra economica  pronta ad essere varata da parte del monaco certosino durante le confessioni e scritta su una lettera da non aprire. C’è un mistero che non è più tale per l’inafferrabile ed enigmatico Salus, ma il segreto della confessione impone a lui il silenzio; i ministri del G8 vacillano tra incertezze, sospetti e rimorsi e lo stesso Salus, custode di un enigma che divide le opinioni dei ministri  vede crescere il pericolo costante per la sua incolumità.

“Gli economisti stentano ad immaginare il mondo che creano! – R. Andò”

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I retroscena del film:

Andò dopo aver ricevuto ottime critiche e successo di pubblico con “Viva la libertà” (in cui si avvalse di un ruolo importante ricoperto da T. Servillo) rilancia in modo incisivo il tema politico internazionale e ambienta il set per le riprese all’interno di un grande hotel, estremamente lussuoso, sito nella località tedesca di Heiligedamm, adatta per una sceneggiatura variabile nelle situazioni attraverso un continuo alternarsi di riprese tra interni ed esterni dove prevale l’immobilismo dei personaggi, situazioni facili da ricollegare per l’atmosfera del recente “Youth” girato interamente in un resort per la regia di Sorrentino. Ad ogni modo l’idea del regista resta quella di fare leva sulla netta contrapposizione tra i poteri economici e l’etica religiosa, mettendo a nudo e isolando in modo considerevole la realtà sociale delle agiate classi politiche, lontane dai problemi reali dei cittadini di tanti paesi, immersi in una bolla del nulla e condannati a governare il caos generato dalla  ricerca costante di un equilibrio tra ragione di stato e consenso religioso. Lo sgomento per l’accaduto, rappresenta, per la classe dirigente, una  nuova presa di coscienza in previsione di pesanti manovre economiche imposte dall’alta finanza (a loro modo giustificate) e il vero catalizzatore morale tra energie positive e negative è rappresentato in modo incontrovertibile da frate Salus in grado di spiazzare e sgretolare ogni certezza attraverso il silenzio tra gli spietati politici calcolatori. Il personaggio è interpretato in modo sorprendente da un insuperabile Tony Servillo, dopo una ponderata assenza dal cinema che lo conduce ad una naturale considerazione di grandi ruoli da ricoprire, come quest’ultimo, studiando in modo attento gli atteggiamenti e le usanze dei monaci certosini, su cos’è morale e cosa è immorale.

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“La democrazia è una menzogna, i politici degli illusionisti”

Oltre a T. Servillo e D. Auteuil, il cast stellare di “Le confessioni” (una coproduzione italo/francese) di Andò gode della partecipazione di attori di nota levatura come: Pierfrancesco Favino, Lambert Wilson, Connie Nielsen, Marie-Jose Croze, Moritz Bleibtreu. Per una produzione “Bibi Film” e “Barbary Film” con “Rai Cinema”, distribuito dalla 01 “Distribution”. Il film è impreziosito dalle note del maestro Nicola Piovani seguendo lo stile tradizionale di un’intera orchestra utilizzata per la colonna sonora.

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“Un film difficile nel contesto ma di interesse attuale per gli svariati punti di vista affrontati: etici, economici e religiosi”.

Antonio Gentile

 

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