I tarocchi sono un potente mezzo attraverso il quale si abbattono ogni limite e confine. L’alchimia che si crea, si trasmette tra chi legge le carte e le carte stesse: il nostro pensiero così veicolato, si trasforma in un onda che penetra il tempo e lo spazio. Si ha la convinzione che se non si vivono certe esperienze, si perda una lezione di vita: oggettivamente è così, ma non sempre… Mi spiego: se tutto quello che siamo fosse solo quello che facciamo, sarebbe davvero riduttivo. Sarebbe come a dire, che solo quello che vediamo concretamente, ci da un valore aggiunto. L’esempio più lampante è che noi siamo realmente ben oltre di quello che crediamo di essere. L’esperienza esterna serve senza dubbio, ma esistono casi dove questo bagaglio fa già parte di noi. Analizzando le persone con gli Arcani, ho potuto vivere vite non mie, provare emozioni che non mi appartenevano. Un vero confessionale dentro il quale ho ritrovato me stessa, come esperienze lontane da come sono. Esistono, per paradosso, persone laureate che han girato il mondo, convinte che sia quello il modo giusto per apprendere, che di fronte a soggetti fragili, chiusi con una vita limitata da fattori esterni, si credono più completi. Niente di più sbagliato: ho visto casi di persone malate e costrette all’immobilità da sempre o peggio, vissute in ambienti ostili, avere una conoscenza profonda, ed inspiegabile della vita in ogni senso. L’insegnamento, alla fine, è solo dentro di noi, ed i Tarocchi vedono ciò che siamo davvero: senza limiti e confini, che certe mentalità mettono come barriera, alla fine verso loro stessi…
Stefania Merello
Ph. L. Grassi






