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Giornate Europee del Patrimonio: i sentieri storici lucani

Quale migliore occasione se non le Giornate Europee del Patrimonio del 23 e e 24 settembre per organizzare alcune giornate di studio e di approfondimento storico- scientifico che aiutino a comprendere il valore di una inestimabile eredità che le civiltà antiche ci hanno tramandato.

Un pomeriggio dedicato alla conoscenza dei sentieri storici lucani, questo è il leit motiv dell’iniziativa che il Polo Museale della Basilicata, assieme ai Club Unesco del Vulture, di Bisceglie e di Cerignola, ha organizzato con l’aiuto di altre partnership per valorizzare il patrimonio storico, archeologico e paesaggistico non solo della Basilicata ma anche degli altri territori limitrofi.

L’obiettivo è stato quello di intavolare una discussione  sulla costruzione di una rete topografica, culturale ed urbanistica dei siti nevralgici del Mezzogiorno, creando un percorso di conoscenza, di tutela e di fruizione che renda il bene culturale oggetto di studio; una fonte storica da cui poter risalire alle origini dell’uomo. Attraverso una ricostruzione delle diverse tappe storiche che hanno attraversato i secoli è possibile trasformare questi topoi in luoghi in cui prendono vita oggi le relazioni umane.

Durante l’incontro che per esigenze di organizzazione è stato diviso in tre parti (i saluti delle istituzioni, gli interventi dei relatori e il dibattito libero tra  i vari club UNESCO) è emersa la necessità imprescindibile di fare rete tra i territori e superare  i campanilismi per perseguire un intento comune: riconoscersi pienamente nel patrimomio storico-culturale, archeologico e paesaggistico, e viverlo come un bene essenziale ed identitario. L’ideale quindi è riuscire a coniugare la vocazione turistica e la sua fruibilità che passa attraverso la conservazione, la manutenzione e il recupero di un patrimonio che altrimenti rischia di andare perduto. Ed è proprio in questa direzione che procede la Convenzione Faro presentata dal Ministero ai beni culturali al Consiglio d’Europa e che porta in auge il concetto innovativo di patrimonio come eredità non solo da preservare ma anche da valorizzare e rendere fruibe, con il contributo di istituzioni, CNR, enti di ricerca ed Università.

Durante il convegno è stato notato quanto sia stata) quanto sia importante per lo sviluppo del patrimonio del Mezzogiorno la sinergia tra l’Università del Salento, di Foggia e della Basilicata per la realizzazione di un corso di laurea interateneo in Scienze antropologiche e geografiche per lo sviluppo dei territori.

Presente all’incontro anche il Sottosegretario MIUR, Vito De Filippo che ha parlato delle enormi potenzialità della Basilicata, della potenza culturale di Matera e della necessità di avviare in un territorio di resilienza una operazione culturale di riconoscimento della memoria non come erudizione ma come prospettiva che guarda in avanti, verso il futuro.

In questa cornice ideata dal MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo) in sinergia con l’Unione Europea, al Castello “Pirro del Balzo” di Venosa, a partire dalle ore 16 profili istituzionali, esperti, archeologi, ricercatori e professori universitari si incontrano per confrontarsi su quattro temi fondamentali:
Tracciati storici tra esigenze di tutela e problemi di evanescenza“, con Romina Pirraglia, Funzionario archeologo alla Soprintendenza dell’Archeologia, delle Arti e del Paesaggio della Basilicata. La prof.ssa Pirraglia ha posto l’attenzione sul percorso legislativo che ha contribuito dal 1976 al 1981 a definire concretamente il concetto di “tratturo” in stretta connessione con la rete viaria tradizionale e il patrimonio storico.

A seguire “Il recupero della rete tratturale: Recenti esperienze pugliesi“, con la relazione di Saverio Russo, Docente di Storia moderna all’Università di Foggia; ed ancora
Conoscere e Vivere il paesaggio antico: le strade romane in Basilicata“, con Maria Luisa Marchi, Docente di Topografia antica all’Università di Foggia.

La relazione del prof. Russo si è soffermata sulla ricostruzione della storia del suolo all’inizio dell’Ottocento, con particolare riferimento al catasto del ’29. A partire da un raffronto dei dati emersi nel corso degli ultimi due secoli fino ad oggi; è emerso un inquietante consumo del suolo, con disseminazione delle capanne e dei Comuni in stato di abbandono. Questi ultimi anziché volgersi al recupero del patrimonio culturale e paesaggistico hanno continuato ad espandersi e quindi a cementificare. Di qui la necessità di una legge sul consumo del suolo che attualmente è depositata in uno dei rami del Parlamento e che per ora risulta lontana dalla sua approvazione definitiva.

La prof. Marchi invece ha parlato dell’importanza dello studio della topografia, che attraverso una serie di immagini raccolte, ricostruisce la storia del territorio in base al modo in cui veniva attraversato, rivelando come la antiche strade attraversate dai Romani, come la Via Appia Antica, avessero un’origine preromana. Poi nel processo di romanizzazione questi percorsi hanno subito le influenze dei successivi insediamenti agricoli, delle Villae e di economie legate a determinati sistemi di produzione.

Durante la tavola rotonda si è parlato anche di Relazioni tra “Cultura e Natura” nello studio, definizione e conoscenza di alcune direttrici storiche in Basilicata, con Maurizio Lazzari, Ricercatore CNR IBAM e Vice Presidente Club per l’Unesco del Vulture. Il prof. Lazzari si è soffermato sui diversi approcci di ricerca, di studio e di sperimentazione della toponomastica locale e sul perché oggi sia difficile ricostruire i tracciati dei sentieri storici e le sue direttrici. Tante possono essere le cause: frane, alluvionamenti, colonizzazione vegetale etc., che hanno segnato l’interruzione della continuità fisica di questi itinerari, in quanto manca il tratto di storicizzazione. Il riceracatore CNR ha tracciato una serie di esempi di metodologie integrate applicabili, ad esempio, alla via Herculea. Altro strumento fondamentale per ricostruire la storicizzazione è il censimento di tutti i beni che insistono su ogni tracciato, evidenziandone le criticità. Ed infine, la digitalizzazione delle mappe potrebbe essere anch’esso uno strumento utile per recuperare la memoria di storicizzazione dei tracciati andata perduta. Infine, il Progetto del Vulture che racchiude il connubio tra “Natura” e “Cultura” trova una sua condensazione nella testimonianza materiale nel ripopolamento della città di Atella.

L’incontro è proseguito con la relazione di Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Beni Culturali e Turistici della Regione Basilicata sulle “Identità regionali e forme di valorizzazione del patrimonio culturale”. La Dr.sa Minardi ha relazionato sul Progetto che mira ad introdurre una strategia regionale di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale della Basilicata, attraverso la collaborazione di diversi attori sia privati che pubblici. Cosi’, in base alla legge sullo spettacolo n.37/2014 e alla cosiddetta “Legge Franceschini” sul patrimonio culturale, la Regione Basilicata ha introdotto un progetto di mappatura con i Comuni che consente di adempiere alle richieste di alcune informazioni, come la conservazione di un bene, la catalogazione, le modalita’ attuali di valorizzazione, l’ammontare delle risorse necessarie etc.

Dopo il riconoscimento del bene la mappatura andrà a programmare gli investimenti pubblici e privati, individuando 141 patrimoni “immateriali” della Regione Basilicata; 5 percorsi e 5 mappe. I cinque percorsi sono: quello del marketing e della promozione dell’immagine anche attraverso il cinema; quello demo-etno-antropologico; della Santità e del vissuto religioso; quello artistico ed infine storico.

Ed infine, “Itinerari normanni tra Campania, Puglia, Basilicata e Calabria“, a cura di Raffaele Nigro, scrittore e vicesindaco del Comune di Melfi. Nigro si sofferma sulla straordinaria bellezza di un patrimonio che testimonia la memoria di epoche e personaggi che hanno segnato la storia del nostro tempo; un patrimonio che dovrebbe essere reso accessibile e fruibile a tutti.

Per quanto riguarda i saluti istituzionali sono intervenuti Marta Ragozzino, Direttore del Polo Museale Regionale della Basilicata; di Francesco Mollica, Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata; di Giuseppe Vinci, Segretario Regionale MIBACT della Basilicata. Si continua con Daniele Melfitana, direttore CNR MIBACT; Maria Paola Azzario, presidente della FICLU (Federazione Italiana Centri e Club Unesco) e Vice Presidente EFUCA (European Federation for Unesco Clubs, Centres and Associations); di Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi dell’Uomo all’Università di Salerno e membro del Comitato Scientifico del Centro Universitario Europeo di Ravello; Paola D’Antonio, Assessore ai Sassi e Patrimonio Unesco del Comune di Matera. Ha moderato i lavori Rocco Brancati, giornalista RAI Basilicata e Presidente del CLUB per l’Unesco del Vulture.

Alle 19 si è svolto un breve un dibattito libero con la presenza dei Presidenti Club per l’Unesco del Vulture, di Bisceglie, di Cerignola. Sono intervenuti anche il Presidente di Legambiente Basilicata; Mario Musacchio, WWF Basilicata; e Vittorio Jacoviello, Delegato I. N. Vulture – Alto Bradano – Italia Nostra. I tre presidenti Club Unesco hanno presentato brevemente i loro progetti piu’ attuali; il Club di Bisceglie ha realizzato un recente volume “Dalla transumanza degli averi alla transumanza dei saperi”. Attraverso il recupero di un’attenta cartografia, gli studenti del liceo scientifico di Bisceglie hanno recuperato i percorsi dei tratturi. Il Club  Unesco di Cerignola invece ha ideato tra i suoi progetti nazionali un percorso in vista di Matera 2019 che unisca la figura tangibile ed intangibile di Federico II, tra castelli e scienza, astronomia e futuro. Un profilo storico che si lega a tutti i luoghi dove l’inperatore medievale ha vissuto in Basilicata e in Puglia (Melfi, Lagopesole, Foggia etc.). Infine il presidente di WWF Basilicata ha spiegato brevemente il progetto “I Sentieri del sentire” che consta di due parti; una realizzata in Val D’Agri e l’altra nel Senisese; e che prevede tre percorsi, tra natura, relax e prodotti. Ed infine -come rammentato dal Presidente Club per l’Unesco del Vulture- il progetto del Parco Letterario Oraziano a cui le istituzioni locali e regionale, su stimolo dello stesso club, stanno lavorando negli ultimi mesi.

Ed infine, Vitantonio Jacoviello ha posto l’accento su una qurstione davvero importante e delicata: la diffusione selvaggia dell’eolico e la contravvenzione da parte della stessa Regione Basilicata della legge che prevede la collocazione delle pale eoliche ad una distanza di 30 metri dai monumenti.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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