Il fenomeno della Gender-Fluidity prende varie direzioni influenzando non solo la moda ma anche il make-up, il mondo delle fragranze, l’arte, la musica e lo spettacolo; per non parlare dell’universo degli influencer dove i vlogger insegnano ai ragazzi come truccarsi e quali prodotti usare per la pelle. Questa evoluzione è la nuova sensibilità espressiva che dà il nome a questo cambiamento, un approccio differente all’immagine. Fatto sta che vede i Millennials e ancor i più la Generazione Z rifiutare i limiti imposti dalla differenza di genere reinventandone i modelli di stile.

Cosa vuol dire oggi essere Genderless? Improntare il proprio stile di vita sulla totale libertà. Per spiegarlo meglio, questo concetto contemporaneo oltre che essere una tendenza è anche una forma di pensiero che va oltre l’omosessualità: essere “Gender Fluid” significa identificarsi come né maschio né femmina, oppure entrambi, senza divisione di generi, mixando maschile e femminile ed esibendoli in base al proprio mood; “Non ci si identifica in un genere. Tu sei solo tu, sei una creazione speciale. Così la vedo io” questo è quanto dichiara la Pop Star Sam Smith in un’intervista riguardante l’argomento.

Marco Castellani

Parlando di moda, vi ricordate i jeans e l’underwear unisex di Calvin Klein? O la gonna da uomo tanto discussa di Jean Paul Gaultier? E ancora il make-up da uomo di Tom Ford o le collezioni di Thom Browne. Queste sono tutte testimonianze di creatività, dove la moda ha anticipato quello a cui stiamo assistendo ultimamente, ovvero una ridefinizione del maschile che si evolve fino a dar vita ad una vera e propria realtà di moda Genderless.

La giovanissima cantante Billie Eilish, che ha contribuito a cambiare il volto della moda, prestando la sua immagine per la campagna pubblicitaria della compagnia MCM Worldwide dichiara: “Indosso quello che mi va di indossare. Non ho regole prestabilite”; anche Alessandro Michele direttore creativo di Gucci in un’intervista dice: “Il modo in cui ti vesti è il modo in cui ti senti, il modo in cui vivi, ciò che leggi, le tue scelte”.  Ma spesso la reazione sull’aspetto femmineo di un modello, provoca ancora reazioni abbastanza ampie che vanno dall’ammirazione al disgusto, mentre quello androgino di una modella, ormai ci lascia indifferenti, allora giustamente l’attore Billy Porter ci fa notare: “Se una donna indossa i pantaloni dà un’immagine di potere, è forte, tutti la accettano ed è associata al patriarcato, ovvero all’emancipazione femminile. Ma nel momento in cui è un uomo a indossare un vestito da donna, diventa disgustoso. Insomma, ma cosa stiamo dicendo? Che gli uomini sono forti e le donne sono disgustose? Io non seguirò questo filo logico. Se sento di voler indossare un vestito, io indosserò un vestito!

Quindi femmina e maschio, gonna e pantaloni, rosa e celeste, queste distinzioni sembrano un concetto ormai antiquato e anacronistico; ho voluto discuterne con Marco Castellani, fotomodello new face promettente della moda, che ho avuto il piacere di fotografare proponendogli degli scatti sul tema dei vestiti e del posing che non hanno più sesso, e queste sono le sue riflessioni a riguardo:

Cosa hai pensato quando ti ho proposto di indossare i panni di un personaggio fluido? Ti sei sentito in imbarazzo?

Sono stato felice dell’opportunità che mi hai dato; prima di allora non avevo mai “osato” così tanto ed è stata di sicuro un’esperienza che aiuta a superare i propri limiti. Non mi sono sentito minimamente in imbarazzo, pur essendo consapevole che facendo questo servizio fotografico avrei potuto suscitare reazioni negative da parte di persone che ancora oggi non accettano il fenomeno Genderless ma mi si stava offrendo un’opportunità, quella di farmi conoscere dal punto di vista professionale e di mostrare il mio lato eclettico e versatile non legato ai soliti stereotipi.

È stato difficile mostrare davanti a una fotocamera il tuo lato femminile senza preoccuparti dei pregiudizi?

Sinceramente non è stato difficile, ho solo interpretato un ruolo che mi è stato richiesto mettendoci del mio, di ciò che pensa la gente non mi sono mai preoccupato. Nella mia vita privata sono libero di essere chi voglio, di vestirmi come voglio e di vivere la mia vita come voglio, forse è questo il motivo per cui sono riuscito con disinvoltura a posare in queste vesti senza pregiudizi.

Come reputi questa esperienza? Cosa pensi ti possa portare a livello lavorativo?

La reputo un’occasione speciale che mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco e di andare oltre agli stereotipi di genere, soprattutto mi sento al passo con i tempi e con le figure professionali a cui io faccio riferimento. Mi sono divertito, ho osato e ho posato in maniera eccentrica e “anticonformista”. A livello lavorativo quest’esperienza mi aprirà nuovi orizzonti e mi darà l’opportunità di farmi notare per eventuali altri progetti magari anche collaborazioni con Brand dal respiro internazionale come Gucci, Dior, Versace che io amo, portando la mia espressività sul set o magari perché no, anche sulle passerelle.

Il cambiamento estetico è indiscutibilmente in atto, troppo lento o forse no, ma i concetti di inclusione diversità e unicità, stanno trasformando l’idea stessa di bellezza maschile, allontanandosi sempre di più dai canoni estetici omologati. La mascolinità non dovrebbe essere definita dall’aspetto estetico, quindi basta restare aggrappati alle regole di genere, perché ad oggi il punto di vista dei giovani è questo: “Tutti possiamo” e la vera trasformazione è qui, dire di no alla mascolinità tossica.

Davide Nicoletti

Credits:
Art Direction and Photo: Davide Nicoletti
Model: Marco Castellani
MUA and Hair Stylist: Dalila Grazian
Location: Milan
Abito: Calvin Klein Collection
Cappello: My Bob
Scarpe: Marco Ferretti
Borsa: Chanel vintage
Foulard: Marilù

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Marina Greggio
Innamorata delle lingue e colleziono instancabilmente viaggi. Nel tempo libero scrivo, leggo, corro e mangio. Milano e Londra sono le mie due case, i due posti in cui il mio cuore si divide.

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