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catastrofe sullo ionio,
Disegno tratto dal racconto Catastrofe sullo Jonio, foto di Giusy Tolve

Filippo Radogna presenta i suoi racconti sospesi tra ipertecnologia e mistero

«Mondi utopici sospesi tra passato e futuro, ipertecnologia e mistero» sono quelli raccontati dallo scrittore e giornalista materano Filippo Radogna nella sua antologia L’Enigma di Pitagora e altre storie che raccoglie diciassette racconti visionari dell’autore,  e sarà presentata nella Città dei Sassi, giovedì 28 settembre, presso l’Istituto tecnico agrario “G. Briganti”, nell’ambito della manifestazione letteraria internazionale Women’s fiction festival. Oltre all’autore, moderati dalla giornalista Sissi Ruggi, interverranno il dirigente scolastico Gianluigi Maraglino, lo scrittore Donato Altomare nonché presidente della World Science Fiction Italia, Francesco Cellini, direttore scientifico della Metapontum Agrobios e la responsabile delle relazioni esterne di Altrimedia, Gabriella Lanzillotta.

L’ambientazione dei racconti di Radogna è tutta lucana, e si svolge negli scenari della millenaria Città dei Sassi, l’altopiano delle Murge e le rive dello Jonio, mare che evoca l’antica mitologia. Una nuova chiave di lettura del territorio apprezzata dalla comunità del fandom fantascientifico,  anche questo ha portato lo scorso anno l’autore materano a vincere il Premio Italia, nella categoria su pubblicazione amatoriale, con il racconto fanta-noir L’enigma di Pitagora che ha dato infatti il titolo alla sua raccolta.

disegno tratto dal racconto La Racensione, foto di M. Taccardi

«Sono felice di  presentare l’antologia al WFF nell’ambito degli incontri con le scuole – spiega l’autore  – con l’organizzatrice del festival, Maria Teresa Cascino, e con l’editore di Altrimedia, Vito Epifania, abbiamo scelto l’Itas in quanto nell’antologia sono presenti racconti come “Il Grano di Dio” che toccano temi come l’ambiente, il futuro e le biotecnologie».

disegno tratto dal racconto Lesak, foto di G. Tolve

E proprio su Il grano di Dio  il responsabile dell’Itas, Adriano Santulli, insieme alle docenti di lettere Anna Fantini e Marianna Loponte stanno predisponendo un programma didattico interdisciplinare per realizzare un cortometraggio con gli studenti. «È nostro interesse – dichiara l’editore Vito Epifania dopo le positive esperienze con i noir ambientati a Matera, provare anche con la fantascienza lucana. Ci siamo già inseriti in questo genere letterario con l’antologia “Rosa Sangue”. Con Radogna, che propone una letteratura di idee al contempo avvincenti e divertenti – aggiunge  l’editore – proseguiamo fiduciosi sulla strada del genere fantastico».  L’antologia – si ricorda – prossimamente sarà presentata anche nel capoluogo lucano e a Taranto.

Dal racconto Nicolaus il robovampiro

Un paragrafo tratto dal racconto fanta-horror Catastrofe sullo Jonio

Una misteriosa leggenda narra che in un giorno di luna piena un potente  tsunami distruggerà Metaponto, la causa sarà una creatura mostruosa incarnata nel corpo di una bellissima donna. Sarà il reporter dell’occulto Ennio Bini  che ancora una volta  affronterà e sconfiggerà un male remoto e subdolo

 …..Il canto della sirena 

Le  sue mani magre e curate  avevano unghie lunghe e lucide di un viola scuro. Si chinò e sfilò il medaglione al pescatore. Fu un frangente, come  fosse l’inizio di un sortilegio. I suoi occhi si accesero. Mi guardò ipnotica e il respiro si fece profondo e veloce. Superava ogni mia barriera spingendosi sottile nelle mie cavità cerebrali. Cercavo di mantenere fermo il controllo della mente sul corpo e attive le mie capacità di discernimento. Ma ero irretito. Poi dalla gola emise una vibrazione indecifrabile che si fece via via cantilena. Non distinguevo le parole ma sembrava una filastrocca al rovescio in una lingua antica, evocatrice di un passato ancestrale. Una nenia ammaliatrice irresistibile e sensuale  mi calamitava insidiosa verso lei. Il tempo si dilatava. Una pressione diabolica e carnale si impadronì di me. Ero in stato confusionale e la desideravo. La tirai a me, la baciai avidamente e le scoprii le spalle ben tornite. La baciai ancora sul collo e poi sul seno fiorente, soffice e appuntito. Fu l’ultima cosa che feci prima di vedere tatuata sulla sua pelle una figura spettrale. Era la maschera del Male assoluto con il corpo di un essere marino che pareva attorcigliarsi agitato dal respiro sempre più concitato della donna. Tutto si fece indefinito. Il canto si era fatto cupo al modo di un pianto funebre. Lei era aggrappata a me e avvertii le unghie affilate che mi laceravano la schiena. La voce divenne agghiacciante, il lamento ossessivo. Tentai di divincolarmi. Una vertigine mi inghiottì precipitandomi nell’oscurità.

             Valeria Gennaro

Di Valeria Gennaro

Giornalista lucana, consulente di comunicazione, web designer e cultrice della materia in storia del cinema, con la passione per la moda, per i bijoux e per la social communication. Laureata magistrale in Teoria e filosofia della comunicazione e laureanda in Scienze filosofiche.

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