Il regista Luca Guardabascio ha presentato a Salerno “Credo in un solo padre”, film contro la violenza sulle donne, in attesa di portarlo in tutta Italia

Il film “Credo in un solo padre”, opera prima del regista Luca Guardabascio, è stato presentato il 14 giugno al Cinema Teatro San Demetrio di Salerno, con la partecipazione del cast e l’introduzione a cura del regista. Grande partecipazione da parte del pubblico, che ha mostrato interesse verso quest’opera impegnata contro la violenza sulle donne.

Credo in un solo padre

La pellicola, che a breve verrà portata in giro per l’Italia, vanta un cast d’eccezione, in cui vediamo Francesco Baccini in veste di attore e autore delle musiche, i protagonisti Massimo Bonetti e Anna Marcello, pluripremiati a Los Angeles e Toronto, Giordano Petri e Claudio Madia. E dei comprimari d’eccezione, tra cui il leggendario Flavio Bucci, qui alla sua ultima interpretazione, Anna Rita Del Piano, Cloris Brosca, Aldo Leonardi, Tony Palma, Simone Gentile, Giuseppe Elia e i piccoli Yuri, Sveva Rosa e Denis Tuozzo.

Alla presentazione ha preso parte anche l’attore salernitano Kevin Capece.

Credo in un solo padre – La produzione

Credo in un solo padre

Luca Guardabascio

Prima della proiezione, il regista Luca Guardabascio ha ringraziato il direttore del Cinema Teatro Rodolfo Giuliano e ha precisato: «Il film parte da lontano, da un libro di Michele Ferruccio Tuozzo, che si chiama “Senza far rumore”, ispirato purtroppo a una storia vera. La storia di un nonno che abusò prima della nuora, e poi della nipotina di soli quindici anni.

Noi abbiamo attualizzato quella storia, che è accaduta negli anni ’80-’90, e l’abbiamo resa moderna. Sembrava una storia remota fino a tre anni fa, quando stavamo sul set, ma adesso purtroppo quello che raccontiamo nel film, che avveniva in un contesto agricolo-pastorale, succede sempre di più nelle case, e il Covid ha anche aumentato questo disagio uomo-donna. Oggi ho sentito che c’è stato un altro femminicidio, e sono tantissimi ogni anno.

«Il nostro è un grido, un grido soprattutto di comprensione, di empatia. Il film è stato fatto anche e soprattutto per far capire ai vicini di casa che devono parlare, perché chi sa deve parlare per le persone indifese, e solo così saremo una società migliore. La produzione è stata molto complicata, molto lunga, soprattutto perché in epoca Covid non è stato facile montare, ma è stata una bella esperienza.

È valsa oltre 20 anni di scuola di cinema perché ho fatto tutto, dalla produzione alla distribuzione, con amici, tra cui Domenico Elia, Gigliola Pessolano, Stefano Misiani, con un cast straordinario. Voglio ricordare Massimo Bonetti, Anna Marcello, Giordano Petri, Annarita Del Piano, le musiche di Francesco Baccini, ma soprattutto l’ultimo film di Flavio Bucci, che per me è stato uno “zio” buono, selvaggio, che mi ha dato tantissimo».

I personaggi

Credo in un solo padre

Anna MArcello

Anche l’attrice protagonista Anna Marcello, pluripremiata a Toronto e Los Angeles, ha spiegato che «Non è stato facile interpretare un ruolo così complesso, perché interpretare un ruolo che va a toccare delle tematiche molto forti e  soprattutto reali e attuali non è mai facile per un attore.

Quindi c’è stato tanto lavoro, che è stato fatto dietro questo personaggio per riuscire realmente a toccare questa sofferenza per trasmetterla nel modo più veritiero possibile. Io sono di Castellammare di Stabia, e ho conosciuto Luca [Guardabascio, n.d.r.] quando, tre giorni prima delle riprese, era incerto sulla protagonista del film, aveva dei dubbi. Vide delle mie foto, e disse “Voglio vedere lei subito”. Io dovevo fare un altro film, ma rifiutai: quindi è stata tutta una coincidenza, una di quelle cose che devono accadere».

Credo in un solo padre

La trama

Attualmente, il film è vietato a minori di 14 anni. In un’imprecisata località tra Campania e Basilicata, la vita di una famiglia è costellata di violenza domestica quotidiana. Giuseppe è un “padre padrone”. Violento. Dispotico. Feroce. Nel paese nessuno vede. Nessuno sente. Nessuno parla. Ma tutti sanno. E così diventano tutti complici di quello squallore, di quella schiavitù. L’indifferenza è più forte della loro coscienza.

Quando Gerardo, giovane padre di famiglia, emigra in Austria per guadagnare più denaro così da permettere una vita più agiata alla moglie e ai due figli, la donna e i bambini restano a vivere nella fattoria del suocero. Questa assenza sarà l’inizio di un incubo che porterà Maria prima e la figlia poi ad essere vittime di abusi di un orco senza scrupoli. Eppure si può e si deve uscire dalla spirale di violenza; le giovani generazioni devono ribellarsi e bisogna lavorare sulle coscienze di chi, da troppi anni, è sordo alle richieste di aiuto.

Per maggiori informazioni: https://it.ulule.com/senza-far-rumore/

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Maria Cristina Folino
Laureata in Pubblicistica e Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Salerno, specializzata in programmazione e gestione d'interventi per gli archivi e le biblioteche digitali, dal 2008 collabora con stampa locale e giornali online. Già docente di scrittura creativa ed esperta di comunicazione digitale, lavora come giornalista e content creator. Impegnata con l'associazione Felix Cultura e altre no-profit, ha vinto numerose competizioni artistico-letterarie a livello nazionale. In passato ha pubblicato una raccolta di poesie con Aletti Editore ("Ali di Gabbiano", Roma 2008) e due ebook, una fiaba e un saggio, con Edizioni Il Pavone ("Liberami da questo libro!", 2010 - "Tim Burton e il Catalogo delle Meraviglie", 2013). Su Instagram ha un account dedicato a libri e moda: seguila su @fashionreaders_books

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