La bellezza, l’unica a rimanere un fatto puramente elitario, per il quale chiunque venderebbe la propria anima al diavolo pur di apparire in un modo invariato e inchiodare la propria anima all’altare di Satana. Tutti i più grandi scrittori ne parlano, ed alcuni sono propensi nell’atto di creare realmente bellezza. Ma cosa è in fin dei conti che più ci piace, tanto da giudicarla oggettivamente, senza provare quella sensazione di stupore che ci sovrasta quando abbiamo di fronte qualcosa che provoca in noi qualcosa di inverosimile?

La bellezza non è semplicemente bellezza, e non va ricercata solo nella perfezione, nella simmetria, nelle cose completamente concordi, senza un filo di discordanza. La bellezza è quel particolare, quel dettaglio che non viene mai fin troppo bene apprezzato e rimane in disparte, come un bimbo che si è appena sbucciato un ginocchio giocando al calcio con gli amici della scuola.

Chiunque pur di apparire apparentemente bello è pronto a modificare il proprio aspetto, a modificare il proprio naso, o la propria bocca, a escogitare qualche piano per modificare le proprie forme.

Si cambia, è vero. Ma il cambiamento al quale dobbiamo aspirare non è quello fisico, ma quello dell’anima, intellettualmente parlando.

La grande Anna Magnani, attrice e donna Italiana del cinema Italiano e internazionale del secolo scorso, era solita rincorrere la stampa con frasi accattivanti del tipo, che lei non avrebbe mai voluto nascondere le sue amate rughe, poiché rappresentavano i segni di quello che lei stessa ha lottato per avere.

Col tempo che passa il nostro aspetto muta, ma noi non ce ne dobbiamo vergognare, perché è sintomo che in qualche modo abbiamo vissuto qualche anno della nostra vita, ed un capello bianco è semplicemente il simbolo di ciò che è trascorso.

I Giapponesi, popolo degno di tutta stima, sono soliti per tradizione colorare gli spazi che vengono fuori dal rimettere i pezzi di un vaso in frantumi, per evidenziare il fatto che quel vaso ha acquisito più di uno assolutamente vergine, una saggezza, un vissuto che gli da valore.

È proprio il valore della storia che rende tutto più affascinante, incredibilmente inimitabile. Dovrebbero costruire ponti tra ciò che è stato e ciò che siamo, per acquisire maggiore consapevolezza per ciò che vorremmo che fossimo.

Solo cosi a nessuno verrebbe mai in mente di cancellare i segni del tempo e della storia, e ridare cosi alla bellezza il valore che merita.

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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