In the name of your daughter” e “New neighbours” sono state le due pellicole cinematografiche encomiate. I film sono stati premiati dalla giuria di Amnesty International Italia e dagli attivisti che l’hanno composta. Il primo è un lungometraggio, il secondo un cortometraggio. Entrambi in linea con il messaggio dell’Organizzazione: la valorizzazione dei diritti umani, il rispetto e la solidarietà verso il prossimo.

Giffoni

La 49esima edizione del Giffoni Film Festival quest’anno è stata davvero ricca di sorprese. E tra queste la grande idea di dedicare il Premio Amnesty International Italia 2019 al film di Giselle Portenier In the name of your daughter“.

Giffoni
Giselle Portenier

Premiati al Giffoni le pellicole “In the name of your daughter” e “New neighbours”

Un omaggio a Vera Manco, attivista dell’associazione prematuramente scomparsa nel 2019. Un tema davvero importante, quello delle mutilazioni genitali femminili, che non poteva non colpire l’opinione pubblica. Né l’animo degli attivisti di Amnesty. A questo delicatissimo tema si è aggiunto quello del diritto all’istruzione. In paesi in cui questa viene bandita perché ritenuta una forma di emancipazione troppo scomoda. Il tutto raccontato con la straordinaria maestria di una camera di regia encomiabile, quella appunto di Vera Manco. Un invito al coraggio, ad osare per far valere la propria personalità. El contempo per aprire le menti di comunità troppo chiuse nelle loro convinzioni di verità.

L’altro film “New neighbours” per la regia di di Andrea Mannino, Sara Burgio e Giacomo Rinaldi ha ottenuto il Premio Amnesty International Italia Corto 2019. Dedicato a Lorenzo Cerrato, altro atti via di Amnesty scomparso nel 2018, il cortometraggio tratta il tema dell’intolleranza razziale con una straordinaria semplicità. La stessa che riesce a catturare i più giovani sensibilizzandoli verso un tema così importante. Il modo in cui è stato trattato oltrepassa ogni pregiudizio e invita a guardare la diversità umana con gli occhi genuini di un bambino.

Menzione speciale al cortometraggio “Brother” per la regia di Beppe Tufarulo, che racconta il tema della migrazione. L’abbandono della propria terra, anche a costo di andare incontro alla morte, è un fatto sicuramente drammatico, all’interno del quale però si intravede un speranza. La speranza di una vita migliore.

Start the change, Amnesty

Un tema quello della migrazione che è stato affrontato, assieme ad altri temi nel corso del festival grazie al progetto “Start the change!“. Un progetto curato da oltre 60 attivisti di Amnesty International di Salerno, Angri, Potenza e Caserta, assieme a 26.400 giovani e 1.300 docenti ed educatori provenienti da 12 paesi diversi europei.

Marianna Gianna Ferrenti

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