La tv e i social ne parlano troppo poco, ma il voto del 4 marzo segna una data importante per tutti gli italini. Se non l’hai già fatto, ti conviene informarti

Le elezioni politiche italiane del 2018 segneranno il rinnovo dei due rami del Parlamento – il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati – per questo, domenica 4 marzo sarà una data importante. È il momento di svegliarsi per esercitare un voto consapevole, altrimenti si rischia di non esprimere il proprio diritto e di risentirne negli anni a venire. Se sei una cittadina consapevole, avrai già le idee chiare. Se non ce le hai, te lo spieghiamo noi!

Cosa si vota?

Queste elezioni seguono allo scioglimento delle Camere, avvenuto il 28 dicembre 2017 per decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un breve anticipo rispetto alla conclusione naturale della XVII legislatura. Sì, hai capito bene: a dicembre, mentre ancora addentavi panettoni, entrambe le Camere sono state sciolte pochi giorni prima della fine dell’anno.

Il 4 marzo si voterà per l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori elettivi della XVIII legislatura. Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale italiana del 2017, soprannominata Rosatellum bis, che sarà applicata per la prima volta.

Sempre il 4 marzo si svolgeranno anche le elezioni regionali nel Lazio e nella Lombardia.

Nel Lazio, come riportato da RomaToday, i candidati sono attualmente:

  • Nicola Zingaretti, ricandidato dal PD e presente anche con Lista Civica Zingaretti Presidente (in cui confluiranno probabilmente i consiglieri del gruppo “Per il Lazio” provenienti da Sel)
  • Roberta Lombardi, candidata dal M5S
  • Sergio Pirozzi, candidato civico, sindaco di Amatrice
  • Stefano Parisi, del Centrodestra

In Lombardia, invece:

  • Attilio Fontana, candidato del Centrodestra con l’appoggio di Silvio Berlusconi
  • Giorgio Gori, del Centrosinistra, esponente del PD vicino a Matteo Renzi
  • Dario Violi, il “Di Battista lombardo” del M5S
  • Giulio Arrighini, candidato proveniente dalla lista Grande Nord della Lega Matteo Salvini, caldeggiato da Marco Reguzzoni e Roberto Bernardelli.
4 marzo 2018
Fonte immagine: https://www.miolegale.it/

Cos’ è il Rosatellum bis?

Come stabilito dalla legge 3 novembre 2017, n. 165 (“Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”),e dalla nuova determinazione dei collegi elettorali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (decreto legislativo 12 dicembre 2017, n. 189), il Rosatellum bis è un sistema misto maggioritario e proporzionale.

“Sistema elettorale maggioritario” è qualunque sistema elettorale che limiti fortemente o escluda completamente la rappresentanza della minoranza. Si basa solitamente sul collegio uninominale (ovvero un collegio che esprime un solo seggio, leggi qui), e in ogni collegio chi riceve più voti viene eletto, mentre tutti gli altri, anche se ricevono percentuali di voto importanti, vengono esclusi.

Il “Sistema elettorale proporzionale” è invece un sistema elettorale che miri a riprodurre in un organo di rappresentanza le proporzioni delle diverse parti dell’elettorato per risolvere le disuguaglianze di rappresentazione dei partiti che sorgono nei sistemi elettorali maggioritari, quando vi sono più di 2 forze politiche fondamentali o quando le circoscrizioni hanno dimensioni diverse. La proporzionalità può essere alterata in vari modi, e riducendola si combatte la frammentazione. Ciò può avvenire variando il metodo di assegnazione dei seggi, introducendo una soglia, o limitando il numero di seggi in palio in ciascuna circoscrizione (approfondisci qui).

Ecco, in estrema sintesi, perché il Rosatellum bis assume una configurazione mista che dovrebbe coniugare parte delle caratteristiche di entrambi i sistemi elettorali descritti.

Il Rosatellum bis

prevede quindi 232 collegi uninominali per la Camera e 116 per il Senato, ciascuno dei quali avrà il proprio vincitore.

Oltre ai collegi uninominali, ci sono i collegi proporzionali – 63 per la Camera, 34 per il Senato – che eleggeranno i restanti parlamentari, mentre 18 collegi sono i deputati e i senatori eletti nella circoscrizione Estero.

La legge prevede un unico candidato di coalizione e un listino bloccato legato a ciascuna lista: nessun voto è disgiunto. La ripartizione dei seggi dovrà garantire alternanza di genere.

I candidati

Partiti o i gruppi politici organizzati possono presentarsi come lista singola o in coalizione: ogni coalizione è unica a livello nazionale.

I partiti in coalizione devono presentare candidati unitari nei collegi uninominali.

Le liste devo presentare in ogni collegio plurinominale da 2 a 4 candidati, in un elenco numerato ed in ordine alternato di genere. Ciascuna lista deve presentare candidature in almeno due terzi dei collegi plurinominali della circoscrizione, a pena di inammissibilità.

Attualmente, i candidati alle elezioni politiche 2018 includono:

Movimento 5 stelle: i candidati con Luigi Di Maio

Centrodestra
Forza Italia: i candidati con Berlusconi
Lega: i candidati con Salvini
Fratelli d’Italia: i candidati con Meloni
Noi con l’Italia: i candidati con Fitto e Cesa
Energie per l’Italia: i candidati con Parisi
Udeur: i candidati con Mastella

Centrosinistra
Partito Democratico: i candidati con Renzi
I candidati della lista Insieme
Civica Popolare: i candidati con Lorenzin e Casini
Lista +Europa: i candidati con Emma Bonino

Sinistra
Liberi e Uguali: i candidati con Grasso e Boldrini

Altre proposte

Rinascimento – Vittorio Sgarbi
Potere al popolo – Viola Carofalo
Casapoud – Simone Di Stefano

Italiani all’estero
Il Movimento Maie di Ricardo Merlo ha presentato liste e firme per le circoscrizioni nordamericane e sudamericane di Camera e Senato. I candidati di Maie sono Merlo e Borghese (sudamerica), Viro e Sorriso (nordamerica).

4 marzo 2018

Come si vota?

La scheda che avrai tra le mani è una sola,  contenente i nomi dei candidati per i collegi uninominali e plurinominali. Sotto al loro nome ci sono i simboli della lista o liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale.

A quel punto hai due possibilità: tracciando un segno sul candidato all’uninominale, il voto viene esteso automaticamente alla lista e, in caso di coalizione, distribuito tra le liste che lo sostengono.

Ma la legge prevede anche le pluricandidature: ciascuna lista può presentare 1 candidato in un collegio uninominale e anche in massimo 5 plurinominali.

Nell’uninominale viene eletto chi prende un voto in più, nei plurinominali il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale, tra le coalizioni di liste e le liste che superano le soglie di sbarramento.

Ripartizione dei voti

I partiti in coalizione presentano 1 candidato unitario nei collegi uninominali – lo sbarramento è del 3% per le singole liste, 10% per le coalizioni. I voti dei partiti in coalizione che si attestano tra l’1 e il 3%, non riuscendo ad accedere al riparto, saranno assegnati al partito prevalente dentro l’alleanza; se, invece, non si raggiunge l’1%, i voti andranno persi.

Non esiste alcun premio di maggioranza, e non c’è la possibilità del voto disgiunto (la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella parte proporzionale).

Per ulteriori approfondimenti

Visita il sito web del Governo Italiano (http://www.interno.gov.it/it/elezioni-2018-italia-voto-4-marzo) e consulta i nomi presenti nelle liste in corsa. Con l’inizio della nuova legislatura, è necessario risvegliare il proprio senso civico operando scelte consapevoli mai “di pancia”, ma di testa, con buona pace dei disfattisti che si rifugiano nell’ignavia della rinuncia al voto. Perché anche non votare, si sa, è una scelta che provoca non poche conseguenze.

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