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Sanremo 2015 terza puntata

Ho come la sensazione che molto spesso, ciò che si desidera più al mondo sia potere per la propria anima. Solo se però si è abbastanza forti per superare qualsiasi cosa. Le persone sono come muri invalicabili quando cercano in ogni modo di ostacolare le tue scelte, non accorgendosi minimamente del dolore che scaturiscono.

Sopravvivere senza perdersi d’animo e combattere diventano gli unici tuoi comandamenti. Lungi dal credere che tu possa resistere tutta la vita, cerchi in ogni modo di ritagliarti i tuoi spazi e sorridere dei guai, pensando che domani sarà sempre meglio.

Vivere a questo punto diviene una sorta di plus ultra che utilizzi quando non puoi star fermo, e ti perdi nei suoi anfratti giocosi. Ecco perché credo nei bambini, perché hanno questa capacità di innata di andare oltre e fare pace con tutto e tutti. Se ne fregano del tempo che passa, consci o lungi dal credere che ne esista uno. Non vivono, volano felici. Perché forse la felicità la conoscono molto bene. Perché come in quelle filastrocche di Gianni Rodari che ci facevano imparare a scuola, tra l’ora di matematica e di Italiano, felicità fa rima con cercare in ogni modo di vivere senza pensieri. Di quelli che ci attanagliano, ci rendono la vita insopportabile.  Un inferno, come la canzone di Biggio e Mandelli, in questo festival.

Questo è il festival dell’anima. Delle sensazioni provate, per troppo tempo assopite per la paura encomiabile di riuscire ad emergerle, ma per fortuna rinvigorite.

È un ritrovarsi costantemente, per poi perdersi. La strada la conosciamo molto bene, ed è quella della storia, dalla quale in un destino già scritto non possiamo far altro che prendere successi, ma anche sconfitte che faranno da monito per il futuro.

“Da quassù si diventa più consapevoli, e si acquisisce più coscienza rispetto al nostro pianeta, ti mancano cose che probabilmente credevi banali ma per l’assenza di gravità non lo sono. Come fare una doccia, o persino lavarti le mani” ha commentato nel suo video saluto l’astronauta Italiana dell’Esa (European Space Agency) Samantha Cristoforetti, un’eccellenza del nostro Paese, ma soprattutto un orgoglio per un tutti ed un esempio per le nuove generazioni.

È proprio quando qualcosa ti manca che ne senti improvvisamente la mancanza. Un senso di smarrimento di percuote e non sai cosa sia. Quando ti accorgi sei amareggiato. Mosso da un sentimento di rabbia vorresti spaccare tutto. Quando ti accorgi che tutta la tua rabbia non può essere rimossa, piangi e ti viene voglia di amare. Dimostrare il bene che nasce dalla quotidianità.

Luca e Paolo nel loro matrimonio verosimile mi hanno fatto capire questo. La bellezza di sentirsi “casa”. fare dei progetti. pensare di adottare un bimbo. cambiargli il pannolino.

Basterebbe poco per stare bene. Una canzone, un monologo a teatro, un aperitivo tra amici. Ciò che ci fa stare bene, caso mai, è sempre quel qualcosa che manca, ma che non può essere raggiunto per vari motivi. Sarebbe meraviglioso se si potesse scegliere, come un cantante piuttosto che un altro al televoto. Chiama al 45***.  Scelgo Tizio piuttosto che Sempronio. Il gioco è fatto. E vissero tutti felici e contenti.

Basterebbe poco. Cantare una bella canzone, magari Se telefonando/ cover di Nek, o di altre dei tempi andati quando tutti sembravano più belli e felici. Ma è solo l’impressione delle fotografie in bianco e nero. Anche in passato avranno avuto le loro paure. Forse bastava realmente poco per rendere tutti felici. Una bugia al posto di un’amara verità.

Perché in fondo il tempo non esiste, esistiamo solo noi stessi. È sulle note di My tipe che tento di distogliere l’attenzione dal calore del divano. Verso la musica, i suoi messaggi che trapelano vivi dalle parole, ma soprattutto dalle persone, che come già sostenuto, danno vita al mondo.

Sanremo 2015 terza serata.

Stefano Fiori

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Stefano Fiori. Questo è il nome. Di solito non mi piace scrivere di me, la trovo pura esibizione di se stessi, ma è anche un modo per farmi conoscere ai lettori di ALPI FASHION MAGAZINE. Non mi reputo un ragazzo come tanti, e fin da piccolo ho coltivato l’idea che trascorrere del tempo con se stessi, con la propria individualità fosse un fatto affascinante, e da cui ne sto traendo qualche frutto. Scopri cose di te stesso, che probabilmente mai nessuno saprà mai. Impari che persino il silenzio ti entusiasma, ma non quanto il rumore, che insieme hanno la particolarità di avvolgere la sensibilità che ti sei creato nel tempo. I libri sono sempre stati il mio nutrimento, la mia più grande ispirazione. Mondi nel quale rifugiarsi e vivere quando non sopporti più l’idea di vivere in silenzi immensi. I libri sono colore, uno per ogni stato d’animo. Il sorriso la mia caratteristica. Non c’è una fotografia, un vecchio filmato nel quale io non sorrida. Sono sempre stato un bambino sereno, nel senso che la mia eleganza consisteva, fin da piccolo nel procedere a passi felpati, per paura di disturbare, persino a casa mia, quello che poi sarebbe diventato il più grande regno degli amori, più che di semplici affetti. Col tempo scrivere è diventato quel modo di colmare quei vuoti, nei quali dominava l’inconsistenza più assurda. Un modo per emozionarmi, e talvolta emozionare. Scrivere mi aiuta ad amplificare il dislivello tra l’essere e l’apparire. Ciò che mi definisce, almeno fino a questo punto è una sensibilità maturata col tempo, ed un amore per la bellezza, per l’arte, per i sorrisi. Mi piace pensare che queste tre cose siano collegate e possano in qualche modo rendere più autentiche in quanto più consapevoli le persone, che muovono il mondo e gli danno dinamicità e pregio, gli danno vita. www.newstilepublications.com

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