La lucana Rosangela D’Ambrosio aveva un sogno: aiutare il prossimo, i bambini in difficoltà. Un sogno che, divenuta l’angelo di Venosa, è riuscita a realizzare con l’aiuto di chi l’ha sempre sostenuta e di chi le vuole bene. Aveva 23 anni quando è salita in cielo, il 29 agosto 2009, per una causa particolarmente insolita (la sindrome della “morte bianca dei neonati”), ma il suo sorriso non si è mai dileguato. E piace immaginarla tra le nuvole e le altre creature celesti, mentre ascolta la voce dei più deboli e bisognosi di cure. E da lassù continua diffondere un messaggio di speranza. Rosangela oggi è più presente e viva che mai. Amava la vita, Rosangela, e la sua sensibilità continua a vivere non solo nel ricordo dei suoi familiari, ma in opere concrete.

E’ presente nella Fondazione a lei dedicata. All’inizio era un seme piantato dai genitori, familiari ed amici, ma poi è germinato grazie al nutrito sostegno dei numerosissimi donatori, che ogni anno aumenta trasformando questo seme in un frutto, in una pianta che germoglia e diventa sempre più rigogliosa.

Il Centro di accoglienza di Mawroh

Rosangela continua a vivere nella costruzione del centro che accoglie a Mawroh in India centinaia di bambini orfani che hanno bisogno di cura, protezione, aiuto ed istruzione; è viva nei due pozzi d’acqua che sono stati realizzati per garantire la potabilità.

Vive nel Progetto “Aiuto Bambini a Rangblang”, sempre in India, che permette a 400 bambini di ricevere per un anno, ogni 15 giorni, un chilo di riso e un litro di olio da ritirare nel dispensario, dove i bambini vengono vaccinati e pesati. Questi sono soltanto alcuni dei tasselli che dal 12 luglio 2010, giorno in cui nasce la Onlus, compongono il mosaico della solidarietà. Un mosaico che si traduce in atti concreti per rendere onore alle idee chiare della ragazza, dolce ma tenace, che aveva obiettivi perseveranti: garantire un futuro e una migliore qualità di vita ai sofferenti.

I progetti finanziati sono numerosi in Italia e all’estero. Tra questi, la Rosangela’s School Complex, in Zambia, che accoglie bambini di strada offrendo loro tutte le cure e l’amore necessario per affrontare il proseguo della vita e non solo dell’istruzione e della formazione; La costruzione, sempre in Zambia, della sala operatoria “Una speranza per l’Africa” per far nascere bambini sani da mamme malate di AIDS; il Rosangela Music Centre, un centro di musica e arte che accoglie i bambini sottraendoli alle inside della strada. E poi ad Haiti, la realizzazione di un Centro Giovanile dedicato a Rosangela, una struttura composta da sei aule per l’accoglienza dei ragazzi del dipartimento di Port de Paix, l’area più povera e depressa dell’isola.

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In Italia, la Fondazione Rosangela D’Ambrosio ONLUS, con sede legale a Venosa, in provincia di Potenza, e sede operativa a Milano, ha dato sostegno concreto all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, donando alcuni letti computerizzati ad altissima tecnologia, grazie ai quali i bambini ricoverati potranno godere di una migliore assistenza durante la terapia intensiva. Attraverso la solidarietà dei donatori, come descritto sul sito, è stato possibile la creazione di una nuova unità di Pronta accoglienza nel Centro Paolo VI a Casalnoceto (Alessandria) in Piemonte, destinata ad ospitare i minori di età compresa tra i 6 e i 17 anni, con gravi disagi psichici e fisici, che vanno dall’autismo alle psicosi infantili, ai disturbi di personalità. E ancora, la nuova area di degenza per piccoli pazienti chirurgici complessi presso il reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini “Buzzi” di Milano.

In questo plesso inoltre sono stati donati un polisonnigrafo e un nebulizzatore, strumenti utili per la terapia intensiva dei bambini affetti da patologie gravi e malattie rare. E sempre a Milano, all’Ospedale De Marchi, è stato donato un ecografo per diagnosticare precocemente l’Artrite Idiopatica Giovanile.

In ultimo, per ordine di importanza, la Fondazione Rosangela D’Ambrosio sta portando a termine un proposito che finalmente si sta realizzando proprio in Basilicata, la terra che Rosangela amava profondamente e che di sicuro avrebbe voluto veder compiuto: l’attivazione di una nuova Terapia Intensiva Pediatrica negli spazi della UOC presso il reparto di Neonatologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, un’area postnatale dedicata alla cura dei bambini affetti da patologie particolarmente complesse, che non afferiscono afferiscono più alla Neonatologia, ma non possono ancora gravitare nel nucleo della Pediatrica. Un progetto la cui notizia è stata diffusa anche dal TGR Rai Basilicata e che va ad aggiungersi alle altre iniziative sullo screening neonatale uditivo sostenute dalla Regione Basilicata ed attivate presso l’Ospedale San Carlo, grazie al sostegno delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera.

Tutto questo è stato realizzato grazie alla generosità delle donazioni, dei contributi on line e del cinque per mille che è stato anch’esso fondamentale per il coronamento del sogno di Rosangela. La Fondazione “Rosangela D’Ambrosio” garantisce correttezza del suo operato. Sul sito vengono descritte, progetto dopo progetto, con assoluta trasparenza le attività finanziate e le relative  rendicontazioni. Ad oggi le donazioni raccolte hanno raggiunto la soglia pari a € 1.039.436,00, ma tutti i volontari stanno lavorando affinché si realizzino nuovi obiettivi e progetti.

Marianna Gianna Ferrenti

Per maggiori informazioni visitare il sito http://fondazionerosangeladambrosio.org/

Per i dettagli sui progetti http://fondazionerosangeladambrosio.org/progetti

Per le donazioni http://fondazionerosangeladambrosio.org/donazioni/come-aiutarci

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