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Il viaggio del Nuovo Cipiglio

Sono migliaia i ristoranti e le trattorie che lavorano a Firenze, città vocata per tradizione al turismo, ma chi ha la sensibilità di capire i colori della Toscana e le antiche ricette ed essere in grado di  conoscere  le antiche storie del cibo della Toscana ha già effettuato un viaggio culturale su una terra famosa per il suo immenso bagaglio di sapori. Normalmente ogni locale assume la tendenza ad avere una sua personalizzazione, avere una identità gastronomica, sia di pesce che di carne, e quello del Cipiglio è soprattutto un viaggio nell’armonia, un filo rosso che lega il cibo, l’arte, il vino e la creatività, la costruzione di un percorso fatto di colori, una road map  di cultura del cibo e del vino.

Siamo ad un passo dal centro storico di Firenze, nella periferia borghese della città, fatta da bellissimi ed eleganti palazzoni primi ‘900, le botteghe ancora piene di gente, non soppiantate dai supermercati, dove ci si conosce tutti e la quotidianità degli incontri riesce a farti compagnia, quasi come un cane fedele al suo vecchio padrone, e, nella zona, c’è ancora un cinemino della Parrocchia vicina; il locale è situato in una piazza fuori dai viali, fuori dal traffico, quasi un oasi perfetta, una grande porta che si apre su un locale fatto di gente, di allegria e di sapori buoni.

Il Cipiglio si rinnova

Un viaggio  nel nuovo e fresco design del look del nuovo Cipiglio, creato da Marco Rogai padre di Bernardo, dove domina un allegro cicaleccio nelle stanze rinnovate dall’arredo e dai colori, il soft tortora e pelle nera per le sedute, alle pareti un  sofisticato studio sull’estetica del vino, le opere d’arte dell’artista Elisabetta Rogai, recente new entry nella nuova società del ristorante, eseguite con la sua tecnica EnoArte, inventata da lei con l’aiuto dell’Università di Firenze, che raccontano attraversi i suoi dipinti la storia del vino associata al territorio e alle sue tradizioni.

E le antiche scatole di legno, inedito packaging del vino, i nomi delle le cantine che appaiono in maniera irriverente  sulle scatole di legno attaccate al muro come libreria… o cantinetta? vecchie scatole, rarissime, che non ci sono più, scovate in qualche baule nella cantina della nonna, un tocco di allegria in un mondo serioso come quello delle cantine.

Primo attore le contaminazioni dall’estro della chef Tiziana Spano, la pizza, forse la più buona di Firenze anche senza battage pubblicitario, qui servita in maniera innovativa con il vino rosè invece della birra, ragazzi che sanno lavorare, con le mani e con il cuore, la chef Tiziana Spano, Tommaso, Bernardo ed Elisabetta con il marito Marco Rogai, che con il loro lavoro, la comunicazione ben gestita e la semplicità del loro progetto parlano con eleganza ai sensi con un menù da mangiare anche con gli occhi e che  dimostra la versatilità della giovane chef, carne e pesce,  ogni tipo di ricetta, dalla più semplice alla più creativa, non importa andare lontano al Cipiglio si parla anche di arte, cultura, ospitalità e bel pubblico.

 

Aperto la sera per cena presenta piatti toscani, tipici, ricette e sapori di casa, una cucina senza moda, senza personaggi, senza vanità, qui “non va di moda” la moda del momento di chef sempre alla ribalta, ma una cucina curata, ricercata, con proposte di pesce freschissimo, polpo, vongole, spada, branzini, l’impepata di cozze e poi la pappa al pomodoro, la ribollita, le lasagne al forno con il ragù… come va fatto… lo stinco, la tagliata, la carne migliore di Firenze e ancora… la pizza e i covaccini, oltre al pane fatto in casa su forno a legna, e poi i dolci “fatti in casa”… proposte, ricordi, calore di casa, ricette segrete e ormai dimenticate, di famiglie raccolte intorno al tavolo…

Come dice la chef Tiziana Spano: io amo  i  piatti della tradizione, piatti che non seguono mode e che sono sempre attuali.

Quello che mi sono posta per Il Cipiglio era di usare tutto il know how appreso per il mondo, dare un imprinting al locale, scoprire prodotti giornalieri, ritrovare i sapori di una volta, la pasta fatta in casa, le ricette della tradizione che sono la storia della nostra terra. Un posto particolare al nostro olio e al vino, alla magia e all’emozione che si prova davanti ad un piatto o ad un bicchiere di vino, alle emozioni dei cinque sensi che mettono in moto un “ricordo”   mentale che fa poi parte di noi stessi.

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Stanze senza tempo, flash di fiori e piante, fuori il dehor pieno di allegria e ordinato disordine  mentre si sta a tavola… è un viaggio, quello di questi quattro professionisti, in allegria e passione, ma anche grande sacrificio, attraverso la storia, la cultura, l’arte, la sapienza del fare, l’armonia dei colori e della materia, l’artigianalità del buon cibo dunque, quello che all’estero tutti ci invidiano, che fa parte delle cose belle della Toscana e dell’Italia intera, una Regione da vivere con il suo immenso bagaglio di sapori e colori.

TRATTORIA CIPIGLIO

Via Raffaello Lambruschini, 15r

50134 Firenze FI

Telefono: 055 490804

www.facebook.com/ristorantepizzeriacipiglio

Press: Cristina Vannuzzi

Crediti ph: Erika Moriani

Di Cristina Vannuzzi Landini

Nata a Firenze, residente a Firenze e New York, é esperta in comunicazione, ufficio stampa e merchandising. Già capo ufficio stampa per REL, la finanziaria per l'informatizzazione della PA sotto Enea e Ministero del Lavoro, già associata FERPI e all’Associazione Donne del Vino, ha svolto numerosi incarichi. Collaborazioni giornalistiche cartaceo e web: settori food and beverage, lifestyle, locali, eventi, fashion, cosmetica, interviste chef e vip. email: cristina.vannuzzi@gmail.com

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