Turni di lavoro duri e stretto contatto con il dolore e con la morte. La vita degli infermieri impegnati negli ospedali d’Italia, in particolare nei mesi più caldi dell’emergenza, è stata difficile e carica di rinunce, anche perché nelle corsie dei reparti destinati ad accogliere i pazienti affetti da Covid-19 non c’è stato un attimo di sosta. E, in modo particolare nel nord Italia. Ad ammalarsi, talvolta, sono stati pure gli operatori sanitari. Un rischio messo in conto che li avvicina a quella, che specie per alcuni di loro, è una vera missione.

Nicola De Marco, fra i coraggiosi infermieri in missione impegnati nella Task Force Nazionale per Covid

Sono tante le esperienze che meritano di essere raccontate, come quella di Nicola De Marco, infermiere lucano, originario di Sant’Arcangelo in provincia di Potenza. De Marco, che fa parte della Fondazione Don Gnocchi di Roma, ha iniziato la sua missione nel mese di maggio, a Genova, come infermiere per Covid della Task Force Nazionale della protezione civile. La sua esperienza è terminata solo alcuni giorni fa e il giovane è da poco rientrato prima a Roma,quindi a casa in Basilicata.

La storia di De Marco, il suo è stato un sostegno concreto alla popolazione in supplenza dei colleghi ammalati di Covid

“Sono rientrato a casa, ma con un bagaglio professionale e umano più ampio. Avverto che il campo della medicina di emergenza sarà il mio futuro”.


“La missione è iniziata il giorno 8 Maggio 2020 ( Giorno della Festa del Nostro Santo Patrono). Mi è stato comunicato che avrei fatto parte della Task Force Nazionale di Infermieri per Covid della Protezione Civile.
In quel momento è stato un colpo al cuore, mai mi sarei aspettato di entrare a far parte di questo gruppo di Infermieri e Medici.
Il giorno 15 e’ stato il giorno dell’incontro a Roma dove ci siamo incontrati per un briefing e per fare il tampone. E successivamente siamo partiti per le varie destinazioni assegnate ( la mia, Asl 3 di Genova).
Arrivati a Genova abbiamo incontrato i funzionari dell’Asl che ci hanno spiegato quale fosse la loro richiesta di aiuto e quali le loro specifiche esigenze. Il personale che lavorava nelle strutture sanitarie locali era insufficiente. Quello stesso giorno ero pronto a dare il mio aiuto. Il nostro lavoro non è stato solo quello di assistere il paziente, ma di aiutare i colleghi e le varie strutture sanitarie a incentivare l’ utilizzo dei Dpi per lavorare in totale sicurezza.
Da Rls della mia azienda sanitaria ho dato il mio contributo ad aiutare i colleghi per ridurre i rischi. I colleghi liguri hanno subito messo in pratica questo modo di operare, ma anche noi abbiamo appreso tanto da loro.
Abbiamo soggiornato in un albergo di Genova dove la sera il nostro lavoro non terminava tornando nelle nostre stanze, ma continuavamo a scambiarci saperi al fine di migliorare il nostro supporto a queste aree più colpite dal virus.
Ho collaborato con medici di varie specialistiche, tra cui un primario di Bari ormai in pensione, anch’egli chiamato a far parte della Task Force, con chirurghi e radiologi, nonché infermieri di varie specialistiche.
L’11 giugno sono rientrato a casa, ma con un bagaglio professionale e umano più ampio. Avverto che il campo della medicina di emergenza sarà il mio futuro”
.

valeriagennaro@alpifashionmagazine.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.