Nella due giorni del 25 e del 26 ottobre si svolgerà a Villa Nitti di Maratea la prima sperimentale edizione del “Festival delle Città Narranti”. Il progetto è stato promosso dalla Fondazione Nitti di Melfi nell’ambito dello svolgimento degli eventi riguardanti il centenario del Governo Nitti. Ma anche dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con il supporto dell’Università IULM di Milano (e del suo Osservatorio sul Public Branding) e dell’Università della Basilicata.

“Il Festival delle Città Narranti” ha deciso di svolgere la sua anteprima autunnale sulle coste lucane

Tra gli interventi istituzionali di apertura quello del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, del sindaco di Maratea Daniele Stoppelli, dei rettori di IULM-Milano Gianni Canova e di Unibas Aurelia Sole, l’Assessore alla Cultura della città di Matera (e consigliere del Ministro del Beni Culturali Franceschini) Giampaolo D’Andrea. Il Festival delle Città Narranti ha deciso di svolgere la sua anteprima autunnale sulle coste della Basilicata per lanciare un luogo stabile che richiami esperienze e dibattiti. Un luogo affacciato sul suggestivo mare che avvolge la villa che fu di Francesco Saverio Nitti a Maratea. L’obiettivo è comprendere come questo patrimonio possa riunire in positiva sinergia istituzioni, soggetti creativi e d’arte, sistema mediatico, operatori del turismo e dei beni culturali. Nel 2020 l’edizione sarà più lunga e articolata. A Maratea si passerà dall’idea al progetto.

Nella prima giornata la membership di questo progetto illustrerà le ragioni, gli ambiti di coinvolgimento e le prospettive di un’iniziativa che andrà a regime nel 2020

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Nella prima giornata la membership di questo progetto illustrerà le ragioni, gli ambiti di coinvolgimento e le prospettive di una iniziativa che andrà a regime nel 2020. Saranno il presidente della Fondazione Nitti Stefano Rolando (anche direttore scientifico dell’Osservatorio che si occupa di questa materia presso l’Università IULM di Milano). E gli esponenti di Fondazione Matera Basilicata 2019 – il presidente Salvatore Adduce e il direttore Paolo Verri – a tracciare le indicazioni per il 2020 che hanno già nella formula sintetica del Festival una efficace sintesi:

“Ogni città, ogni territorio, ogni luogo raccontano e fanno raccontare un grande patrimonio simbolico. Che muta. Ma anche si tramanda nel tempo. Esso forma identità e contribuisce alla attrattività. L’idea del Festival è mostrare questa complessità. Casi, modi, vicende, protagonisti. Quest’anno – “numero zero” – il caso di Matera 2019. A confronto con esperienze interessanti che, dal 2020, diventeranno una più ampia rassegna”.

Nel pomeriggio di venerdi 25 ottobre il modello stesso di futuro Festival si misurerà con operatori impegnati nel citytelling

Infine, nel pomeriggio di venerdi 25 ottobre il modello di futuro Festival si misurerà con operatori impegnati nel citytelling di alcune città che hanno svolto esperienze significative a ridosso di grandi eventi. Tra questi Enric Truñó i Lagares (Barcellona), Radosław Michalski (Wroclaw), Marco Biazzetti (Petra). A conclusione Franz Cerami presenterà Lighting Flowers, installazioni digitali realizzate in alcune periferie nel mondo. Sabato 26 ottobre invece al mattino il racconto dell’esperienza comunicativa e narrativa di Matera si aprirà con il team della Fondazione Matera Basilicata 2019 e in particolare con gli interventi di Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni internazionali, Serafino Paternoster coordinatore dell’ufficio stampa, Raffaella Pontrandolfi, responsabile della comunicazione digitale. Nel pomeriggio il concerto per piano e violino di Riccardo Galimi e Riccardo Perrone e letture a cura di Antonio Fulfaro.

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