La dieta mima digiuno, o a digiuno intermittente, sta prendendo sempre più piede tra i metodi utilizzati per dimagrire, ma in cosa consiste? Si tratta di un regime alimentare caratterizzato da periodi in cui ci si astiene dal mangiare. Le più comuni consistono nell’alternare un giorno di completa astinenza ad uno di consumazione regolare dei pasti. Altre consigliano fino a cinque giorni di estrema restrizione calorica da ripetere ogni tre mesi circa.
Le abitudini alimentari di ciascuno influiscono direttamente sulla salute. Sentiamo a questo riguardo le opinioni più disparate, chi osanna il digiuno e chi lo demonizza. Trattare argomenti così delicati in modo sommario e superficiale, soprattutto sui canali social, è molto pericoloso.  Il rischio è quello di promuovere lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare, soprattutto nei giovani. Per capire se il digiuno è una strategia efficace o un tranello da evitare è quindi consigliabile affidarsi all’evidenza scientifica, ovvero ai risultati dei test clinici pubblicati sulle riviste di scienza.

Dieta, digiuno intermittente, calorie

La posizione della comunità scientifica

La letteratura scientifica ci suggerisce che il digiuno non è una pratica da osannare, ma nemmeno da temere. Durante la notte, infatti, trascorriamo dalle cinque alle otto ore in stato di digiuno senza risentirne minimamente.
Nel maggio 2017 l’International Society of Sport Nutrition (ISSN) analizza gli articoli fino ad allora esistenti riguardo i diversi tipi di diete e i loro relativi benefici. Conclude che considerando nello specifico il digiuno intermittente, questo non presenta nessun tipo di vantaggio rispetto ad un regime ipocalorico nel perdita di massa grassa a favore di un aumento di quella magra. Pertanto consigliano di scegliere un regime alimentare sulla base della preferenza individuale, dalla propria tolleranza e degli obiettivi atletici.
Nel novembre 2018 l’American Journal of Clinical Nutrition pubblica uno studio clinico durato 350 giorni e condotto su 150 soggetti obesi o in sovrappeso allo scopo di mettere a confronto una dieta a digiuno intermittente con una dieta ipocalorica. La conclusione del trial clinico afferma che il regime a digiuno intermittente può essere equivalente a quello ipocalorico, ma NON superiore, considerando la perdita di peso e la prevenzione per i disturbi del metabolismo.

Medico nutrizionista, paziente

Come trovare la dieta migliore per ciascuno?

Entrambi i regimi considerati hanno punti di forza e limiti. La scelta di ognuno, perciò, dovrebbe tenere in considerazione parametri quali la praticità, il gusto personale e l’eventuale richiesta di abilità tecniche. Individualizzare ogni percorso alimentare è fondamentale anche se spesso può risultare difficile. Qualunque sia la propria fascia di peso e il proprio obiettivo, la cosa migliore è sempre rivolgersi ad un professionista (dietista, biologo nutrizionista ecc.), soprattutto se non si appartiene alla fascia normopeso.
Guidati da un esperto, possiamo sviluppare una solida educazione alimentare ed un sereno rapporto con il cibo. Oltre a far perdere peso, una dieta dimagrante deve fare guadagnare Salute!
In ultima analisi, la dieta migliore è quella a cui riusciamo ad attenerci per più tempo.

Salute, equilibrio, educazione alimentare

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