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L’Italia non è un paese per donne

Le lavoratrici italiane, con le stesse ambizioni e le medesime attitudini alla leadership, hanno una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi uomini. Più della metà delle donne (52%) ritiene che, a parità di livello e mansioni ricoperte, i lavoratori siano pagati di più e meglio; un’opinione condivisa solo dal 37% degli uomini. Lo dice una fresca indagine condotta in diversi settori di mercato dalla società Hays, specializzata nel recruiment professionale. Quando si parla delle aspettative e delle speranze nel futuro, il “sentiment” cambia radicalmente. Su un campione di oltre 200 intervistati il 49% dichiara di non avere gli stessi margini di carriera rispetto agli uomini. Fragili sono considerati gli interventi per supportare la parità di genere e per avallare il giusto equilibrio tra impegni lavorativi e familiari, con la collaborazione di chi ricopre ruoli di responsabilità. I sostegni più apprezzati sono l’orario flessibile (55%), la possibilità di lavorare da casa (15%), l’asilo aziendale (9%) e il congedo di paternità (6%).

In pratica, 1 donna su 2 sostiene che non vi sia tra uomini e donne, previa dimostrazione di qualità e capacità, un’equo trattamento sia economico sia in termini di prospettive. Il 73% degli uomini invece ritiene che le possibilità di crescita tra uomini e donne siano alla pari, indipendentemente dal genere. Nonostante siano stati compiuti alcuni importanti passi in avanti, sono ancora poche le lavoratrici che ricoprono ruoli apicali all’interno di un’azienda, come confermato dal 78% delle professioniste intervistate. Inoltre, il 73% delle donne si relaziona con un capo di sesso opposto. Un dato in questo caso avvalorato anche dal 91% dei lavoratori maschi, i quali ammettono che le professioniste leader di una impresa siano numericamente inferiori.

Solo il 26%, su un campione misto tra uomini e donne, dichiara che vi sia un clima di armoniosa collaborazione tra colleghe e colleghi. Per 9  su 10 degli uomini intervistati, vi è da parte del datore un comportamento imparziale nel momento in cui viene giudicata, a parità di condizioni, la performance lavorativa dei colleghi, a prescindere dal sesso. Il 40% delle lavoratrici invece ritiene di essere giudicato con maggiore severità. il 31% delle intervistate ritiene che spesso i buoni risultati ottenuti dalle donne vengono attribuiti non a meriti personali, ma al gioco di squadra. È chiaro che vi sia una diversa percezione del lavoro tra uomini e donne, probabilmente condizionato dalla propria esperienza personale o dal background culturale. Lavoratori e lavoratrici trovano invece un punto di convergenza sui parametri con cui viene valutata la performance del proprio capo, che è considerato da entrambi i sessi una figura costruttiva per l’azienda, abile a portare risultati e a pianificare il lavoro. Solo il 9% delle donne e il 10% degli uomini ritiene che il proprio “boss” non abbia le competenze, di appena inferiori sono le percentuali chi lo giudica un accentratore.

Sofia Cortesi
Sofia Cortesi

 

Anche se sono stati fatti diversi passi avanti rispetto agli anni passati, la parità di genere in Italia sembra essere ancora una chimera. – afferma Sofia Cortesi, Finance Director di Hays – Uomini e donne hanno spesso percezioni diametralmente opposte del mondo del lavoro nel nostro Paese e il fatto che,  ancora oggi, le donne che ricoprono ruoli di leadership siano così poche fa riflettere. Le donne sono un asset che il nostro Paese deve riuscire a valorizzare: è auspicabile un cambio di direzione che porti le professioniste italiane ad avere le stesse reali opportunità di crescita e di carriera dei colleghi maschi”.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell'ambito della scrittura digitale

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