Spesso quando si pratica uno sport, lo stretching è considerato un elemento di importanza marginale. Aumentare la forza o l’abilità in una certa disciplina è spesso l’obiettivo principale dell’allenamento, concluso poi da qualche minuto di allungamenti. Pur sapendo che garantisce dei benefici al corpo e che renderebbe la pratica sportiva più completa, ci troviamo spesso a trascurarlo in favore di altri esercizi. Prima di decidere se vale la pena lavorare sulla propria mobilità, cerchiamo di fare chiarezza. Come reagisce esattamente il nostro corpo allo stretching? Quali benefici possiamo ottenere e quanto dovremmo allenarci?

Flexibility, ballet dancers

Quali trasformazioni avvengono a livello molecolare?

Le trasformazioni fisiche con cui il corpo risponde allo stretching sono uguali per tutti, anche se la flessibilità di partenza è molto variabile. Quest’ultima dipende dalle tipologie più o meno elastiche di collagene maggiormente presenti nei legamenti e nei tendini di ciascuno. Ma qualunque sia la situazione di partenza, il corpo è sempre pronto per la sfida. Il primo adattamento avviene nei muscoli. Le fibre muscolari, infatti, si allungano creando nuovi sarcomeri, cioè i mattoncini che formano il muscolo. Anche i tendini e i legamenti si trasformano. Entrambi possono aumentare il loro contenuto di acqua, inoltre i tendini possono anche stimolare le cellule staminali in modo da aumentare la lunghezza e la flessibilità. Per di più, anche il sistema nervoso si adatta a questo stimolo. Innanzitutto viene modificata la nostra percezione dello stretching e sopportiamo meglio il fastidio o la blanda sensazione di dolore. Inoltre, con il tempo, viene inibito il riflesso che tende a contrarre il muscolo quando proviamo ad allungarlo, quindi percepiamo meno resistenza.
Tutti questi processi operano in sincronia così da ottenere un aumento del range di movimento.

Stretching, yoga

Quali benefici assicura lo stretching?

I benefici sono innumerevoli e riguardano sia la pratica sportiva che la vita quotidiana. Da un lato, infatti, migliora la capacità globale di movimento, rafforza le articolazioni e previene traumi muscolari. Dall’altro, migliora la postura e la sensazione generale di benessere. Per ottenere dei risultati bisogna armarsi di determinazione. La mobilità richiede una grande costanza, l’ideale sono almeno 4 o 5 sessioni a settimana. È importante fare anche attenzione alla tipologia di stretching e alla sua intensità. Seguendo la guida di una esperto qualificato, si avrà la certezza di sfruttare le migliori tipologie di stretching senza sovraccaricarsi e sviluppare quindi forza e controllo nel nuovo range di movimento. A differenza dell’ipertrofia muscolare, in cui otteniamo quasi subito dei risultati visibili e miglioriamo tendendo verso un plateu, lo stretching funziona esattamente al contrario. Prima di ottenere dei risultati tangibili dobbiamo dedicarci alla pratica per diversi mesi fino a diventare sempre più mobili. L’impegno richiesto per un corpo flessibile è assolutamente pari, se non superiore, ai benefici che offre.

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