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Michele Pilla

Intervista al giornalista Michele Pilla

È stato un piacere aver potuto intervistare il famoso giornalista e fondatore di Patrimonio Italiano TV Michele Pilla, che ringrazio vivamente per questa breve, professionale e cordiale intervista.

Come ti definiresti personalmente e professionalmente?

Testardo, passionale, desideroso di imparare, curiosissimo, volenteroso e combattivo. In ogni cosa che faccio ci metto il cuore, motivo per cui a volte se le cose non vanno come speravo all’inizio ci resto male, ma poi mi rimbocco le maniche, prontissimo a ricominciare. E alla fine vinco quasi sempre io!

Quando e come è nata la tua passione per diventare un giornalista?

È un amore nato sin da quando ero piccolo. Mi piaceva leggere i giornali, qualsiasi giornale, e mi piaceva disegnare titoli e colonne su fogli di carta. Giocavo a inventare giornali miei, scrivere articoli e disegnare le foto. Da bambino leggevo molto, fumetti, libri, riviste. Poi è arrivato il computer e subito ho imparato a creare pagine di giornale con l’utilizzo di software e programmi di scrittura. Era il mio passatempo. È diventato il mio lavoro.

Potresti darci una breve introduzione su Patrimonio Italiano TV?

Patrimonio Italiano TV credo sia una novità assoluta nel mondo dell’informazione – esclusa la Rai, ovviamente, ma lì siamo su un altro pianeta! Io e il mio amico e collega Luigi Liberti, che ha vissuto negli Stati Uniti per anni e conosce bene la realtà, e che io voglio ringraziare perché è grazie a lui che è nata questa bellissima realtà, eravamo a New York, lo scorso anno, per ritirare un premio perché qualche anno fa, avevo inventato il primo telegiornale in dialetto internazionale, che mandavo in onda sul giornale online che dirigo, Montaguto.com. Montaguto è un piccolo paese del Sud Italia dove vivono 300 persone ma ci sono tantissimi emigrati. Ecco, con quel telegiornale io parlavo in dialetto e il mio amico Domenico Del Core, che vive a Toronto, traduceva in inglese, così potevamo farci capire dai nostri paesani all’estero, che parlano dialetto, e anche dai loro figli e nipoti, che invece parlano inglese. Ecco, da quell’idea è nata poi Patrimonio Italiano TV: ci sono milioni di italiani sparsi per il mondo, e tantissimi eventi che celebrano l’italianità: e allora perché non provare a riunirli tutti, magari con l’ausilio del video?

Tu hai ricevuto una nomina importante  “Lettera e Medaglia di Rappresentanza”. Puoi spiegarci di che si tratta questa riconoscenza sul tuo mestiere?

È stata un’esperienza bellissima. Nel 2009 e nel 2010, a Roma, ho lavorato come ufficio stampa a un meraviglioso concerto musicale e artistico per sordi! Musica per sordi. Con l’aiuto di palloncini, infatti, i sordi possono sentire le vibrazioni e il ritmo della musica, e sul palco c’erano ballerini e attori che hanno creato un evento unico nel suo genere, che si è meritato la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana! Un onore e una soddisfazione enorme!

Potresti raccontarci brevemente il contenuto del tuo innovativo romanzo “ GoodBye Montaguto”?

“Goodbye Montaguto” è un romanzo thriller, il primo ‘paper-novel’ al mondo, un romanzo con inserti giornalistici veri e propri che mescola realtà e finzione. È ambientato tra Montaguto – il mio paesino d’origine – New York e Toronto. Protagonista è un giornalista canadese che viene mandato in Italia in quel paesino dove c’è una frana immensa che ha bloccato strade e ferrovie e dove sono scomparsi alcuni ragazzi. Il giornalista indaga e scopre che in passato erano successe altre cose molto strane, lì, e descrive ogni cosa nei suoi articoli. Nel libro utilizzo anche il montagut-english, una fusione tra il dialetto locale e l’inglese, una nuova forma di espressione che ormai “mi perseguita”. C’è anche un sito internet con il trailer del libro e un po’ di video. L’indirizzo è questo:

http://www.montaguto.com/goodbye

Che cosa ti colpisce di più nella tua esclusiva Rassegna Stampa?

Mi colpisce il fatto che sia il primo, o l’unico, a fare una video rassegna stampa che parla di Italia all’estero. Ci sono migliaia di eventi, tonnellate di notizie che meriterebbero di essere conosciute anche nel nostro Paese e che invece non hanno molta amplificazione. Eppure, nel mondo, ogni giorno c’è sempre qualcuno – e sono tanti – che si sveglia e con grande spirito si impegna a far conoscere le cose belle dell’Italia. Ecco, secondo me meriterebbero più spazio anche nei telegiornali nazionali e locali italiani. Ma comunque sono fiero di poterne raccontare io.

Qual è l’obiettivo principale della tua trasmissione Italian Heritage?

L’obiettivo è molto ambizioso, e forse non raggiungibile (ma comunque io ci proverò perché sono testardo!): raccontare tutto quello che esiste degli italiani all’estero, e parlo di eventi, notizie, giornali, radio e così via. Raccontare l’italianità all’estero, mostrare le eccellenze del nostro paese. La cosa importante, però, è che queste cose non le racconto io, bensì gli stessi italiani all’estero, mostrando i loro volti e facendo sentire le proprie voci, chiacchierando con loro. L’obiettivo è far capire che c’è un’altra Italia, nel mondo, forse ancora più preziosa, che merita attenzione e soprattutto molto rispetto, e che dovremmo ringraziare ogni giorno perché porta in alto i valori della nostra nazione.

Che significa per Te la Comunità Italiana all’estero ?

Premetto che mia sorella Esther vive all’estero, e che ho diversi zii sparsi tra Buenos Aires, Toronto e Melbourne. Per me la Comunità italiana all’estero, come ho detto qualche riga più su, rappresenta un enorme numero di persone che sono via dall’Italia fisicamente, ma che con il cuore e con la mente non se ne sono mai andati. La cosa che mi colpisce di più è incontrare figli e nipoti di italiani emigrati, ragazzi e ragazze che sono nati e nate all’estero, che però si sentono italiani. Che parlano italiano. Che amano la nostra cucina, le nostre abitudini, le nostre usanze e tradizioni, che tifano squadre italiane. Questo significa che i propri genitori o i propri nonni gli hanno trasmesso qualcosa di molto importante. Ecco, la comunità italiana all’estero, a mio avviso, è come un cellulare: tu puoi spostarti quanto vuoi ma il segnale arriva sempre dallo stesso satellite. Ah, se mi permetti voglio citare una frase molto importante tratta dal mio romanzo: “Puoi provare a lasciare il paese ma è il paese che non ti lascerà mai”.

Qual è stata la tua migliore esperienza professionale in Italia oppure all’estero?

Attualmente, la migliore esperienza professionale è proprio Patrimonio Italiano Tv. Ho fatto il giornalista sportivo (seguivo la squadra del Napoli), ho fatto cronaca, politica, ho fatto uffici stampa, ho fatto il webmaster e il cameraman, ho presentato eventi, fatto lo speaker radiofonico ma questa è l’esperienza più bella in assoluto, perché mi permette di “viaggiare”, virtualmente, e conoscere tantissime persone meravigliose e raccontare storie stupende.

Qual è stato il tuo più grande successo nella tua vita?

A livello professionale, quello di realizzarmi come giornalista. A livello personale, quello di essere circondato da una famiglia meravigliosa, da una moglie fantastica e da amici stupendi. Ecco, i rapporti personali sono per me la cosa più importante.

Quante Lingue straniere parli?

Parlo fluentemente inglese e capisco abbastanza lo spagnolo (a breve inizierò a studiarlo seriamente). Ah, e sono madrelingua italiano, napoletano e montagutese!

Hai qualche progetto per il futuro?

Terminare la stesura del libro, presentarlo in giro per il mondo e dedicarmi a tempo pieno al canale tv e ai romanzi!

Per concludere: Ringrazio vivamente la tua gentilezza e disponibilità per questa stupenda ed interessante intervista per Alpi Fashion Magazine e ti auguro tutto il meglio

Sono io che ringrazio te e tutta la redazione di questo fantastico magazine che è Alpi Fashion. Sono davvero onorato che abbiate pensato a me per questa intervista! Ci vedremo prestissimo nella rassegna stampa di Patrimonio Italiano Tv, perché anche voi siete una bellissima eccellenza italiana nel mondo! Un saluto a tutti i lettori, in Italia e all’estero!

Posted and Interviewed by Avv.Mg.Alejandro Di Noto (Argentina).

About Alejandro Di Noto

Nato in Argentina nel 1975 di origine italiana. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università Argentina de la Empresa. Di professione avvocato indipendente. Master conseguito in Ingegneria dell'Innovazione presso l'Università di Bologna ed anche esperto ICT per Marketing ed Innovazione Industriale con alta formazione presso l'Università di Bologna, con progetto aziendale di stage sul settore marketing dell'industria del beachwear italobrasiliano. Poliglota. Libero Docente di Lingue Straniere. E' stato speaker e produttore di programma radio culturale per la comunità italiana in Argentina. Diplomato ed appassionato di ufologia, metafisica, parapsicologia ed ontosofía. Libero scrittore di articoli culturali, fashion, glamour, turismo e misteri della vita e dell'Universo. email: alnot20@yahoo.com.ar

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