Parte 2 – le competenze per essere fashion model

Cari lettori e lettrici, ben ritrovati. La scorsa puntata abbiamo iniziato il discorso sulle qualità necessarie per diventare modelle e modelli. Oggi parliamo invece delle vere e proprie competenze, ovvero quell’insieme di capacità ed abilità teorico-pratiche che, come dice il titolo, sono a mio avviso essenziali per “essere fashion model” a livello professionale e potersi davvero definire tali. Perché bravi si diventa, ma non è un lavoro che si può solo “fare”.

Tra le competenze “dirette”, ovvero essenziali e specifiche per la professione, ci sono sicuramente i seguenti:

  • Controllo del proprio corpo: si tratta della consapevolezza del vostro “sé” fisico, inserito in un ambiente, che vi consente di avere un controllo ottimale del vostro corpo assieme alla consapevolezza dell’ambiente circostante, come il pubblico e lo scorrere del tempo. Questa competenza vi consente di sfilare e camminare sulla passerella in modo adeguato ed aggraziato, così come di posare in modo corretto davanti all’obbiettivo e di tenere la giusta espressione facciale. A parole può sembrare facile, ma in realtà ci vuole tempo e pratica per imparare a gestire sé stessi in ambienti di lavoro ricchissimi di stimoli.
  • Interpretazione: si tratta della capacità di capire ed interpretare la coreografia proposta da ogni occasione di lavoro. Con il vostro corpo dovete inviare un messaggio coerente con le intenzioni dello stilista, dell’abito che indossate, del lavoro che svolgete (che può essere anche una pubblicità) e, in generale, del contesto in cui vi trovate. Se state indossando un abito da sposa, dovete cercare di apparire come la donna più felice del mondo perché avete realizzato il proprio sogno di passare il resto della propria vita con la persona che amate di più, non a quanto siete contente perché finalmente sfilate alla faccia delle amiche invidiose che non sono lì in passerella con voi!
Francesca Casula  (1)
Francesca Casula foto di Roberto Ronconi

 

Tra quelle “trasversali”, ovvero quelle ad ampio spettro applicabili a professioni e contesti diversi, troviamo sicuramente le capacità di …:

  • analisi: vi serve per capire cosa sta succedendo e per reagire in modo consono con le richieste che vi vengono fatte dal vostro capo e colleghi. Non siete dei manichini viventi, siete il volto ed il corpo che rappresentano il marchio del vostro investitore.
  • relazione, comunicazione e lavoro di gruppo: è come suggerisce il nome. Si tratta di quell’insieme di competenze relative alla capacità di andare d’accordo e lavorare bene in gruppo, creando legami forti con tutto lo staff tanto da arrivare a capirvi quasi con uno sguardo, di esprimervi in modo corretto e di essere professionali quando cooperate con le altre modelle, anziché – come talvolta ho visto – scadere in competizioni ed antipatie interne, facendo a gara per vedere chi è la più bella del reame. Sì, c’è una relazione con la competenza relativa all’interpretazione prima citata e sappiate che la comunicazione può avvenire anche a livello verbale e non solo fisico (il famoso linguaggio del corpo): potrebbe capitarvi anche di dover fare da testimonial per qualche pubblicità, di lavorare come hostess o di prendere parte a qualche evento pubblico come spettacoli, cerimonie, meeting o conferenze.
  • organizzazione del proprio lavoro: come modelle avete un certo grado di autonomia e dovete arrivare pronte affinché lo staff possa lavorare con voi e su di voi. Per quanto piccolo, fate del vostro meglio per pensare a ciò che di utile potete fare, come prepararvi da sole il fondotinta per il makeup, mentre arrivare con i capelli sporchi, un makeup recedente o abiti inopportuni crea problemi. In questa categoria possiamo includere anche la capacità di essere autodisciplinati, soprattutto fuori dal lavoro quando si deve andare in palestra tutti i giorni, mangiare e dormire bene senza eccedere con i vizi.
  • gestione del tempo: qualità essenziale, anche se qui va rivisitata rispetto al senso più classico. Si parla più di consapevolezza del tempo necessaria quando sfilate per il ritmo e per la velocità che dovete tenere così come per i turni o, ammesso che riusciate ad arrivare in TV, per rispettare le scalette ed i tempi assegnati dai programmi o dalle dirette.
  • flessibilità ed adattamento a diversi ambienti culturali, dove per cultura si intende anche quella di una specifica organizzazione o cliente. C’è più un modo giusto di fare le cose e la flessibilità consiste anche nel sapersi adattare ai vari professionisti e clienti con cui lavorate.
  • resistenza: sì, c’è poco da sbagliare. Quello della modella è un lavoro che può essere estremamente appagante e divertente ma può essere anche durissimo, specialmente quando dovete spogliarvi per fare le foto di un costume da bagno in una giornata di marzo in cui il mare è splendido, le luci sono giuste per uno shooting (perché non sono troppo dure) ma, per quanto ci sia il sole, ci sono 5 gradi all’aperto. Professionalità è non esitare, fare ciò che dice il fotografo ed avere la capacità di sopportare ambienti ostili o di restare immobili mantenendo una stessa posizione (anche scomoda), mentre l’equipe lavora.
  • gestione dello stress: nel senso più classico, sta a significare la capacità di mantenere sangue freddo specialmente quando si sfila in pubblico o si è sotto tensione per un qualsiasi motivo, pur continuando a fare il proprio lavoro senza scadere comportamenti inappropriati, blocchi o errori che, da rilassati, non fareste mai.
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Francesca Casula foto di Roberto Ronconi

 

Più che una competenza vera e propria, una qualità essenziale che completa il profilo è l’umiltà. Ho visto numerose ragazze, anche molto belle, che si sono bruciate preziose opportunità poiché hanno perso questa qualità, scivolando nell’errore di credere di valere più degli altri solo per il proprio aspetto. Le modelle professioniste sanno che, se sono più belle di tante altre donne, almeno il 50% è merito di mamma e papà e della fortuna che hanno col patrimonio genetico. Ciò che rimane, forse, è merito della persona per l’impegno messo nello sport e nel mantenere uno stile di vita rigoroso, senza contare eventuali “meriti” esterni da parte del chirurgo plastico.

Purtroppo, è sempre presente il rischio di perdere la testa e di scivolare dalla sicurezza in sé stessi all’arroganza, complici colleghi poco professionali e la massa di ammiratori nella vita quotidiana o sui social network, che fanno complimenti ed eprimono desiderio solo per l’aspetto fisico delle ragazze, tralasciando personalità ed intelligenza.

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Francesca Casula foto di Roberto Ronconi

Noi esprimiamo con il linguaggio corporeo e micro-movimenti il nostro atteggiamento mentale: dunque l’arroganza, per quanto si cerchi di contenerla, incide negativamente sulle relazioni con i colleghi, sul lavoro e col rapporto col pubblico e con i possibili datori di lavoro, mentre l’umiltà ed un atteggiamento mentale positivo in generale sono una grandissima arma a vostro vantaggio, che vi aiuterà contagiando positivamente chi vi sta intorno. Quindi “keep calm e stay humble” come direbbero qui gli inglesi.

Concludo quindi con qualche consiglio pratico:

  • Quello della modella è un lavoro con una componente intellettuale non indifferente e non è certo un lavoro da donne stupide, anzi. Per questo ricordatevi che, se non volete essere trattate come donne-oggetto, dovete essere le prime a comportarvi come persone.
  • Stata alla larga da chi vi riempie di complimenti generici ed avvicinatevi a chi sa farvi delle critiche costruttive, belle o brutte che siano.
  • Fate sport: in particolare la danza classica e moderna, il nuoto e la preparazione non-agonistica del pugilato plasmano molto bene il fisico.
  • Se potete, dedicatevi a qualche attività comunicativa come il canto o, meglio ancora, la recitazione: ci sono competenze trasversali che vi aiuteranno anche quando sfilerete.
  • Conducete uno stile di vita sano, dove ogni tanto potete concedervi qualche sgarro alimentare o di fare tardi la notte, ma non esagerate.
  • Prendetevi cura del vostro corpo, e lui si prenderà cura di voi.
  • Fate pratica, tanta: a sfilare, camminare e posare si impara col tempo.

Con questo vi saluto per ritrovarci al prossimo appuntamento. Domande? Curiosità? Voglia di un approfondimento su una tematica in particolare riguardante lavoro, amore, vita, società? Per qualunque cosa, scrivete alla redazione di Alpi Fashion Magazine all’indirizzo redazione@alpifashionmagazine.com e e restiamo in contatto!

Un caro saluto dal vostro psicologo del lavoro, doc. Mattia Loy

www.mattialoy.it

Modella: Francesca Casula

Foto scattate da Roberto Ronconi

Essere Fashion Model: redazione@alpifashionmagazine.com

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Mattia Loy è psicologo e coach, che oggi opera e vive a Londra, Regno Unito pur mantenendo alcuni servizi di consulenza a distanza tramite Skype anche per gli Italiani. Dopo aver iniziato la sua carriera nel 2010, a Cagliari come libero professionista, ha lavorato per alcune delle principali imprese in Sardegna e nel Lazio, poi diventando esperto sul mobbing in convenizone con la UIL.p.a, perito tecnico per il tribunale di Cagliari e fondatore delle associazioni ISDRI e Social Synergy (europrogettazione). Come scrittore, è autore del blog d'opinione "Orion - galaxy of warmth emotions" e collabora o ha collaborato per varie riviste tra cui Alpi Fashion Magazine e Rivista Donna, con la rubrica online Amore e Business. Esperto nell'ambito "società-lavoro-famiglia", offre consulenza e servizi per le imprese e le persone. Per le imprese, occupa principalmente di Risorse Umane (HR) e incremento di performance (selezione del personale, formazione, sviluppo organizzativo, valutazione rischio stress etc) grazie alla specializzazione in "psicologia del lavoro e delle organizzazioni sociali" ed al master in HR presso la scuola romana di Alfio Cascioli. Per i privati, invece, opera come consulente personale e coach di vita, occupandosi di una vasta gamma di tematiche che variano, ad esempio, dalla risoluzione di problematiche relazionali-sentimentali sino all'orientamento allo studio o al lavoro. Per quanto i servizi offerti alle imprese e alle persone siano molto diversi, il modo di operare si fonda su presupposti comuni: l'approccio utilizzato, non-terapeutico, parte dall'analisi dei bisogni della persona così come dell'organizzazione. Vengono quindi analizzati i vissuti passati ed il contesto nel presente per definire strategie personalizzate, volte al conseguimento pratico degli obiettivi, siano essi la risoluzione di problematiche o il raggiungimento di nuovi traguardi.

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