I social media diventano spesso ricettacolo di sfogo per malumori e frustrazioni personali. Il ché può anche starci. A chi non è capitato di esprimere opinioni, di provocare e rispondere a provocazioni spesso gratuite ed infondate. Una giornata nata e finita male, un periodo della propria vita difficile, di cambiamento, di scelte importanti, di sogni ed aspettative infrante. Ma quando subentrano questioni delicate come la salute delle persone c’è poco da scherzare. In questi casi, si supera la semplice goliardia, un “giudizio” sulla società o sulla comunità in cui si vive. si va oltre la semplice critica per una passione non condivisa o ritenuta eccessivamente spasmodica se non addirittura idolatrica, un gusto musicale diverso, un’opinione politica differente. In questi casi, il malumore per una vita insoddisfatta prende la forma di una spietata cattiveria.

Quando si trascende la “goliardia”. Sulla salute non si scherza

Dopo Nadia Toffa, ora anche Emma Marrone è diventata la vittima sacrificale del linciaggio mediatico. Rea semplicemente di aver confessato di voler sospendere il tour estivo per sopravvenuti problemi di salute. Lei che, può non piacere dal punto di vista musicale, può non riscontrare simpatie e consensi per aver partecipato ad un talent show per motivi più o meno condivisibili, ma che non si può tacciare di aver espresso la propria opinione su questioni sociali e politiche, sempre con toni decisi ma mai offensivi.

Si è sempre scagliata contro i media che facevano mercimonio della sua vita privata a scapito dell’immagine professionale e del suo talento artistico; aspetto questo che può essere criticabile in quanto se si è personaggi pubblici bisogna accettare i “pro” e i “contro” della notorietà. Purché non si travalichino i limiti del rispetto e della dignità altrui.

Augurare la “morte” persino al peggior “nemico”, a chi si pensa ci abbia fatto del male perché si vuole colpire, in qualche modo, chi ci ha deluso è già di per sé squallido. Lo è ancor di più se lo si fa sull’onda di presunte speculazioni mediatiche. Così come ognuno è libero di esprimere sui social media le proprie opinioni, anche con un guizzo tagliente o con un garbo pungente, altrettanto si è liberi di vivere il proprio “stato di malattia” come meglio ritiene opportuno, manifestandolo apertamente sui blog o su Instagram, oppure tenendolo nel chiuso della propria dimensione privata.

emma marrone

Nonostante i peggiori auguri ricevuti, possibili e immaginabili ora, dopo un delicato intervento chirurgico a cui è stata sottoposta, ora sembra voler tornare sulle scene più forte che mai, manifestando la solita tempra che l’ha fatta risorgere come l’Araba Fenice, in situazioni altrettanto delicate e complesse.

Numerosi sono stati anche gli attestati di stima e gli auguri di pronta guarigione ricevuti. A partire dal direttore del TG5 Clemente Mimun che ha postato su facebook una frase di John Lennon, alla collega Alessandra Amoroso, fino alla redazione Le Iene che ha assistito prematura scomparsa della giornalista Nadia Toffa. Anche lei, durante la fase più delicata della sua malattia, fu villipesa dai “vigliacchi” del web, tacciata di utlizzare i new media a scopo di strumentalizzazione. Ma poi strumentalizzazione di cosa? Di una immagine purtroppo svilita dalla malattia? Oppure si tratta un semplice “sensibilizzare” con la sua tenacia altre persone che si trovano nella medesima situazione a lottare per cercare di vincere la loro battaglia personale contro questo terribile male?

Va ricordato più volte che anche Emma alcuni anni fa ha fatto “outing” sul calvario che alcuni anni fa, prima che raggiungesse la notorietà, ha dovuto attraversare a causa di un delicato tumore alle ovaie.

Marianna Gianna Ferrenti

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