Un viaggio indimenticabile attraverso strade che parlano ancora di guerra, tra colline e montagne nere incendiate, segno di un conflitto che ha portato tanta distruzione. La città di Mostar però ha saputo rialzare la testa; il suo simbolo per eccellenza, il ponte vecchio, è stato ricostruito, insieme alla meravigliosa città vecchia, con gli edifici e i monumenti risalenti all’impero Ottomano. Questa città oggi è il simbolo della rinascita bosniaca e richiama tanti turisti e curiosi.

In un territorio aspro e semi desertico come quello bosniaco, sorge la città di Mostar, un centro che è diventato il simbolo del rinnovamento bosniaco dopo la guerra che ha pesantemente segnato l’area balcanica. Mostar è una città dalla doppia anima, da un lato mostra ancora oggi i segni della devastazione, si vedono i colpi di mortaio rimasti indelebili nelle mura, i cimiteri costruiti al posto dei parchi, gli edifici fatiscenti ed i cortili abbandonati; dall’altro lato mostra fiera i segni della sua rinascita, che si ammira nelle università moderne, nelle piazze, nei centri commerciali, nei bar e nei ristoranti. Una città tornata accessibile al turismo e inserita da recente nella lista delle vacanze con il miglior rapporto qualità/prezzo, che ha saputo mantenere intatte le sue principali attrattive, come la Città Vecchia, chiamata Stari Gard, le tante moschee, le chiese cattoliche, quelle ortodosse ed il suo ponte più rappresentativo, lo Stari Most, ricostruito dopo il conflitto, che per più di 400 anni aveva unito il Mediterraneo con il mondo ottomano, la cristianità con l’islamismo, l’est con l’ovest, ed un importante punto di passaggio per i viaggiatori che venivano da oriente e dal nord europa.

Cosa vedere

La città di Mostar possiede moschee, chiese cattoliche ed ortodosse, palazzi, piazze ed angoli nascosti che meritano tutti una visita. La città è divisa in due dal fiume Neretva, che per anni ha diviso Mostar tra croati e bosniaci, tra cattolici, ortodossi e musulmani. In questi luoghi le religioni contrapposte hanno avuto forti scontri, portando a forti guerre che hanno distrutto molte zone della città. Mostar oggi è stata in buona parte ricostruita ed è diventata una città che ha saputo coniugare il ricordi di un passato turbolento con la modernità. In realtà le divisioni esistono in parte ancora oggi, sopratutto per quanto riguarda l’aspetto; il fiume continua a dividere in due la città, sulla sponda destra del fiume c’è la Mostar croata, con pochi segni della guerra. Sulla sponda sinistra invece, la maggioranza è costituita dai bosgnacchi ed è la zona che è stata quai rasa al suolo dal conflitto.

Questa storia di guerre e divisioni è racchiusa perfettamente nel suo simbolo più importante, il suo ponte, lo Stari Most. Un ponte dalla storia travagliata, sorto nel XVI secolo e distrutto durante la guerra tra i croati ed i bosniaci nel 1993, poi ricostruito nel 2004 ed entrato a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Questa ricostruzione durata quasi 10 anni, è stata eseguita riutilizzando la pietra originaria di Tenelija dalle tonalità che cambiano in base ai raggi solari. Il ponte è alto 28 metri ed oggi è di nuovo palcoscenico di un antico rito locale: il tuffo, dal suo punto più alto, dei ragazzi del Club dei Tuffatori nelle acque gelide del Neretva. Questi tuffi oggi sono diventati un’attrazione turistica ed anche una piccola fonte di guadagno per i ragazzi del posto. Altro simbolo della città è la croce Hum, alta trenta metri, sembra proteggere la città dalla sommità della collina da cui l’HVO bombardava Mostar.

Il nostro viaggio in questa città nell’Europa dell’est comincia dalla parte sinistra del fiume, dove si trova il centro storico, oggi ricco di locali e negozi. La strada più affascinante del centro storico è detta Kujundziluk, un tempo era la via degli antichi orefici, oggi è la strada dei negozi e locali dove potete assaggiare qualche dolce al miele tipicamente bosniaco e comprare le tradizionali pashimine (foular). Sulla destra della via acciottolata si intravede un piccolo arco in pietra con una porta in legno che fa accedere al cortile della moschea Koski Mehmed Pasha. Questo luogo religioso è inconfondibile per la sua splendente cupola celeste, che di notte domina la città con le sue luci inconfondibili. A rendere ancor più brillante questa costruzione ci sono anche le vetrate colorate che rendono il tutto ancor più luminoso. Al centro è collocata un’enorme fontana per le abluzioni che è una delle poche opere sopravvissute alla guerra, tutto il resto è stato restaurato. L’accesso alla moschea è a pagamento, il biglietto costa non più di 3 euro. Visitare questo monumento è d’obbligo, soprattutto per salire sul minareto, che regala un panorama della città spettacolare. Altra moschea da visitare è quella di Karađozbeg, considerata la più bella della Erzegovina.

A Mostar si trovano anche molti edifici che risalgono al periodo Austro – Ungarico. Tra i più interessanti da vedere ricordiamo, la prestigiosa Scuola Secondaria ed il Bagno Pubblico. Si tratta di palazzi imponenti con originali decori. Da visitare anche il Palazzo Metropolitan, in stile neobarocco, dal quale si gode una bella vista panoramica sulla città. Altro luogo da non perdere a Mostar è la Bišćevića sokak, la strada con la famosa casa Turca; una residenza Ottomana di una famiglia importante dell’epoca. Non si tratta dell’unica abitazione turca esistente in città, ma ce ne sono altre tutte circondate da alte mura, cortili interni molto curati, fontane e tanto verde. La casa Muslibegovica ne è un esempio. Durante il vostro viaggio non potete non attraversare la Bajatova, una strada che nasce come una scalinata che dal centro di Mostar e sale per circa 2 chilometri. All’inizio di questa strada sorge un cimitero, che ricorda in modo crudo lo scempio della guerra. Luogo questa strada sono tanti i luoghi da visitare, come la moschea Nesuhaga Vicijakovic, la seicentesca Torre dell’orologio, il Museo dell’Erzegovina e la chiesa ortodossa.

Come arrivare

Mostar possiede un piccolo aeroporto internazionale, ma i voli non sono molto frequenti e si tratta in prevalenza di charter. Quindi per arrivare nella città bosniaca in aereo bisognerà scendere in uno degli aeroporti vicini e poi muoversi in pullman, in treno o in taxi. Si può optare per un volo per Sarajevo, Spalato, Dubrovnik o Zagabria. Dall’Aeroporto di Sarajevo è necessario prendere un taxi per arrivare alla Stazione degli autobus che collegano Sarajevo a Mostar, da qui partono corse giornaliere ogni 2 ore. Più comodo è invece raggiungere la stazione ferroviaria di Sarajevo da dove partono treni, diretti a Ploce, che fermano anche a Mostar. L’aeroporto di Spalato è servito da un servizio di pullman che porta alla Stazione degli autobus in partenza per Mostar. A Mostar si può arrivare anche via mare, con navi che partono da Ancona per Spalato, Bari per Dubrovnik e Pescara ancora per Spalato.

Dove dormire

Trovare alloggi economici a Mostar non è molto difficile, infatti la città ha mantenuto dei prezzi abbastanza contenuti. In città ovunque si trovano cartelli che propongono camere in affitto, segno di una città che sta cercando di puntare molto sul turismo. Molto conveniente quindi è trovare la casa in loco, senza prenotarla in precedenza, in questo modo si possono vedere i locali prima di confermarli e scegliere tra diverse alternative. Per gli appartamenti il costo giornaliero è sui 20 euro a persona. Se invece non si vuole partire all’avventura ma si sceglie la sicurezza di un alloggio già prenotato, sono tanti gli hotel e gli ostelli tra cui scegliere. Tra questi il più bello, ma un pò costoso è il Muslibegovic House, che è considerato uno dei migliori del mondo. Si tratta di un edificio antico che rientra nel patrimonio nazionale bosniaco in cui è stato realizzato un museo, lasciando spazio per 12 lussuose camere arredate in stile ottomano. Una notte in camera doppia al Muslibegovic House costa circa 90 euro. Tra gli altri alloggi più abbordabili ci sono molte pensioni, tra cui la Pansion Oscar, sulla sponda occidentale del fiume, dove una camera doppia costa 40 euro a notte se si sceglie il bagno privato, mentre 30 se ci si accontenta di un bagno in comune.

Fonte: Fanpage.it

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