Come al solito non mi piace l’idea di spendere i miei sabati o domeniche tutto il giorno chiusa in casa. Così, nonostante la pioggia, ho deciso di partire alla scoperta dell’Oltrepò Pavese, dove mai ero stata, e che mai avrei immaginato così ricco. L’Oltrepò non è solo vigneti. È un territorio di altissimo valore ambientale, che accoglie una straordinaria biodiversità, per esempio, ben 94 specie di uccelli e 53 specie di farfalle.

A Santa Maria della Versa, in provincia di Pavia, nasce la cantina Bosco Longhino, che aderisce al progetto Vigneti e Natura in Oltrepò, una rete di aziende che condivide un protocollo volontario di gestione dei vigneti fondato su pratiche agricole amiche della biodiversità, per un vino frutto non solo della qualità della cantina ma soprattutto della qualità e bellezza del territorio.

Massimiliano e Danila ci hanno accompagnato in una magnifica gita alla scoperta dei sapori del territorio. Prima, attraverso la spiegazione della realizzazione dei diversi vini all’interno della cantina – con ottimi assaggi compresi – poi attraverso un piccolo viaggio culinario con una degustazione di salumi e formaggi locali abbinati ai sapori dei vini Bosco Longhino. L’azienda offre anche piccole gite e picnic tra i filari dei loro vigneti, che nel mio caso non è stato possibile a causa del brutto tempo che aveva reso il terreno impraticabile. La mattina è passata in fretta e durante le piccole lezioni di viticoltura e chimica si coglie una passione straordinaria per il loro lavoro e la loro terra. Una voglia di migliorarsi e di portare avanti l’eredità di famiglia continuando a migliorarsi senza ambire al mero profitto e alla quantità.

Un secolo di storia, di famiglia e di vini Bosco Longhino

La cantina nasce nel 1895 con Edoardo Faravelli, che riceve in proprietà 100 pertiche pavesi di terra e una casa in frazione Molino Marconi di Santa Maria della Verse. Il vigneto è solo una piccola parte dei coltivi, che comprendono grano, ortaggi e prati a erba medica per il foraggio destinato ai bovini. Con il boom economico aumenta la domanda di vino e, come tanti in tutto l’Oltrepò, anche Tullio, figlio di Edoardo, espande il vigneto e si dedica alla produzione di Bonarda e Barbera. Alla viticoltura avvia i suoi due figli, Marco e Antonio. Negli anni ’70 si diffonde il Pinot e negli anni ’80 e ’90, Marco e Antonio investono nella qualità dei sistemi di vinificazione e in moderne attrezzature necessarie alla produzione dei vini bianchi.

Nel 2008 Marco e Antonio separano le proprie attività. Marco, con la moglie Danila e i figli Massimiliano e Greta, rimangono nella casa patriarcale di Molino Marconi. L’azienda prende il nome di Bosco Longhino, dalla località più vocata per la produzione del vino rosso. Qui sopravvive un lembo di bosco, che custodisce una flora e una fauna tipiche e preziose. Un luogo emblema dei valori dei Faravelli, intarsio fra il lavoro dell’uomo nelle vigne e la natura selvatica dell’Oltrepò.

Con Marco e con Massimiliano, la produzione di uva e la sua trasformazione nei diversi DOC e IGT bianchi e rossi dell’Oltrepò viene orientata alla qualità, sacrificando le quantità, in coerenza con una visione che mette al primo posto l’eccellenza e la genuinità dei vini. Le attrezzature della cantina sono sempre più moderne e controllate per garantire una qualità impeccabile ad ogni sorso. Rimane sempre uguale il legame e il rispetto per la terra, che sostiene le produzioni vinicole insieme a una natura fiera, con le sue piante spontanee e i suoi animali selvatici, che è bello osservare in mezzo alle vigne o al loro margine durante le passeggiate con i clienti o nelle giornate di lavoro fra i filari.

La cura dei vigneti nell’Azienda Bosco Longhino è orientata al rispetto per la terra, scegliendo le pratiche agricole a basso impatto del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia. Viene mantenuta la copertura erbosa nell’interfila, per salvaguardare il suolo dall’erosione e mantenere gli ambienti di vita e alimentazione di api, farfalle, coccinelle e della fauna minore alleata dell’agricoltura.

La cantina offre anche agriturismo con tre stanze, due bagni con doccia e vasca, stanza comune con piccolo servizio per tè e caffè e wifi. La colazione dolce e salata, offerta nella grande cucina con la stufa affacciata sulla vigna dietro casa, a base di dolci casalinghi o salumi misti, da assaporare con la tipica ‘micca’, il pane locale, che ogni mattina il prestinaio consegna nella ‘casetta del pane’ è compresa.

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