Il 6 maggio 2020 la rivista scientifica Science, una delle più valide al mondo, pubblica un articolo che infonde speranza. Un gruppo di scienziati cinesi ha avuto ottimi risultati nella sperimentazione animale di un vaccino per il SARS-CoV-2, il virus che provoca il CoVID19. È troppo presto per cantare vittoria, perché il vaccino è stato testato per ora solo su un campione animale limitato, ma possiamo intravedere la luce alla fine del tunnel. La realizzazione di un vaccino, infatti, sarebbe l’unica soluzione per garantire la protezione dei cittadini, in primis degli operatori sanitari.

Inattivazione virus

Vaccino: come è fatto

Prima di entrare nel merito dei risultati degli scienziati guidati da Qiang Gao, cerchiamo di capire cos’è e come funziona un vaccino. Il vaccino è uno strumento NON nocivo grazie al quale l’individuo sviluppa immunità, cioè protezione, verso un agente patogeno. In pratica mettiamo il paziente nelle stesse condizioni di chi è guarito da una certa malattia, senza che lui si debba ammalare. In questo modo chi ha ricevuto il vaccino possiede delle armi costruite su misura contro un determinato virus, azzerando il rischio di ammalarsi. Esistono diversi metodi per mettere a punto un vaccino. Quello utilizzato dal team di scienziati è stato uno dei più classici: la cosiddetta inattivazione del virus stesso. Questa consiste nell’”attaccare” il virus, per esempio con alte temperature, allo scopo di indebolirlo in modo molto preciso. Infatti, da un lato il virus deve perdere la capacità di riprodursi e di “essere nocivo”, così da non causare sintomi. Dall’altro, deve essere capace di stimolare il nostro sistema immunitario a forgiare le armi su misura. Questo sottile equilibrio è alla base di un vaccino.

Team di scienziati

Sperimentazione animale del vaccino

Gli scienziati hanno quindi lavorato con il virus in modo da inattivarlo e farne un vaccino. Una volta creato “il candidato” vaccino, questO deve superare una lunga serie di test. Gli scienziati devono infatti garantire che il vaccino non sia tossico e riesca effettivamente a creare immunità. La buona notizia è che i primi test animali condotti su questo candidato sono positivi! Innanzitutto nei topi e nei macachi su cui è stato testato non ha evidenziato nessun segno di tossicità. Inoltre ha fatto in modo che gli animali producessero un gran numero di anticorpi neutralizzanti. Ma questo non è tutto. Gli scienziati hanno poi iniettato il SARS-CoV-2 ad un campione di topi e macachi. Quelli a cui NON era stato somministrato il vaccino si sono ammalati, mentre gli altri no. L’articolo conclude che “questi dati supportano uno sviluppo clinico del vaccino per il SARS-CoV-2 negli umani”.
Nonostante questa sia la notizia più positiva che potessimo ricevere, la strada verso il vaccino per l’uomo è ancora in salita. L’esperimento è stato infatti condotto su un campione limitato di soggetti animali.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.