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Bravo ragazzo, esserlo oggi è anticonformismo puro

Qualche considerazione sul concetto di “bravo ragazzo”, tralasciando i cliché del femminismo becero e del buonismo confortevole

Prima del bravo ragazzo, c’è il latin lover. Una sostanziosa percentuale di bad boy, ragazzi belli e dannati, latin lover e dongiovanni (già impegnati o meno) è presente ovunque, ed è sempre stato così. Anche se oggi, nell’era delle “relazioni liquide” di Bauman, sembrano essere diventati, per reazione, sempre più cinici, furbi e calcolatori.

Tempo fa, probabilmente su Cosmopolitan – il ricordo si perde negli anni – leggevo per la prima volta un articolo in cui veniva perfettamente descritto il profilo psicologico dello “psicopatico narcisista perverso”, un tipo di partner che prima o poi (quasi) tutte incontriamo nel corso della vita. Un “tipo umano” in cui oggi, forse, è molto meno raro da imbattersi. Da allora, ho cominciato a notare anch’io nelle nuove conoscenze tanti piccoli elementi comportamentali cui prima non facevo caso. Obiettivamente, lucidamente. Ma non siamo qui per parlare di loro, né questo articolo intende generalizzare.

Il bravo ragazzo esiste, ma è invisibile

Per fortuna, a un certo punto della vita cominci a coprire che la maggior parte dei “bravi ragazzi” (quelli tendenzialmente più onesti per mentalità e modus operandi) sono altrettanto numerosi, ma quasi invisibili: molto riservati, selettivi. Tendono a “nascondersi” e non amano la folla. Difficili da incontrare, ma più interessanti dei troppo prevedibili “bad boys”.

Probabilmente, la loro già spontanea riservatezza scaturisce anche da una reazione alle pretese del mondo esterno, che celebra gli uomini “forti” e oggi contagia anche l’universo femminile. Le donne più malevole non sono semplicemente “persone da evitare”, ma “sicuramente ragazze che hanno sofferto e sono diventate così per farsi rispettare”. Oppure “hanno davvero fegato, sono vere donne”. Un po’ come le Alpha Woman di Facebook. Il risultato? Molte donne ripudiano la propria femminilità, la vedono come un segno di debolezza. E così si trasformano in persone molto simili ai “bad boys” per cui un tempo soffrivano (o, chiariamo, volevano soffrire, preferendoli ad altri tipi di ragazzi).

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Bad or “Good” Boy?

Bad Boys & Bad Girls addio

In mezzo ai due estremi c’è una folta schiera di donne e uomini invisibili. Il “bravo ragazzo” (ma vale anche per le donne) si camuffa, un po’ per necessità, un po’ per rassegnazione e disprezzo del gusto comune. E come biasimarlo? Essere un bravo ragazzo, alle porte del 2018, è talmente complicato (a causa di tutta una serie di risvolti sociali, non solo lavorativi), che diventa preferibile nasconderlo. O rifugiarsi sul divano.

Piccole tracce di questa tendenza, poco evidenziata dai media, sono rilevabili solo all’interno di sporadici articoli talora apparsi anche sui maggiori quotidiani. Alla fine del novembre 2015, per esempio, Dagospia ci informava che l’amministratore delegato di Tinder, Sean Rad, sottolineava in merito a un sondaggio condotto su 300.000 utenti: «l’80% di loro [i single] ha ammesso di stare cercando una relazione [seria], mentre solo il 20% era in cerca di una cosa più episodica».

Questo si avverte molto soprattutto in Italia, dove i ragazzi non passano subito all’abusato “Wanna f**k?” (come avviene in altre nazioni), ma cercano di conoscere meglio la potenziale partner prima di incontrarla, anche se non intendono impegnarsi.

Nell’agosto 2016, invece, il Corriere parlava di single pigri e indolenti, gli Sneet (Not in Engagement, in Expecting, in Toying), ossia single non impegnati, non in cerca dell’amore e non a caccia di flirt, evidenziando perciò un altro elemento significativo. In pratica, i single disillusi cercano di chiudersi in una corazza, sono una folla che preferisce una serie tv o un libro sul divano piuttosto che una festa.

Sembra quasi lo stesso destino di Ted, il protagonista della popolare serie tv “How i met your mother”, che allontana la sua Robin semplicemente dicendole che la ama durante il primo appuntamento. A tal proposito, se non la conoscete ancora, provate a visitare la pagina “BOOM. Friendzoned” su Facebook e provate a sdrammatizzare…

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Ted Mosby, interpretato da Josh Radnor nella serie tv “How i met your mother”

Nessuno ne parla

Purtroppo, le statistiche che evidenziano questo fenomeno sono ancora troppo poche. Ma resta un dato di fatto: oggi il bravo ragazzo è diventato un outsider. Un anticonformista difficile da individuare e riconoscere (lui stesso non lo ammetterà mai), una persona più sensibile della media e forse anche più esigente, che ha paura di soffrire esattamente come le brave ragazze che urlano al mondo la loro disillusione.

Ma, forse, proprio per questo vale la pena apprezzarlo ancora di più e provare cercarlo, nel caso in cui si decida di portare nella propria vita una relazione stabile. Anche se, per certi versi, potrà risultare meno accattivante e bravo con le parole, potrà essere capace di regalare emozioni ugualmente “forti”, perché i suoi baci saranno solo per te. E saprà donare alla sua partner (disillusa) una tranquillità troppo spesso sottovalutata.

Un’ultima precisazione: non esistono neri e bianchi, ma solo “grigi”. In questo articolo però, per necessità di sintesi, ho identificato con “bad boy” i soggetti che, più di altri, tendono ad essere apprezzati proprio per le loro caratteristiche negative. Intelligenti pauca.

Photo credits: Smallville Wiki FandomBustle

About Maria Cristina Folino

Laureata in Lettere e Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Salerno, specializzata in programmazione e gestione di interventi per gli archivi e le biblioteche digitali, Maria Cristina Folino vive a Salerno e collabora con testate giornalistiche locali da oltre 9 anni. Già docente di Scrittura Creativa ed esperta di comunicazione digitale, lavora come content creator e web editor. Impegnata con l’associazione culturale Felix Cultura e con Donation Italia, ha vinto numerose competizioni artistico-letterarie a livello nazionale. In passato ha pubblicato una raccolta di poesie ("Ali di Gabbiano", Aletti Editore, Roma 2008) e due ebook, una fiaba e un saggio, con Edizioni Il Pavone ("Liberami da questo libro!", 2010 e "Tim Burton e il Catalogo delle Meraviglie", 2013). Ha blog su Tumblr (http://mariacristinafolino.tumblr.com) e un canale dedicato a libri e moda su Instagram (@fashionreaders_lookbook). Il suo sito web è www.mcfolino.eu.

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