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Intervista ad Alessandra Salimbene. Ospite a Rionero in Vulture di Cantine Digitali

Al passo con i tempi veloci e fugaci delle tecnologie digitali, la qualità rimane, indelebile,  in un mondo in cui si vive interconnessi. Il prossimo 16 marzo si svolgerà a Rionero in Vulture,  in Basilicata, presso il Palazzo Giustino Fortunato, “Cantine digitali”, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Aglianico Del Vulture DOC,  in collaborazione con Alessandra Salimbene e l’agenzia Eblu Comunicazione. Un modo per scoprire le opportunità del settore vitivinicolo, mettendo in rete le nuove abilità nel settore marketing. Per rendere la comunicazione del brand ancora più efficace e far crescere il prodotto è importante saper utilizzare al meglio i social network, che ormai rappresentano uno strumento indispensabile per chi vuole fare impresa.

Palazzo Giustino Fortunato di Rionero in Vulture

Con quest’ottica legata all’innovazione, che sarà realizzato un workshop di due ore, curato da Alessandra Salimbene, esperta in Digital marketing e Personal branding, cioè aiuta le imprese a costruire strategie digitali. Durante il workshop saranno spiegate le modalità con cui i consumatori scelgono il vino e  lo raccontano, passando dallo storytelling al personal branding, e quindi dai clienti della community reale si passa alle comunità virtuali, e viceversa. Il villaggio locale e quello globale si intersecano e, in maniera complementare, segnano il “successo social” del vino, e delle eccellenze del territorio lucano, coinvolgendo anche i viaggiatori che arrivano dal web, ed innescando un virtuoso circuito legato all’enoturismo. 

Durante l’incontro, a cui prenderanno parte gli imprenditori locali, è prevista la possibilità di un dialogo con gli attori partecipanti, con domande e brevi consulenze su problematiche specifiche, e con il rilascio finale di un attestato di partecipazione.

Alessandra Salimbene ha 42 anni e da quando ne aveva 20 è dedita all’imprenditoria digitale. Nel 2007 ha realizzato il suo primo sito con “BloccoNote”, e da allora non ha più lasciato l’attività on line dedicandosi al marketing digitale e alla comunicazione aziendale. Da allora ha iniziato a collaborare con realtà nazionali e internazionali come consulente, public speaker e formatrice nell’ambito del marketing digitale e della distribuzione commerciale.

I suoi clienti sono per lo più professionisti e PMI (Piccole e Medie Imprese), con particolare specializzazione nel settore vitivinicolo oltre che negli ambiti dell’ottica e occhialeria, dell’energia, della fotografia professionale e dell’editoria. Laureata in Scienze della comunicazione all’Università di Torino, Master alla Luiss Business School, è relatrice SMAU dal 2012. Alpi Fashion Magazine l’ha intervistata prima del suo arrivo in Basilicata.

Alessandra, quanto si può o meno prescindere dall’utilizzo del web per la promozione di un’attività d’impresa?

I mezzi di comunicazione digitale basati sul web sono il centro delle dinamiche della comunicazione interpersonale oggi. Un’azienda può decidere di non utilizzarli, ovviamente, ma non potrà mai prescindere dal fatto che i loro clienti, in ogni ambito, trascorrono gran parte del loro tempo proprio on line e specificatamente all’interno dei social media. Proprio oggi ho fatto un post con questa statistica: nel 2015 il 52% delle persone è stato condizionato da Facebook (se parliamo di internet in generale la percentuale sale) per le proprie decisioni di acquisto on line e off line. Nel 2014 questa percentuale era del 36%. Ogni imprenditore può scegliere liberamente la propria strategia, ma non può esimersi dal prendere in considerazione il fatto che è la rete il centro dove si plasmano le opinioni, dove si sceglie, dove ci si informa e all’interno del quale si alimentano le proprie relazioni sociali.

Quale marcia in più ha chi utilizza come strategia di marketing la comunicazione digitale?

Dipende molto da come vengono utilizzate, ovviamente, la tecnologia di per se stessa è solo un mezzo che apre immense possibilità, ma i risultati dipendono dalla sostanza: contenuti, professionalità, tipologia di messaggio, capacità di offrire valore e interagire in modo positivo con il mercato. Il digitale consente all’impresa di creare una propria community di riferimento, di influenzare un gruppo più o meno vasto di persone attraverso il valore che si riesce a trasmettere: la relazione privilegiata con questa community consente di costruire successi commerciali importanti, solidi e duraturi nel tempo, che ci mettono al riparo anche dalle fluttuazioni del mercato.

Quanto rimane indietro chi non lavora sulla costruzione del brand attraverso i social?

Oggi non si può essere dentro o fuori: si è comunque dentro. Puoi scegliere di essere tu, in modo consapevole e strategico di “guidare” la costruzione del tuo brand on line oppure lasciare che sia il mercato a parlarne in modo autonomo, senza la tua supervisione e a tua insaputa. Veda l’esempio delle recensioni su Tripadvisor o su Facebook: gli utenti le faranno che tu gestisca o non gestisca la tua presenza on line. Anche l’assenza darà il suo messaggio e sarà il mercato a decidere come interpretarlo.

Quanto è importante investire sull’on line e quali sono invece i rischi per un imprenditore in generale, e nello specifico nel settore vitivinicolo?

In generale io credo che siamo ancora in una fase in cui la maggior parte degli imprenditori e in particolar modo delle aziende vitivinicole deve prendere consapevolezza della necessità di avere un approccio professionale e strutturato alla comunicazione e al marketing in senso più ampio del termine. Il digitale può essere un’agevolazione, in questo, consentendo operazioni a costo tutto sommato contenuto e permettendo anche alle piccole o piccolissime imprese di agire in modo efficace. I rischi più grandi, oggi, sono fondamentalmente due: pensare che si possa continuare a fare “come si è sempre fatto” e sottovalutare l’importanza di scegliere professionisti di qualità per i propri progetti di comunicazione e di marketing. La maggior parte dei danni è causata dagli “amici” e dai “cugini” sedicenti esperti…

Lei ha lavorato in diversi settori, ricoprendo ruoli differenti come consulente aziendale, mercato dell’ottica, del vino, avvicinandosi anche al mondo dell’editoria. Quali di questi settori si presta di più o di meno alla rivoluzione digitale?

La rivoluzione digitale riguarda le persone e solo come conseguenza coinvolge l’economia. Tutti i settori sono toccati, in modo diverso, dall’utilizzo delle tecnologie digitali della comunicazione in modo molto intenso. Sicuramente l’editoria ha un ruolo da protagonista in un certo senso, in quanto di fatto con il digitale tutti siamo editori e anche l’azienda stessa deve iniziare a ragionare in parte come un’azienda editoriale. Posso dire che la mia esperienza in ambito editoriale “tradizionale” mi ha fornito delle competenze in più che mi consentono di applicare tecniche di redazione, di organizzazione del lavoro e flussi di informazione ereditati da questo mondo.

Quali consigli si riserverà di dare agli attori locali che prenderanno parte all’incontro organizzato a Rionero in Vulture, in Basilicata?

Non verrò a Rionero per dare consigli: la mia intenzione è illustrare uno scenario e mostrare come questo contesto che per molti è attualmente problematico, può trasformarsi in opportunità. Spero di riuscire a trasmettere il sogno di uno sviluppo d’impresa armonica, di successo, internazionale che può essere realizzato attraverso l’applicazione di strategie che utilizzano il digitale come mezzo ma che, fondamentalmente, si basano sulla capacità di creare valore per il mercato, di trasmettere emozioni e, non ultimo, valorizzare l’antichissima storia di un territorio ricchissimo di mitologia e tradizione e ancora troppo poco conosciuto.

Marianna Gianna Ferrenti

About Marianna Gianna Ferrenti

Sono una giornalista pubblicista lucana. Dopo alcune esperienze sul territorio, ho allargato gli orizzonti, affacciandomi nel 2012 al mondo del social journalism. Laureata magistrale in Scienze filosofiche e della comunicazione, dopo un corso di Alta Formazione in Graphic Design ed Editoria digitale, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ho arricchito il mio background con competenze tecniche nell’ambito della scrittura digitale

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