Curiosità, interesse, stupore, incontri….migliaia di incontri, persone banali, sguardi che ti sfiorano, non ti lasciano niente, oppure, fra tante persone, la magia di un incontro, un guizzo, la voglia di parlare, di conoscere, entrare nell’intimo, rubare l’anima con un sorriso, allungare una mano e capire che c’è una mano che cerca l’amicizia, il dialogo, dire cose, regalare emozioni, coinvolgerti come un mantello, una cappa piena di segreti, svelarsi…..

Forse la mia curiosità per capire Stefano Fiori è nata dal nome, Fiori, fiori nel nome e nella sua vita, fiori che ti offre svelandosi, fiori che ama ed è riamato, e poi scopri che la sua vita è fatta di musica, il sottofondo della sua vita, di dolore che esprime con le parole, con pudore, l’una accanto all’altra, fino a comporre una fila, l’una accanto all’altra, fino a comporre un racconto, una poesia, perché Stefano Fiori è uno scrittore, i suoi racconti sono poesie che gli curano l’anima, la mente, il corpo.

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Stefano parlami di te, di te scrittore.

 Tutto è iniziato da una necessità.

Sembrerà strano e banale dire che scrivere è una necessità, ma le cose sono andate proprio così.  Ho sempre sentito il bisogno di comunicare il desiderio, le emozioni, i sentimenti che ho vissuto, vivo, ma soprattutto vorrei vivere. Una maniera per il quale quello che scrivo possa in una qualche maniera parlare di me, dei mie sogni, ma soprattutto delle mie attitudini.

Quello di scrivere è sempre stato un tuo desiderio, fino da bambino?

Sono sempre stato un bimbo curioso, sensibile e pieno di empatia. Fin da piccolo il mio segno distintivo sono stati i sorrisi, pieni e di vita e  desiderio di non dimostrare nulla, semplicemente una maniera per vivere con estrema serenità tutto ciò che mi è sempre girato intorno. In questo modo, quando si vive intensamente tutto ciò che fa parte del mondo, è come se facesse parte della tua vita, e come un boomerang torna indietro per colpirti, sconvolgerti e renderti ricco, di una ricchezza intrinseca che parla di Bellezza, quella stessa bellezza narrata da mia nonna, con i suoi rituali quotidiani.

La poesia? Tu ami molto Alda Merini

Certe volte penso. Certe volte parlo, scrivo, rifletto e faccio considerazioni sul mondo, ma mai su me stesso. Sono fortemente polemico e contraddittorio avvolte, e me ne dispiaccio. Quello che conta e saper andare oltre, valutare bene le diverse situazioni, ma soprattutto le persone che in una qualche maniera entrano nella nostra vita come un albatros che fluttua leggero nel suo mondo fatto di dolce poesia.

Nella mia vita da qualche tempo è entrata una donna. una donna forte, libera, superba, passionale, creativa, vissuta. Una donna criticata e amata al tempo stesso. Una donna che ha fatto della sua vita una poesia, un’opera d’arte: Alda Merini, la poetessa del Naviglio.

Il Naviglio che scorre lento in quella Milano al tempo stesso contraddittoria, veloce e dinamica.

Era su queste rive che nacque questa incredibile meraviglia, che con i suoi versi, la sua vita, le sue parole ha saputo ispirare, ha saputo incantare i mortali come le sirene i marinai dell’Ulisse.

Lei è come un albatros, che lo stesso Baudelaire paragona al poeta, una persona profondamente discriminata dalla società perché non capita, perché è capace di andare oltre, dotata di lungimiranza. I suoi versi sono profezie, sono visioni del tempo, del suo tempo che dimostrano a chi li comprende la meraviglia della vita.

Ami i fiori, cosa rappresentano per te?

Una volta conobbi un vecchio contadino che amava scrivere poesie sulla capacità di essere, ma soprattutto su quella ben più importante di meravigliarsi. Mi disse che le piante hanno tanto da insegnare a noi esseri umani. Prima di tutto sul valore del tempo, dal quale si imparerà ad avere pazienza prima che vogliamo che vengano fuori dei bellissimi fiori. “La pazienza è la virtù dei forti”, era d’abitudine ripetermi. Parole semplici che hanno ancora la capacità di rafforzare  le mie convinzioni. “Se vuoi che la tua pianta dia buoni frutti devi fare il modo che con il tempo si irrobustisca”.

prato di tulipani

Parlami della tua nonna, è stata una figura basilare, a quanto posso capire

Mettere la caffettiera sul fuoco per gli ospiti, curarsi dei fiori nel balcone al mattino presto, e cucinare il fritto la domenica regalandomene un assaggio di nascosto, senza poi andare a rivelare a nessuno questo nostro piccolo grande segreto. (Mia nonna aveva capito tutto!!!!). La figura della nonna è stata importante nella mia fanciullezza, direi una base solida e di riferimento: crescere in una famiglia compatta emotivamente, di quelle che i problemi si risolvono insieme, uniti, mi ha insegnato tanto a livello personale.

Gli animali nella tua vita

Non ho mai avuto degli animali domestici, anche se il mio amore per gli animali è incondizionato. Non ne ho mai avuto più per un fatto di responsabilità. I miei genitori non considerano un animale domestico come un capriccio, un oggetto per celebrare le ricorrenze e adornarli di un bel fiocco. Gli animali sono degli esseri viventi, e come tali meritano rispetto, attenzioni, cure e tanto amore. Non ci siamo mai potuti permettere la compagnia di un piccolo amico, ma abbiamo comunque sofferto la perdita di altri animali che hanno come fatto parte della nostra famiglia.

Il tempo, il mare, l’acqua….

Sono sempre stato un amante dell’acqua, sinonimo di vita. In spiaggia passo tutt’ora la maggior parte del tempo immerso, a fare scherzi, ed ho sempre avuto tanto rispetto per il suo utilizzo. Acqua è vita, ed io mi considero una persona vitale, curiosa, entusiasta e ricca di aspettative. Ecco perché scrivo, per comunicare il mio stupore e la mia malinconia. Perché non c’è cosa più bella della malinconia, dalla quale nascono le cose più belle.

La musica per te

Ho scritto i miei pezzi migliori in questi momenti, con un sottofondo musicale tra Bach, Yann Tiersen, Strauss, Yruma e Ludovico Einaudi.  La musica per me è sempre stata ispirazione e nostalgia. È onnipresente. Attraverso la musica si è continuamente attratti da un vortice nel quale si rifugiano al suo interno tutte le sensazioni passate, e mai assopite.

L’amicizia

Non sono mai stato un bambino socievole, devo ammetterlo. Nei silenzi della solitudine ho saputo ritrovarmi. Ho imparato che anche se si è da soli non lo si é. Perché si è sempre in compagnia del proprio istinto, della propria energia, della propria personalità. Gli amici, poi, ci sono stati, ci sono e ho imparato a confrontarmi su varie cose: sono la finestra sul mondo, un banco di prova insostituibile per capire il proprio senso di fedeltà, ma soprattutto il saper essere sinceri nei confronti di chiunque, di qualsiasi cosa, ma soprattutto di se stessi.

Cos’è la vita per Stefano

La vita è come un intervallo a scuola, dal quale prima che risuoni la campanella bisogna cercare di meravigliarsi il più possibile, senza rimorsi, rimpianti, e lamentele (troppe persone sento lamentarsi, e mi da terribilmente fastidio); come se la vita stessa fosse uno stato meditativo nel quale prendere coscienza continuamente di sé, e ricercare il piacere, per dimostrarci più autentici possibili.

Vita è felicità?

La vita è un piacere lento, che va preso al volo, e non qualcosa da respingere. Pena il non aver vissuto fino in fondo. Ognuno è il Dio di se stesso, e il destino è solo un frutto encomiabile che coltiviamo noi, noi ne abbiamo l’onore e l’onere di scriverlo con le scelte che facciamo giorno per giorno. La felicità sarà nell’attimo seguente, come dolce conseguenza di quelle scelte. Procurando un ansia da felicità. “è in un certo senso godere del momento, di qualcosa che saprà renderci esausti, ma non troppo. Perché un giorno non è mai l’ultimo, per perdersi tra i minuti, le ore, alla ricerca costante di qualcosa che ci faccia sorridere. Rubare qualsiasi cosa che ci faccia pensare al momento vissuto, alla gioia ed alla felicità che trapelano dalle emozioni”.

Non bisogna aver paura di soffrire, di rimboccarsi le maniche, perché tutto nasce dal sacrificio, dalla volontà di non abbattersi e di respingere il male. Quando l’avremmo sconfitto, saremmo più forti e nulla potrà più abbatterci. Il sorriso sarà testimone insostituibile del nostro percorso ed il prodotto che ne verrà fuori sarà di qualità, perché parlerà di noi, della nostra storia senza eguali, e delle persone che abbiamo amato e amiamo.

Così come un fiore, un selfie, una passeggiata alla scoperta di luoghi già conosciuti hanno la capacità di instillare la volontà di perdersi, per ritrovarsi in un abbraccio, e riscoprire la felicità negli occhi di chi abbiamo ritrovato.

Per ulteriori informazioni su di me, basta consultare il mio blog personale “Newstyle Publications” su wordpress, io sono “il ragazzo dei tulipani” .

Grazie a Stefano Fiori di avermi permesso di entrare nel suo prato pieno di tulipani.

Cristina Vannuzzi Landini

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