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M. Butor, La canee,1952

La solitudine di Michel Butor

Il prezzo della libertà di pensiero può costare caro. Un esempio esaustivo è quello di Michel Butor, scrittore e poeta francese, scomparso l’estate scorsa alla soglia dei 90 anni, amato dai suoi pochi fautori e dimenticato da molti.

Butor, uno degli ultimi grandi vecchi della letteratura francese, viveva al confine franco-svizzero una sorta di esilio che si era creato per dedicarsi alla scrittura in maniera autonoma dopo aver chiuso i rapporti con i grandi editori.

Instancabile viaggiatore, si era dedicato per una decina di anni a partire dal 1951 alla fotografia. E proprio alla fotografia è dedicata la mostra foto-letteraria “Escales visuelles” che fa parte del progetto editoriale Michel Butor. L’univers géopoétique e si può visitare fino al 24 febbraio 2017 all’Institut français Milano. L’esposizione, curata da Isabella Bordoni, presenta una selezione di immagini in bianco e nero sulle città realizzate da Butor tra gli anni Cinquanta e Sessanta e otto immagini a colori scattate dalla moglie Marie-Jo intorno agli anni Duemila accompagnate da testi autografi di Michel. La sua passione per questo mezzo espressivo nacque al ritorno di un suo viaggio in Egitto. L’autore aveva impresso nella memoria molti ricordi del suo soggiorno ma era mortificato per la mancanza di fotogrammi che lo testimoniassero e gli fornissero successivamente la capacità di farli decantare per osservare la realtà da tutte le angolazioni, esplorandola con maestria assoluta.

Butor è stato uno dei padri del Nouveau Roman, una corrente letteraria che annulla il personaggio ed il suo quotidiano per focalizzarsi sugli oggetti e sulla realtà al di là dell’individuo.

Adombrato da questi meccanismi, se ne era poi allontanato. Memorabile “La modification”, romanzo che ha segnato la storia della neo avanguardia narrando, in seconda persona, il viaggio fisico e interiore del protagonista da Parigi a Roma con un finale a sorpresa. Un vero capolavoro. Butor racconta nel bellissimo video in mostra la sua innata solitudine. Fin da piccolo, pur vivendo in una famiglia numerosa, ha sempre sofferto della paura dell’abbandono.

Michel Butor
Michel Butor

Crescendo, durante i suoi numerosi viaggi, ha sempre sentito il bisogno di comunicare con gli altri. “Sono un despota, sto bene da solo ma ho bisogno che qualcuno mi venga a trovare”. Così si definisce uno dei più grandi autori del Novecento.

Francesca Bellola

Escales visuelles

25 gennaio – 24 febbraio 2017

Institut français Milano

Corso Magenta, 63 – Milano

ingresso libero

Orari: da martedì a venerdì ore 15.00-19.00

www.institutfrancais-milano.com

About Francesca Bellola

Vive a Milano. Giornalista e direttore del portale OkArte.it, scrive per varie testate tra le quali: Il Giorno (quotidiano), Alpi Fashion Magazine, Ok Arte di cui ha diretto per sette anni il freepress cartaceo. E' curatore di mostre d'arte in sedi Istituzionali, private e gallerie in Italia. E' Art-Promoter di artisti affermati ed emergenti, organizzatrice ed ideatrice di eventi culturali. L'esperienza, acquisita nel corso degli anni per l'arte in tutte le sue forme, l'ha portata a coltivare ottime relazioni esterne con il suo staff. Adora i felini nella fattispecie i gatti perché hanno delle caratteristiche simili al suo carattere. Infatti è istintiva, indipendente, tenace e non ama le persone opportuniste e calcolatrici. Nel tempo libero gioca a tennis, nuota e fa shopping.

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