Con la Mojito Re-Shoes, SCARPA porta sul mercato una nuova idea di calzatura: non solo prodotto, ma sistema. Un progetto che affronta il tema del fine vita delle scarpe trasformandolo in materia creativa, industriale ed etica.
Ripensare l’icona, senza tradirla
Non tutte le innovazioni nascono dal desiderio di novità. Alcune prendono forma da una domanda più profonda: cosa accade a un oggetto quando ha concluso il suo ciclo? La Mojito Re-Shoes nasce esattamente da qui. SCARPA sceglie di intervenire su uno dei suoi modelli più riconoscibili, la Mojito, e di riprogettarlo integralmente secondo i principi dell’eco-design, senza comprometterne identità, funzionalità ed estetica.
Il risultato non è una variazione stilistica, ma una nuova postura culturale: la calzatura non è più un punto d’arrivo, bensì una tappa all’interno di un ciclo continuo.
Il progetto Re-Shoes: dalla teoria all’industria
La Mojito Re-Shoes è il primo esito concreto del progetto LIFE Re-Shoes, coordinato da SCARPA nell’ambito del programma LIFE dell’Unione Europea. Dopo due anni di raccolta di calzature usate all’interno delle reti distributive europee del brand, l’azienda ha raggiunto una scala produttiva significativa: 15.000 paia di nuove scarpe realizzate a partire da materiali recuperati.
Un dato che assume valore simbolico se inserito nel contesto globale: ogni anno vengono prodotti circa 24 miliardi di paia di calzature, la maggior parte delle quali non è progettata per essere riciclata. Re-Shoes prova a intervenire proprio su questa frattura strutturale.
Design for recycling: la tecnica come responsabilità
Il cuore dell’innovazione risiede in un processo avanzato di idrolisi selettiva, che consente di separare e rigenerare i materiali principali della scarpa. La pelle viene decomposta chimicamente e trasformata in nuovo materiale; le suole usurate vengono macinate per dare origine a nuove intersuole; il battistrada e i rinforzi contengono elevate percentuali di materiale riciclato.
Nel dettaglio, l’intersuola integra fino al 35% di materiale proveniente da suole macinate, mentre la suola è composta per il 50% da gomma devulcanizzata ottenuta dagli scarti produttivi interni. Ma il dato più rilevante non è solo quantitativo: la Mojito Re-Shoes è stata progettata fin dall’inizio per essere più facilmente riciclabile a fine vita. Meno materiali, nessun occhiello metallico, maggiore separabilità tra tomaia e suola.
Qui la sostenibilità non è un’aggiunta, ma una scelta progettuale che influenza forma, struttura e processo.
Tracciabilità e trasparenza
Ogni fase del progetto è accompagnata da strumenti di tracciabilità digitale e da un’analisi LCA (Life Cycle Assessment), che misura l’impatto in termini di emissioni, consumo di acqua, energia e sostanze chimiche. Un approccio che restituisce complessità al concetto di sostenibilità, sottraendolo alla semplificazione narrativa.
Il progetto coinvolge università, aziende specializzate e piattaforme europee per l’innovazione, costruendo una filiera estesa che dimostra come la transizione ecologica, per essere credibile, debba essere sistemica.
Un nuovo immaginario per l’outdoor
Fondata nel 1938 ad Asolo, SCARPA ha costruito la propria identità sull’equilibrio tra performance, ricerca e cultura della montagna. Con la Mojito Re-Shoes, questo equilibrio si sposta: l’outdoor lifestyle diventa terreno di sperimentazione per un modello industriale che guarda oltre l’uso immediato.
In vendita da oggi sull’e-commerce del brand e, dalla primavera-estate 2026, anche nei negozi fisici, la Mojito Re-Shoes non promette di salvare il pianeta. Propone qualcosa di più concreto: un modo diverso di pensare la durata, la responsabilità e il valore degli oggetti che scegliamo di indossare.











