C’è una femminilità che non cerca più definizioni rigide. Oscilla, cambia, si espone. Nella collezione Primavera Estate 2026, Alexander Sagio costruisce un immaginario che affonda nell’Antichità per parlare con precisione al presente: una Venere contemporanea, incompleta e potente, fragile e consapevole.
Non è una citazione estetica. È una condizione emotiva.
Il corpo come racconto
Le silhouette si muovono tra struttura e abbandono. Il tailoring deciso si ammorbidisce grazie ai Falling Folds, un sistema di drappeggio che introduce movimento e imperfezione controllata.
Blazer che avvolgono il corpo, abiti che scivolano sui fianchi, spalle che cedono: ogni elemento contribuisce a una narrazione in cui il controllo lascia spazio alla sensibilità.
Erotismo e leggerezza
La pelle emerge, ma non come provocazione. Piuttosto come linguaggio. Tagli inaspettati, trasparenze studiate, tessuti velati costruiscono un equilibrio sottile tra presenza e assenza.
La trasparenza, in questo contesto, non è decorazione. È dichiarazione.
Una forma di vulnerabilità consapevole, che diventa parte integrante dello stile.
Una nuova idea di power dressing
Il concetto di forza si trasforma. Le spalle, meno rigide rispetto al passato, abbandonano la costruzione impositiva per aprirsi a una linea più naturale, quasi fluida.
È un potere diverso: meno dichiarato, più interiore.
Non impone, ma si afferma.
Movimento come identità
L’intera collezione è attraversata da un’idea di movimento continuo. Onde, frange, volants e drappeggi asimmetrici costruiscono una silhouette viva, mai statica.
I materiali — seta, lino, pelle, cotone, lana — accompagnano questo flusso, mantenendo un equilibrio tra preziosità e leggerezza.
Tra mito e contemporaneità
Le tonalità — bianco, nero, marrone, con accenti di verde smeraldo e azzurro acquamarina — evocano un immaginario classico, quasi pittorico, che richiama suggestioni come la Nascita di Venere senza mai diventare citazione diretta.
Il risultato è una collezione che non guarda al passato con nostalgia, ma lo utilizza come lente per leggere il presente.
Forse oggi la vera forza non è nascondere la fragilità.
È scegliere di mostrarla.











