La relazione tra un abito e il corpo si misura anche nello spazio che resta per muoversi, cambiare, riconoscersi. È da questa idea che prende forma ICONICA, la collezione Primavera/Estate 2027 di Martino Midali, presentata in occasione della Fashion Week e dedicata alle diverse espressioni dell’identità femminile.
Il punto di partenza è la memoria del marchio: forme e materiali che, in quasi cinquant’anni di storia, hanno reso riconoscibile la sua visione. Midali li riporta nel presente, affidando alla costruzione dei capi e alle storie delle donne il compito di raccontare una bellezza capace di evolvere.
Il jersey e lo spazio del corpo
Al centro della collezione torna il jersey di viscosa, tessuto fondamentale nel linguaggio dello stilista. La sua fluidità e la sua elasticità traducono una precisa idea del vestire, riassunta nel principio «costruire senza costringere»: lasciare che l’abito accompagni la figura e ne assecondi i gesti.
Tuniche, grandi kaftani, casacche e linee a trapezio ritrovano così una nuova attualità. I pantaloni ampi e le gonne lunghe si inseriscono in un gioco di sovrapposizioni, mentre proporzioni ed equilibri rileggono le silhouette dell’archivio.
È una libertà che passa attraverso il progetto: l’ampiezza dei volumi, la caduta del tessuto, lo spazio intorno al corpo. In questi elementi si riconosce la continuità della ricerca di Midali, attenta al rapporto tra forma e movimento.
Dal corallo al denim, il ritmo dei contrasti
Il colore introduce accenti diversi. Il grigio antracite dà profondità al jersey, le tonalità naturali ne alleggeriscono la presenza, il corallo porta energia. Tornano anche le righe, tra i segni distintivi del marchio, nelle combinazioni bianco e blu oppure grigio e naturale: un disegno grafico che segue le variazioni del tessuto in movimento.
Accanto alla morbidezza del jersey, il denim costruisce una parte più strutturata della proposta. Trench, pantaloni palazzo, giacche-camicia, casacche, gonne e silhouette barrel mantengono un’ampiezza coerente con il resto della collezione. Il bianco, il verde militare e il salvia ne estendono il registro cromatico.
Il percorso dei materiali arriva poi alla rete e all’organza goffrata. Tra superfici opache e trasparenze, consistenze più compatte e tessuti leggeri, ICONICA trova un equilibrio fatto di variazioni, riconducibili alla stessa attenzione per il corpo.
Sei donne, sei modi di attraversare il cambiamento
Il tema della trasformazione assume una dimensione concreta in Una storia di donne, il racconto che accompagna la collezione. Sei protagoniste di età e percorsi differenti portano in passerella altrettante esperienze, legate all’accettazione, alla consapevolezza, alla forza, al tempo, all’equilibrio e al futuro.
Per Anna Maisetti, il confronto con un corpo cambiato dopo una malattia diventa un percorso di accettazione e inclusione. La sua storia mette al centro la possibilità di riconoscersi in una nuova immagine di sé e di condividerla.
Stella Manente racconta invece un cambiamento maturato attraverso la maternità. Dopo l’ingresso giovanissima nella moda e nello spettacolo, il rapporto con il corpo si apre a una diversa consapevolezza, nella quale lo yoga introduce ascolto ed equilibrio.
La forza di Fiona May attraversa la disciplina sportiva e prosegue nella capacità di reinventarsi dopo l’atletica. Nel suo percorso trova spazio anche il passaggio verso la generazione successiva, con uno sguardo rivolto a ciò che verrà.
Con Cristina Milanesi, che ha attraversato la moda, il giornalismo e l’editoria, entra in scena il tempo. Il ritorno in passerella porta con sé l’idea di una bellezza che continua a esprimere identità nelle diverse stagioni della vita.
Ombretta Ranzani e la figlia Lavinia Guizzo danno infine forma a un dialogo tra generazioni. La ricerca di equilibrio tra vita professionale e maternità incontra il futuro della più giovane delle protagoniste: una storia ricevuta in eredità, da interpretare con una voce propria.
La materia dei gioielli, il valore dell’individualità
A completare la collezione sono i gioielli artigianali di Frediano Properzi. Le loro forme organiche e materiche dialogano con la fluidità degli abiti, aggiungendo un ulteriore confronto tra consistenze.
Il legame tra queste creazioni e i percorsi delle sei donne dà sostanza al tema della sfilata, La bellezza di essere donna. La libertà dei volumi trova una corrispondenza nella libertà di cambiare: conservare qualcosa di sé, accogliere ciò che arriva e scegliere, ogni volta, come esprimersi.





